Psicologia del benessere

Malessere Domenicale: Quel sottile sottofondo di tristezza che pervade la Domenica

Dott.ssa Cristina Mencacci contattami

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La domenica è il giorno per convenzione consacrato al relax, al divertimento, al recupero delle energie. Uno spazio per coltivare le proprie passioni o i propri affetti.

Ma, per molti, la domenica rappresenta un inderogabile appuntamento con la noia e la malinconia. La giornata festiva è accompagnata da un sottofondo di scontentezza, come un sottile malessere, in cui confluiscono indefinibili sentimenti di tristezza, ansia, noia, svogliatezza. Questi stati d’animo invadono la giornata, impedendo di godersi il dovuto riposo.

Il fenomeno è stato studiato in Gran Bretagna e denominato Sunday Blues.

 

IN COSA CONSISTE IL SUNDAY BLUES ?

Secondo gli studi anglosassoni, soffrono della sindrome domenicale soprattutto coloro che hanno il sabato e la domenica interamente liberi, per cui il week-end rappresenta un netto stacco fra giorni attivi, magari frenetici, ed altri di totale relax. Per costoro il malessere inizia intorno alle 16,30 della domenica pomeriggio, momento in cui insorgono, in modo più o meno massiccio, le preoccupazioni per la settimana successiva. Per alcuni lo sconforto inizia addirittura fin dalla mattina, protraendosi per l’intera giornata.

Inoltre, dallo studio emerge che la maggioranza delle persone insofferenti all’appuntamento domenicale, sono quelle che trascorrono la giornata a casa, annoiandosi e rimuginando sugli impegni previsti per i giorni successivi.

  SECONDA FORMA DEL SUNDAY BLUES

Ma, esiste una seconda forma, più sottile ed insidiosa, del  Sunday Blues, spiegata dalla psicologa Gianna Schelotto nel suo libro “La nostra ansia quotidiana”. Secondo l’autrice, il malessere domenicale può essere, parzialmente, attribuito ad un calo di tensione, il cui conseguente senso di spossatezza si ripercuote nella sfera emotiva, generando sentimenti di noia e tristezza. Ma il calo di tensione psico-fisica, non giustifica l’inquietudine che imperversa nel giorno festivo. Piuttosto, la domenica sembrerebbe un puntale incontro e confronto con noi stessi.

I giorni lavorativi, strutturati e densi d’impegni, permettono di tenere sotto controllo le tensioni ed i sentimenti d’insoddisfazione. Mentre, un giorno interamente libero mette in luce il senso di  vuoto e le scontentezze, appannate dalla routine settimanale.

Le ore libere domenicali  ci mettono a contatto con la parte più intima di noi stessi, restituendoci le aspettative ed i desideri inappagati, la distanza fra la qualità reale dei rapporti affettivi rispetto a quella che vorremmo avere.

L’insofferenza domenicale colpisce sia chi è solo sia chi è in coppia o in famiglia. Per i single, comporta principalmente sensazioni di vuoto e di solitudine. Mentre, per chi è in coppia, il disagio consiste nell’affrontare la vicinanza del partner o nel ricoprire il ruolo designato all’interno della famiglia.

 

COSA FARE ?

Quando la domenica diventa il giorno in cui costantemente emergono tristezza, ansia, tensione, è importante comprendere quanto avviene dentro di noi.

Se il malessere è circoscritto alla preoccupazione di dover iniziare la  settimana lavorativa, è possibile che sussista qualche motivo di scontentezza in ambito professionale, o uno stile di vita stressante per il sovraccarico d’impegni. In questi casi, è opportuno riflettere sul rapporto soddisfazioni/rinunce imposto dal lavoro, rivedere le priorità riguardo agli impegni professionali e privati, cercando di ritagliarsi qualche spazio “rigenerante” da dedicare ad interessi personali.

Se, invece, il malessere riguarda un senso d’insoddisfazione riguardo a se stessi o alle relazioni affettive, è necessario far fuoriuscire le emozioni negative e cercare di definirle.

Identificare le motivazioni della scontentezza costituisce il primo passo per affrontarla, chiarendo cosa manca, in questo momento, nella sfera personale e quali siano i bisogni e desideri, inappagati.

Di conseguenza è possibile trovare modalità idonee per colmare o compensare i vuoti individuati, iniziando ad intraprendere azioni concrete per placare l’inquietudine e per perseguire ciò che si desidera ottenere.

Dedicarsi ad un interesse, coltivare una passione, posporre alla domenica le attività che solitamente sono svolte di sabato, possono rappresentare, per chi è solo, alcuni dei tanti modi con cui affrontare l’inquietudine domenicale.

Mentre, se il punto cruciale è la relazione con il partner o con la famiglia, rivisitare le dinamiche attuali e modificare alcune abitudini, possono rappresentare punti di partenza per apportare “un qualche” cambiamento alla vita affettiva, in vista del raggiungimento di un nuovo senso d’appagamento.

 

 

 

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