Psicologia del benessere

Quando e perché intraprendere una Psicoterapia?

28 Agosto 2020

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QUANDO E PERCHE’ INTRAPRENDERE UNA PSICOTERAPIA? 

“Tutti pensano di cambiare il mondo, ma nessuno pensa di cambiare se stesso.” - Leo Tolstoy 

Oggi come oggi è diventato usuale affidarsi ad un terapeuta per affrontare e risolvere problematiche personali o momenti difficili, individualmente in coppia o anche in famiglia. Recentemente abbiamo dovuto tutti affrontare un’emergenza - quella dovuta alla diffusione del virus Sars-Cov altrimenti detto nuovo Coronavirus. Così è accaduto che questo momento storico ci ha posti di fronte ad una nuova situazione, difficile e inaspettata e abbiamo dovuto attingere a tutte le nostre risorse, nonostante le difficoltà e la paura, per affrontare al meglio un evento inaspettato.

E nonostante il nostro impegno, proprio dopo l’epidemia dovuta al covid19, ancora oggi possono essere presenti sentimenti di fatica, tristezza, rabbia; è consigliabile che in questo caso consultare uno specialista con l’obiettivo di “fare il punto”? Certo confrontarsi aiuta sempre, soprattutto riuscire a orientarsi rispetto al “come sto”.

Ecco quindi alcune situazioni - oltre a quella sopra individuata - in cui considerare l’opportunità di fissare un appuntamento con uno psicologo-psicoterapeuta. Sottolineo il fatto che chiunque abbia desiderio di consultare uno psicologo anche solo per una curiosità personale è assolutamente libero di farlo!

Innanzitutto: Basta con vecchie credenze: fin troppe persone ancora oggi pensano che dallo psicologo ci vadano i matti. Ora fortunatamente sappiamo che non è affatto così: la categoria “matto” è un’etichetta in disuso, ed è ormai risaputo che consultare uno psicologo è un passaggio normale in molte situazioni della nostra vita. Niente più paure quindi: consultare uno psicologo è sintomo di aver compreso la specificità di questa figura professionale. Andare quindi dallo psicologo è finalmente considerata una cosa alla portata di tutti e di cui parlare liberamente, esattamente come per il dentista o l’allergologo.

Tutti viviamo momenti difficili: sicuramente avrete sentito parlare di processi di elaborazione del lutto - per fare un esempio - o dell’adolescenza come un momento di cambiamento burrascoso. Anche un cambiamento implica una certa fatica che può tradursi in una sofferenza personale: traslochi, separazioni, pensionamento o menopausa sono tutti momenti delicati per i quali potrebbe essere indicato un percorso; per affrontare al meglio ciò che ci sta capitando. Ecco, proprio questo è il punto: ogni momento difficile che ci troviamo ad affrontare, considerando che è normale che questo accada, può essere elaborato e superato con l’ausilio di uno specialista: i tempi si riducono (la coppia terapeuta-paziente nel setting stabilisce una relazione terapeutica che facilita i processi di elaborazione).

Qualcuno ha nel suo passato una storia personale difficile: un abbandono, una famiglia non facile, un rapporto non sereno con un familiare ancora prima che un rapporto non sereno con noi stessi. Successi e fallimenti, sia in campo lavorativo che sentimentale, incidono sul nostro benessere e sulla nostra autostima. Mettere ordine dentro di noi, pacificarci con una storia dolorosa o complicata è certamente un obiettivo terapeutico di tutto rispetto.

In altre situazioni invece capita di imbattersi in una diagnosi inaspettata. Una malattia, transitoria o cronica, implica un grosso cambiamento nella nostra vita e nel nostro modo di vivere noi stessi e il nostro corpo. Una diagnosi di tumore, di Sclerosi Multipla, di Lupus (per fare degli esempi) o anche essere stati vittime del coronavirus, rappresentano quelle possibili situazioni in cui si affronta un momento davvero difficile della vita. Essere seguiti non solo su un piano medico ma anche da un punto di vista psicologico è assolutamente indicato; curiamo il nostro corpo e la nostra mente per reagire al meglio e mettere in campo tutele nostre risorse per affrontare un iter complesso.

In alcuni momenti sentiamo di “non essere bravi abbastanza” o di “non essere all’altezza di…”. L’autostima è un punto importante per ciascuno di noi: capire in che modo guardare a noi stessi e costruire un’immagine positiva di noi è quanto di più indicato in generale per star bene. Ed è certamente un percorso che potete effettuare con l’aiuto di un bravo psicologo.

In altri momenti invece può capitare una crisi nella coppia ma anche nella famiglia. Ricordiamoci quindi che esistono terapeuti che si occupano di terapia di coppia e che hanno una formazione e una specializzazione apposita, così come vi sono psicoterapeuti specializzati in terapia della famiglia: quanto di più indicato in queste situazioni. Consultare il sito dell’ordine degli psicologi della vostra regione (ve n’è uno per ogni regione d’Italia) vi sarà d’aiuto per reperire nominativi di professionisti qualificati in tal senso.

Possono anche essere presenti difficoltà nel rapporto con il proprio corpo o di tipo sessuale nella coppia, anche di questo si può parlare con un terapeuta sessuale.

Negli ultimi anni molti studi hanno evidenziato come un trauma incida significativamente: questo accade in tutti i casi in cui ci siamo trovati ad affrontare un evento imprevisto, sconvolgente e al quale non potevamo certo essere preparati. Oggi sappiamo che chi è stato vittima di un evento traumatico porta in sé segni e conseguenze che possono essere riscontrabili non solo a livello emotivo, ma lasciano il segno anche nel corpo. Anche in questi casi si deve rigorosamente essere seguiti da uno psicologo specializzato in psicoterapia; ricordiamo inoltre che attualmente vi sono specialisti che attraverso tecniche mirate (terapia e.m.d.r. o psicoterapia sensomotoria: potete consultare gli elenchi dei professionisti autorizzati sui relativi siti).

Uno dei sintomi di disagio più diffusi consiste nell’ansia. I disturbi d’ansia sono purtroppo molto diffusi e causa di grande sofferenza. Vero è che l’ansia è un’emozione che tutti noi proviamo, ma esistono situazioni o condizioni nelle quali questa emozione prende il sopravvento; un elevato arousal di base può generare una sensazione di essere sempre all’erta e in allarme; ma anche l’ansia da prestazione, attacchi d’ansia o addirittura attacchi di panico sono fonti di disagio comprensibili e soprattutto gestibili sia da un punto di vista farmacologico (in alcuni casi è indicato gestire una terapia farmacologica con un medico psichiatra) che da un punto di vista psicologico. 

In alcuni momenti della nostra vita possiamo provare emozioni di tristezza o sconforto. 

Sono triste o depresso? In molte situazioni della nostra vita è normale essere tristi: dopo una separazione o la perdita di una persona cara. L’elaborazione di un lutto o di una situazione difficile può richiedere la collaborazione di un terapeuta, anche per verificare di essere alle prese con un momento triste oppure se vi siano i sintomi di una depressione in corso. Anche in questo caso no alle autodiagnosi o peggio ai rimedi fai da te, soprattutto se l’umore è molto deflesso e mancano le energie per fare le cose che si facevano normalmente e ancora: se abbiamo pensieri molto tristi per la maggior parte del tempo nella nostra giornata. Insomma: un momento di tristezza può capitare, ma per capire se ci troviamo di fronte a qualcosa di più severo da trattare, è importante consultare uno specialista che possa aiutarci nella diagnosi e guidarci in un percorso di cura.

Ed ecco a voi un’altra situazione su cui fare una riflessione: quando mi viene suggerito di consultare uno psicologo… ecco, magari è il caso di prendere in considerazione il suggerimento anziché scartarlo a priori e in maniera difensiva. 

Ritenere di non aver bisogno di aiuto è un pensiero poco utile e soprattutto poco realistico!

Disturbi di personalità, tratti narcisistici, disturbi bipolari - per fare qualche esempio - hanno tutti in comune un aspetto: chi ne soffre fatica a esserne consapevole, ma non vuol dire che non abbia bisogno di aiuto.

In conclusione: ricordiamoci che chiedere aiuto quando si è in difficoltà è un movimento saggio e sano, non c’è nulla di cui vergognarsi e non è una sconfitta. Al contrario fissarsi su posizioni rigide e affermazioni tipo “non ho bisogno di aiuto” o anche “sono gli altri che non mi capiscono” non rende una situazione gestibile perché chiude a eventuali soluzioni che al momento - ovviamente, proprio perché coinvolti - non siamo in grado di vedere con obiettività.

Ricordiamoci sempre che tutto comincia da noi: se siamo sereni con noi stessi possiamo esserlo anche con gli altri. Ma se non stiamo bene con noi stessi questo si rifletterà nel nostro rapporto con gli altri e in molte situazioni della nostra vita.

Scegliete quindi il vostro psicoterapeuta: fatevi consigliare da un conoscente, dal medico di base o consultate il sito dell’Ordine degli Psicologi per essere sicuri di non incappare in improvvisati specialisti non iscritti all’ordine degli psicologi proprio perché non psicologi e tantomeno terapeuti… purtroppo è il rischio che ultimamente si corre nelle miriadi di proposte che vengono fatte sul web! 

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