Psicologia scolastica

Bambino di 7 anni con sindrome da primo della classe

Maria

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Buonasera, il mio unico figlio frequenta la classe seconda della scuola primaria, già lo scorso anno la maestra mi ha fatto notare che vive male le competizioni e le gare con i compagni perché vuole essere sempre il primo in ogni materia o prova. Preciso che sia io che mio marito non pretendiamo che sia il primo della classe e che siamo già felici se svolge i compiti con impegno. La cosa che mi preoccupa molto che quando non vince o ha qualsiasi conflitto con gli amici non riesce a gestirlo e soprattutto si graffia la guance per la rabbia. (Poiché ha fallito una prova) sono veramente preoccupata e non so come fargli capire questo comportamento sbagliato, la maestra mi sottolinea che sono momenti di vera frustrazione per lui.... ovviamente lo status di figlio unico colpevolizza molto noi genitori ma io ritengo che sia più un fattore caratteriale. Spero di avere consigli e suggerimenti da poter subito mettere in pratica. Grazie per l'attenzione

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gent.ma Sig.ra Maria,


lo stato emotivo del suo bimbo merita di essere approfondito e mi riferisco in particolare a questa rabbia che si riversa sul corpo. Ha bisogno di prendere confidenza con quest'emozione per diventare capace di gestirla.


Mi occupo di questo tipo di problematiche nei bimbi dell'età di suo figlio e mi farebbe piacere poterle essere maggiormente d'aiuto per cui non esiti a contattarmi mediante il modulo di contatto.


Dott.ssa Valentina Zanlari - Psicologa


Svolgo colloqui presso il mio studio a Parma e online


 

Buongiorno, sono la dott.ssa Alessia Laforgia, psicologa clinica specializzata nell'area dei problemi dell'infanzia e dell'adolescenza. Da quanto da lei descritto, mi sembra che si possa trattare di una difficoltà nella gestione delle emozioni negative (tristezza e rabbia) e bassa tolleranza alle frustrazioni. Le consiglierei, qualora ne aveste la possibilità, di prendere in considerazione un programma di psicoeducazione alle emozioni per poter potenziare le abilità di suo figlio ma anche per promuovere una gestione più funzionale delle sue emozioni e poter cosi regolare anche la sua risposta comportamentale. Non si tratta di un vero e proprio percorso terapeutico, data l'età del piccolo, ma di un potenziamento volto alla gestione degli stati emotivi dovuti ad ansia da prestazione. La saluto cordialmente

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