Psicologia scolastica

Ho una figlia adolescente

Cinzia

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Buongiorno sono preoccupata per mia figlia di 14 anni, lei è sempre educata con noi genitori e con il prossimo ma da un po di tempo sembra più nervosa e peggiorano voti a scuola. Ho anche trovato delle sigarette nel suo zaino di scuola e lei non ha negato il fatto che fossero sue.
La mia paura e che questa situazione vada a peggiorare in qualche modo. Come posso aiutarla? Grazie

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Cinzia


il rapporto con i figli adolescenti è molto particolare.


Il nervosismo può essere determinato dalla crescita, dai vissuti, dai dubbi che si presentano, a volte potrebbero esserci conflitti interni che un ragazzo o una ragazza adolescente da solo/a non sa gestire e quindi succede che ha difficoltà di concentrazione nello studio per cui si abbassa la media o difficoltà con insegnanti, amici, oppure di inserimento.


Ecco perchè c'è bisogno del dialogo con i figli.


E' normale che la situazione non deve peggiorare.


Può fare in modo che sua figlia si apra con serenità, si faccia vedere disposta all'ascolto e all'aiuto nel caso ne avesse bisogno senza giudizio, senza fare la parte del "questore di turno" perchè altrimenti c'è possibilità che si chiuda ancora di più.


Nel caso dovesse esserci qualche problema più importante che voi genitori non riuscite a gestire o che possono determinare conflitti familiari, per eventuali disaccordi, potreste consultare uno psicoterapeuta nella vostra città oppure potete anche contattare me in quanto ricevo anche in modalità on line.


Resto comunque a disposizione per ulteriori domande.


La saluto cordialmente.


Dott.ssa Michelina Federico


Psicologa - Psicoterapeuta sistemico relazionale familiare

Gentile Cinzia mi permetto di citare il titolo di un libro che sintetizza il suo stato d'animo "non lo riconosco più"! E' proprio così, sua figlia sta nascendo per la seconda volta e non si può  sapere come diventerà. Se rimanesse sempre uguale a come è stata finora sarebbe strano: educata e gentile con voi e con il mondo!  Comunque fa bene a chiedersi cosa sta succedendo. Se è preoccupata per lei glielo dica con affetto e le chieda se può esserle d'aiuto. Se è d'accordo nel farsi aiutare si rivolga ad un professionista. Molti saluti Maddalena Bazzoli Psicologa Psicoterapeuta 

Cara Cinzia,


capisco benissimo le preoccupazioni di una madre che vede crescere e cambiare sua figlia in un periodo così delicato e particolare come l'adolescenza.


Innanzitutto vorrei sottolineare come stia già facendo qualcosa, non tralasciando la situazione, ma cercando di comprenderla per capire anche come intervenire.


L'adolescenza è un periodo molto particolare, di grande trasformazione fisica, psicologica, sociale e relazionale. Sua figlia stra attraversando un periodo di vita in cui non è più una bambina, ma non ancora un'adulta. Si trova a dover abbandonare il precedente modo in cui lei stessa si conosceva, per aprirsi al nuovo e all'ignoto che riguarda la sua identità. 


Credo per cui che difficoltà momentanee legate a tale importante transizione siano naturali.


Ciò non significa lasciarle correre, fingendo di non vedere nulla. Da come scrive sento che lei è una madre attenta ed è già un ottimo punto di partenza. Può provare a parlarne con sua figlia, chiederle cosa sta accadendo, se sta vivendo una situazione stressante, cosa sta provando. Senza però aspettarsi subito una risposta da parte sua, poiché come qualsiasi adolescente può avere un'iniziale paura di aprirsi con i propri genitori. Ma l'importante è che lei le faccia capire che se ha bisogno, lei c'è, ed è presente. 
Magari questo la aiuterà, se ne sentirà il bisogno, a parlarne con lei.

Gentile signora


gli unici indizi a cui fa riferimento nella preoccupazione per la figlia sono il nervosismo e i voti a scuola. A quell'età verrebbe da dire che è tutto nella norma ma siccome lei si preoccupa vuol dire che percepisce un qualche principio di disfunzionalità nella vita di sua figlia. La prima e più importante terapia è l'ascolto, accettare i comportamenti anche leggermente devianti, creare un'alleanza e un'intesa che possa garantire a sua figlia di essere capita,accettata e amata senza condizioni. L'adolescente a volte nel tentativo di trovare e rafforzare la propria identità va alla ricerca di consensi o immedesimazioni che non sono sempre sane e utili alla sua maturazione. Per poterli aiutare è necessario conquistare prima la loro fiducia e la loro stima e poi su questa base consigliare, proporre e stimolare riflessioni, pensieri e comportamenti in modo che siano loro a fare la scelta più adeguata. Nè imporre, nè pretendere, nè ricattare... serve solo comprensione,ascolto e pazienza.


Saluti

Gentile Cinzia,


com'è la comunicazione in casa tra di voi? Quali valori avete provato a insegnarle? Lei conosce i suoi amici? Potrebbero essere avvenuti dei cambiamenti a scuola?


Come prima cosa capisco la preoccupazione di un genitore che vede la figlia "cambiare" e nascere di conseguenza in lei confusione ma anche senso di vulnerabilità.


Si potrebbe fin da subito parlarne insieme, cercare di capire cosa sta accadendo in lei, cosa sta cercando di dimostrare e dimostrarsi ma anche farle capire che seppure voi dovete cercare sempre di educarla volete comunque starle vicino, capire insieme se ci sono dei cambiamenti o delle preoccupazioni per cui potreste aiutarla.


Vi consiglio di dialogare tanto, di spiegare il vostro punto di vista, di chiedere a tutti di confrontarsi e di provare anche a mettersi nei panni gli uni degli altri.


Per la scuola può essere un momento transitorio? Ci sono materie maggiormente ostiche per lei? Cosa la porta ad avere meno voglia o a non capire bene le lezioni?


Sto sentendo anche molto spesso che questa DAD e scuola in modalità "standard" ad alcune persone sta creando difficoltà. Se ne potrebbe anche parlare eventualmente con gli insegnanti.


Se le difficoltà persistono potreste anche valutare un breve percorso familiare o individuale per la figlia dove essere accolti, supportati, ascoltati, aiutata a trovare nuove strategie non solo educative ma anche di vita in generale. Gli incontri, inoltre, anche se minorenne sono coperti da segreto professionale e sono senza giudizio.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentilissima Cinzia,


le sue preoccupazioni come madre sono del tutto legittime, anche perché il mestiere del genitore è quello più difficile al mondo. Tuttavia lei descrive dei comportamenti che sono tipici della fase di vita che sua figlia sta attraversando, in cui si dà maggior ascolto e valore a ciò che dice e fa il gruppo dei pari, anziché alle raccomandazioni dei genitori: mi risulterebbe 'strano' il contrario. Inoltre la situazione covid può aver avuto la sua incidenza rispetto al nervosismo.


Non bisogna nemmeno dimenticare ciò che di positivo è stato seminato negli anni precedenti e infatti riguardo al fatto che la ragazza non abbia negato che le sigarette fossero sue, se da un lato può essere inteso come un atteggiamento di sfida, dall'altro lascia spazio a un confronto sincero: è anche normale che una figlia di 14 anni non racconti tutto ai genitori.


Potrebbe essere utile approfondire quali sono i vissuti che entrano in campo nella relazione genitore-figli adolescente richiedendo un consulto a un professionista della sua zona al fine di individuare quali sono gli strumenti per affrontare al meglio la situazione. In genere le emozioni sono percepite come il problema da risolvere, mentre la loro funzione è quella di aiutarci a trasformare i pensieri negativi che abbiamo circa noi stessi. Ad esempio la rabbia ci protegge dagli attacchi alla nostra autostima, la paura ci fa avere un comportamento più responsabile eppure culturalmente finiamo per confondere il sistema di allarme emotivo con l'incendio.


In bocca al lupo.


 

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