Psicologia scolastica

Scuola dell infanzia

Giulia

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Buongiorno...mio figlio, 3 anni, ha appena iniziato la scuola dell'Infanzia ... premetto che purtroppo lui ancora non parla... fa psicomotricità e a breve spero di iniziare logopedia... ha iniziato l inserimento con un ora al giorno... e diciamo che non me lo aspettavo, ma è entrato volentieri non ha mai pianto ed era felice... l unica cosa però... le maestre mi hanno già chiesto un colloquio! Aiuto sono disperata!!! Ho chiesto se c'è qualcosa che non va... mi ha detto:" ehmm no dai e solo che essendo che non parla abbiamo bisogno di capire com è lui, se sbagliamo ad approcciare con lui che cosa vuole ecc... " però io sono entrata in panico totale... secondo voi hanno visto che mio figlio ha qualche problema serio? Già così in poco tempo... spero mi rispondete...grazie mille...

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Giulia buongiorno,


rispetto alle sue parole mi sento di fare una premessa: occuparsi di un figlio, sopratutto se è un primogenito, smuouve dentro di se tante emozioni, da quelle più positive di gioia e allegria, a quelle più scomode di preoccupazione, ansia e a volte rabbia. Tutto questo mondo emotivo forte e potente a volte prende il sopravvento e confonde un pò.


Le ho anticipato questo perchè è naturale che lei si stia preoccupando di questo colloquio, ma allo stesso tempo, sono sicura che le insegnanti vogliano solo confrontarsi con lei per poter accogliere e accudire al meglio il suo bambino.


Il fatto che poi lui sia andato volentieri, è già un segnale che si trova in un ambiente buono e favorevole e proprio per questo le maestre vogliono che questo ambiente rimanga così per lui.


La invito quindi a stare tranquilla al colloqui con le insegnanti e vedrà che l'incontro sarà solo per il bene del bambino.


Se poi avesse altri dubbi o volesse capire come mai diventa così preoccupata quando si tratta di suo figlio può chiedermi altre informazioni contattatemi a robertamaieli@gmail.com

Gentile Giulia,


Grazie per aver condiviso un tema così delicato.


Credo che le maestre in modo accogliente vogliano conoscere la strategia comunicativa da utilizzare con il piccolo. Sicuramente è opportuno condividere con loro il percorso di riabilitazione che state seguendo, specificando che è previsto l'inserimento della logopedista; dopo la presa in carico potrete programmare un incontro tra le maestre e la logopedista per condividere il percorso.


I momenti di incontro tra la scuola e la famiglia sono fondamentali per prendere spunti, da entrambe le parti, per individuare il canale comunicativo preferenziale per relazionarsi con il piccolo. 


Le maestre in generale non hanno competenze mediche e non possono definire il problema come  grave oppure serio (solo il neuropsichiatra o psicologi specializzati possono definire il livello di difficoltà),ma grazie alle loro competenze pedagogiche possono aiutare il piccolo nella comunicazione tramite il gioco, il piccolo gruppo e la lettura di storie dove l'ascolto e l' osservazione dei pari sono precursori importanti dello sviluppo del linguaggio. 


Le auguro una buona giornata 


Dott.ssa d'Ambra Antonella

Le parlo da professionista che ha anche lavorato all'interno della scuola dell'infanzia. Credo che le maestre vogliano comprendere maggiormente la situazione nella specificità del bambino, in quanto anche per loro è un inserimento ,ed hanno bisogno di conoscere il bambino, le sue abitudini. mi tenga aggiornata. La sua ansia è giustificata , ma vedrà che, se le maestre sono competenti il bambino avrà un bel percorso alla scuola dell'infanzia.


Cordiali saluti, 


dott.ssa Federica Alfonsi

Carissima Giulia, stia tranquilla. Il parlare dei bambini è molto soggettivo e dipende da tante cose. C'è chi è molto prematuro e chi, come suo figlio, se la prende con calma. La cosa importante che non lo faccia diventare un problema. Se la situazione dovrebbe perdurare diciamo in questo anno, allora un colloquio con un esperto potrebbe essere utile. Nel frattempo giochi, interagisca con lui, lo inviti con naturalezza non solo ad indicare le cose ma a pronunciarne il nome. Mi raccomando, però, non si faccia vedere né ansiosa, né preoccupata, altrimenti non diventa più un gioco, ma asse anche per lui la caratteristica di un problema. Buona giornata.

Salve cara, lavoro con bambini e famiglie da molti anni, con diagnosi o senza, con difficoltà di linguaggio o autismo. posso ben capire la paura che prova.. ma proviamo a fare un respiro e a riflettere su alcuni aspetti.. la paura nasce da un pensiero:  forse mio figlio ha un serio problema. facciamo un passo indietro: se ci fosse un problema, o una difficoltà, ci sarebbe certamente una strada percorribile per diminuire le sue difficoltà. il compito del genitore è quello di accompagnare il proprio bambino e fornirgli ciò di cui ha bisogno, lasciandolo crescere ma restando presenti. sicuramente lei fa già tutto questo e molto altro. se potrebbe aver bisogno di più aiuto, lei sarà sicuramente pronta a dare. ho scritto una guida per genitori, contiene consigli per stimolare il linguaggio e la comunicazione. mi contatti a info@proaba. it per riceverla gratuitamente


un caro saluto, Federica Proto

Genti.le sig.ra,


non si spaventi per la richiesta delle maestre, capisco ciò che può aver provato, sapendo le difficoltà di suo figlio ma lo deve considerare come un'opportunità affinché le maestre possano avere informazioni su com'è suo figlio in odo da relazionarsi nel miglior modo possibile, con le dovute attenzioni. Se suo figlio ha fatto l'inserimento in modo tranquillo ed è felice per questa nuova esperienza lo sia anche lei! Non si spaventi, non entri in panico! Creare un'atmosfera serena è importante sia per suo figlio sia per lei.


Spero di esserle stata utile.


Cordiali saluti.


Dott.ssa Verena Elisa Gomiero

Salve Giulia, come mai il suo bimbo fa psicomotricità e farà logopedia? esiste una diagnosi? se si, benissimo, si procederà con gli interventi e parlare con le maestre è la prassi, poichè stando cos'ì tanto col bambino devono essere informate su tutto.


Se invece non c'è diagnosi e si sta procedendo con interventi "a tentoni", consiglio di rivolgersi al pediatra e farsi indirizzare al centro ASL di neuropsichiatria infantile più vicino per capire se questo ritardo nel parlare è legato a un ritardo più generale, o a qualche altra problematica.


Potrebbe poi essere utile che lei si faccia sostenere da uno psicologo nella gestione dell'ansia, poichè talvolta l'ansia dei genitori soprattutto in questi momenti fondamentali di inizio scuola, visite e simili, rischia di essere un ulteriore fonte di stress per i bimbi....che invece meritano serenità e attenzione e, genitori sereni.


Un saluto

Gentile Giulia,


dalle sue parole avverto molta preoccupazione, che idea/aspettativa si fa riguardo la richiesta di un colloquio da parte delle insegnanti? Cosa le dice di lei questa reazione? Il pediatra del bambino le ha mai riferito qualche problematica che ha notato in suo figlio? Sarebbe molto interessante indagare questi come tanti altri quesiti, in quanto potrebbero aiutarla ad esplorare e dare un senso ai suoi timori. Per questo le consiglio di intraprendere un percorso, anche breve, di psicoterapia che possa sostenerla in tal senso.  


Cordiali saluti


Dott.ssa Martina Patruno
Psicologa clinica e dell’età evolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale
Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Giuridica, Psicopatologia
e Psicodiagnostica Forense, Tutor

Gent. sig.ra Giulia, anche se lei ha spiegato anticipatamente alle maestre i problemi di suo figlio, le loro domande, orientate ad impostare un rapporto soddisfacente col bambino, hanno scatenato la sua ansia, emozione latente dato che la situazione è comunque difficile. Il mio consiglio è di farsi supportare in senso psicologico da un bravo professionista, per evitare che la sua ansia e le sue preoccupazioni la conducano a vivere in maniera disfunzionale questo momento e altri che verranno.


Per quanto riguarda il suo timore che le maestre abbiano diagnosticato un problema serio di suo figlio, mi sembra del tutto impossibile. Presumo che il bambino sia stato visitato dal pediatra e forse anche da altro specialista, si attenga ai consigli che le hanno dato e non si faccia prendere dallo sconforto.


Un caro saluto

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