Come fare con un figlio dodicenne?

Sally

Buongiorno,
ho 46 anni, sono divorziata da alcuni anni e ho un figlio di 12 anni che frequenta la seconda media. Negli ultimi tempi sono aumentati i conflitti con mio figlio, non solo a causa della scuola, ma anche perchè mi risponde in malo modo, è polemico e non riesce ad organizzarsi o a programmare i suoi impegni che siano scolastici o non. E' un po' pigro, indolente, testardo, mi racconta pure qualche bugia e quasi quotidianamente ci scontriamo... Non riesco più a gestire la situazione... Devo dire che anch'io perdo la calma e alzo la voce, anche se mi accorgo che a volte esagero... Il peso della scuola e dell'educazione è sempre ricaduta sulle mie spalle, il padre purtroppo è sempre stato una persona immatura, che non capisce l'importanza della scuola... Inoltre riempie la testa al figlio con cose futili e inutili... Cosa posso fare?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Sally,

non deve essere facile ma da come scrive si osserva già da poche righe quanto lei stia cercando di trovare una risposta e una collaborazione tra di voi.

Secondo lei suo figlio prova rabbia verso di lei o papà?

Come ha già provato instaurare un dialogo con lui?

Potrebbe essere un'idea mettersi proprio a "tavolino" e capire insieme quale strategie lei mamma usare ma anche suo figlio? Magari proprio chiedendogli come ci possiamo insieme ri-mettere in gioco? Forse in quest'ultimo periodo entrambi abbiamo un po' esagerato ma vorrei provare insieme a te.

Se le difficoltà persistono le consiglio di valutare o un percorso familiare lei e suo figlio (per cui servirebbe però il consenso anche di papà essendo minorenne) oppure una consulenza per lei, mamma, per essere accolta, ascoltata e aiutata, dopo la descrizione delle dinamiche quotidiane a capire come ri-avvicinarvi e quale chiave usare con suo figlio.

Immagino che non sia semplice e conosco molto bene lo stato d'animo di questo momento dove spesso prova lei per prima rabbia o frustrazione o si sente schiacciata da questo dialogo e dalla relazione appesantita ma ci creda lei per prima. Provi a vedere se mettendosi in gioco in una nuova modalità pian piano osserva dei cambiamenti.

Alcune volte sono lenti e tortuosi ma l'orientamento si può sempre ritrovare!

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Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Buongiorno Sally. È fisiologico che ad un certo punto della crescita i ragazzini sperimentino anche diverse modalità di approccio con i genitori, cercando anche di rendersi indipendenti e diversi da loro. Questo processo di individuazione può passare anche da periodi di scontro con le figure di riferimento, in quanto è in atto un tentativo di prenderne le distanze e crearsi una propria identità indipendente.
Tuttavia, se ritiene che la situazione sia incontrollabile, potrebbe essere utile un confronto con un esperto per valutare la frequenza e l’intensità degli episodi di conflitto, in modo da prendere in considerazione un percorso, se necessario, che dia a voi genitori gli strumenti e le conoscenze adatte per gestire le emozioni in quelle circostanze per arrivare ad una nuova sintonia con vostro figlio, che contempli anche eventuali screzi.
Se lo ritenesse necessario, mi rendo disponibile anche online per un confronto.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Salve Sally, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che potete sperimentare e quanto sia impattante sulla vostra vita quotidiana. Ritengo fondamentale che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero ma calmo e senza giudizio nel quale possiate condividere pensieri e vissuti emotivi in merito alla situazione riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Credo comunque molto utile che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL