Figlia adolescente introversa

Rosesella

Da qualche tempo sono molto preoccupata, mia figlia quasi 14 anni non ne vuole sapere di relazionarsi con coetanei che non facciano parte della sua ristrettissima cerchia di amicizie. D'estate al mare, quindi lontana dal suo gruppetto, passa le giornate a leggere libri, stesa sul letto immersa nelle chat del proprio telefono... se qualche ragazzino/a coetaneo si avvicina e la saluta a stento accenna un saluto e a domande risponde si, no ah ah, mmmm.... insomma interazione zero. uscire non se ne parla, se ha sete e le dico vai pure al bar a prendere qualcosa, si rifiuta, piuttosto muore disidratata.
tutto ciò è motivo di discussione che termina in urla e pianti isterici senza che riesca a tirare fuori una motivazione, cosa realmente le faccia paura o la limiti.
adesso ha iniziato da 2 gg la scuola, 1 liceo, nuovi compagni. mi racconta che in classe con lei c'à un ragazzo che frequentava l'oratorio estivo che ricordandosi di lei le ha chiesto : "ciao XXX ti ricordi di me ?"
lei: si!
lui: "ti stavo antipatico all'oratorio, vero?
lei: mah mi sta antipatico tutto il mondo!
ovviamente si è dileguato, conversazione troncata.... questo accade sempre. le dico spesso che non bisogna essere buoni amici di tutti ma che intrattenere conversazioni non è un male, ci arricchisce, ci permette di conoscere altro, allargare i nostri orizzonti... risposta si si ok.
mi preoccupa, mi preoccupa questa suo autoescludersi, la paura di andare al bar a chiedere un the freddo di interagire con il mondo circostante. a scuola è sempre stata brava e in classe partecipe delle discussioni e lezioni, non so come aiutarla....

4 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

come lei saprà il periodo dell'adolescenza è un periodo particolare per tutti, e ogni ragazzo lo vive a modo suo. Se sua figlia ha comunque un suo gruppo di amicizie più strette non c'è da preoccuparsi, è normale a questa età "estraniarsi" dal resto del mondo e portare a vanti i propri interessi e rapporti. Sarebbe da indagare più a fondo se anche sua figlia prova disagio o meno nel rapportarsi con altre persone, escluse le amicizie più intime, e se vive questa sua timidezza in modo negativo. Può provare a parlarle, ma a questa età mi rendo conto che è difficile e spesso gli adolescenti si rifiutano di confidarsi con i genitori, in caso potrebbe proporle di parlare con uno psicologo, anche solo un ciclo breve di 3-4 incontri per capire meglio la situazione, anche online se per la ragazza pensa possa risultare più semplice.

Dott.ssa Ficola

 

Gentile Rossella,

l'adolescenza è un'età molto delicata ed è un periodo di transizione tra l'infanzia e l'età adulta, durante il quale si verificano notevoli cambiamenti fisici e psicologici e ogni ragazzo reagisce a suo modo a questi cambiamenti. Quello che consiglio sempre ad ogni genitore è di rispettare e rispecchiare i vissuti dei figli, comunicando loro comprensione, accettazione e sostegno. Se per sua figlia non è un problema relazionarsi solo con la sua "cerchia" di amicizie ristretta, è importante trasmetterle il suo supporto, che va bene così.

Qualora la situazione invece dovesse complicarsi e sua figlia iniziasse a percepire disagio o ad esplicitare un malessere, sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista, che possa aiutarla a comprendere cosa sta accadendo in lei e trovare dei modi alternativi di gestione della problematica.

Cordiali saluti

Dott.ssa Martina Patruno

Psicologa Clinica e dell'etàevolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Forense e Psicodiagnostica applicata in ambito civile e penale, Tutor

Buon pomeriggio Rossella,

bhè che dire? Il dialogo con gli adolescenti è una cosa complessa. Penso e dico spesso ai genitori che chiedono di essere seguiti nel supporto alla genitorialità che quando ci si trova in queste condizioni, dove anche solo muoversi e fare qualcosa può scatenare una bufera, è importante trovare il canale comunicativo dell'altro e sintonizzarsi. Se tu a figlia agisce in un certo modo è indubbio che una ragione c'è. Che lei voglia dirla o meno è un altro paio di maniche. Che tu da madre sia preoccupata per lei perchè ci tieni a lei anche questo ci sta. Che spetti a te trovare una strada sicura per parlare con lei è tuo compito al 50 % e forse con qualche dritta che ti aiuti a vedere la situazione da più angolazioni, ne saresti facilitata. E' bello che tu non ti sia arresa e anzi stia cercando un modo diverso di poter trovare la chiave giusta nel mazzo. Resto disponibile se vorrai approfondire meglio la questione in altra sede.

Dott. Monaco Noemi

Gentile signora, sarebbe meglio potesse portare questi suoi pensieri ad uno specialista per capire in modo più specifico quali difficoltà incontra nella comunicazione e nel rapporto con sua figlia, che descrive come tendenzialmente ritirata dalle amicizie e ostile. In seconda battuta, valutata meglio la situazione, qualora fosse possibile e opportuno, lo specialista potrebbe concordare con lei un incontro anche con sua figlia, costruendo insieme una via per una eventuale consultazione.

Stefano Golasmici