Adolescenza

Mi sento molto sola, arrabbiata e delusa da questa vita

floriana

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Salve ho 25 anni è in adolescenza i miei genitori nn mi hanno mai permesso di fare tutto quello che facevano i miei coetanei.. Per cui quelle rare volte che sono riuscita ad uscire e rientrare tardi..senza fare nulla di male..era perché avevo detto delle bugie. Anche la sera quando uscivo entro le 20.00. Dovevo essere a casa sennò mia madre si arrabbiava troppo e poi iniziava gia a chiamarmi da prima per ricordarmi dell orario e se facevo solo 5 min di ritardo erano tempestata di chiamate e come arrivavo a casa era una sfuriata infinita.. E tutto ciò mi ha sempre creato molta ansia che ho tutt ora.. Tutto ciò a fatto si che le miei amicizie si allontanassero per cui. Mi trovo ad oggi ad avere 3 amiche...poi sono diventata mamma molto giovane di una bimba con durabilità e il mio ragazzo era molto geloso quindi sempre piu isolata da tutti .. Mi fa star male perché nessuno mi darà mai quegli anni..dove tutti si divertono e hanno tanto da raccontarsi e da condividere Io quasi mi vergogno, mi sento una sfigata..nn ho mai nulla da raccontare perché nn mai fatto nulla di normale..e nn ho nulla da condividere e ancora oggi e cosi.. Nessuno delle vecchie amicizie chiede mai di me.perché.con le mie amiche si vedono ancora nessuno mi invita un nessun posto.. Mi sento molto sola arrabbiata delusa da questa vita..e mi dedico completamente a mia figlia. .. Come posso fare a metabolizzare tutto questo??

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve in risposta alla sua domanda, ha avuto una figlia ed è un'esperienza importante nella vita di una donna, mi rendo conto che ha fatto dei sacrifici e delle rinunce, ma ha ancora tanto da vivere come lei ha scritto con sua figlia, se si sente sola ed emarginata, sia lei a proporsi, cerchi lei le amicizie, e se quelle passate non vanno bene ne trovi altre, frequentando posti nuovi, palestra, corsi di pittura, qualsiasi attività le piace la coltivi. Se la sua sensazione persiste ed anche in compagnia si sente sola, si rivolga ad un collega nella sua città e ne parli con lui/lei, saprà trovare all'interno di un percorso personale la risposta a molte sue domande e si renderà conto che lei non è sola, ma ha sè stessa come amica. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Buon giorno, 
credo sia normale avere questo senso di rabbia, per un'adolescenza in qualche modo mozzata che l'hanno portata a fare scelte che forse diversamente non avrebbe fatto. 
Credo che a questo proposito potrebbe esserle utile lavorare, insieme ad un professionista, sul perchè e sulle motivazioni che l'hanno portata a questo, sugli aspetti resilienti di tutto questo, sulla sua personalità, ecc. in modo da poter dare nuova identità alla sua persona per ricostruire un nuovo inizio.

Spero di esserle stato utile

Gentilissima,

più che metabolizzare, sento che ha bisogno di ricollegarsi alla vita, ai suoi desideri, alla cura e all'amore di sè che non esclude affatto gli impegni e le responsabilità che oggi ha nei confronti di sua figlia e del suo compagno.

Perchè non prende in considerazione l'idea di consultare uno psicoterapeuta della sua città? Potrebbe aiutarla e sostenerla in questo percorso di cura e di attenzione a sè.

Resto a disposizione

Ciao Floriana , comincio subito subito col dirti che non sei una fallita , al contrario sei una donna coraggiosa perché hai fatto una scelta importante, scegliendo un figlia.

Spesso i genitori pensano che soffocando un figlio gli trasmettono i valori. Adesso tu sei madre quindi puoi capirlo. Soffocare , limitare , può portare anche a fare il contrario , " uscendo fuori dai binari".

Fortunatamente tu fai parte del primo gruppo, quello che impara dalle limitazioni e sceglie in base all' educazione ricevuta.

E' vero nessuno ti ridarà quegli anni, ma forse vissuti diversamente non avrebbero fatto di te la donna che sei oggi , una donna forte che riesce a gestire una bambina disabile. Ti assicuro che tua figlia ti renderà più di mille grazie e soddisfazioni per la tua scelta.

Nessuno ti invita perché a troppe persone piace vivere di apparenze ed hanno paura della malattia, che tale non è. 

Ciò che non si conosce  fa paura e lo evitiamo perché non siamo pronti proprio perché le altre hanno fatto una vita dove potevano fare tutto e tu no.

Tu sei stata formata alla rinuncia quindi occuparti della tua bambina , ti viene naturale, ma nessuno saprà quanto amore tu puoi dare perché quella bambina è tua , e tu non sei una sfigata. 

La tua grandezza è nell'essere diventata madre , quindi non arrenderti e, credimi, amati perché sei una super mamma. Non hai nulla da metabolizzare.

Un abbraccio

Gentile Floriana,

lei è ancora molto giovane e molti ragazzi alla sua età fanno ancora una vita ricca di divertimenti. E' probabile pertanto che, oltre ad elaborare il passato, si giovi di migliorare il presente in questo aspetto della vita che rientra tra i bisogni normali dell'individuo. Esistono varie tecniche e strategie che uno psicologo psicoterapeuta può applicare per aiutarla in questi percorsi per cui le consiglio di consultarlo, per non mortificare troppo i suoi diritti/bisogni, mortificazione che poi avrebbe ripercussioni negative anche sui suoi familiari. Tenga presente che esistono le terapie brevi che risolvono spesso i problemi in tempi brevi.

Cordiali saluti 

Cara Floriana,

leggendo la sua lettera vedo la consapevolezza sulle cause del suo stile di vita. Questo è molto importante e da valorizzare. Tre amiche non sono poche soprattutto se sono "vere" amiche. Ha però dei rimpianti comprensibili. Tuttavia ripiegarsi su sè stessi non risolve i problemi: occorre invece attivarsi nei limiti del possibile. Trovo inevitabile e positivo che si dedichi a sua figlia, ma non è positivo -nemmeno per sua figlia - che faccia unicamente questo. Si impegni ad ampliare le sue frequentazioni, cerchi anche dei contatti con Associazioni, Centri dove possa conoscere altre famiglie con il suo stesso problema (la disabilitò di sua figlia). Limiti assolutamente il suo isolamento.  Forse anche un parziale impegno lavorativo potrebbe giovarle. Deve anche fare ordine nella sua vita sentimentale. Non ho ben compreso se il padre della bimba non le è più vicino, era troppo geloso certamente. Se è sola, deve cercare di capire se desidera un altro compagno Si prenda i suoi tempi per riflettere e poi arriverà il momento di vivere la vita. Ora è in mano sua.  Non  è vero che non ha mai fatto nulla di normale ( fare una figlia è normalissimo), non si crogioli nel suo dolore, ma si lasci comprendere dagli altri.  Lei è molto giovane e non si sta rendendo conto di quante possibilità ha davanti: la vita offre sempre tante occasioni! si tratta di vederle e coglierle. 

Cordiali Saluti.

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