Mi piace piangere e stare male

Elisa

Ciao mi chiamo Elisa ho 17anni. A volte ho dei momenti di vuoto interiore, come se non provassi nulla, non lo dico a nessuno e non parlo mai quando succede, secondo me perchè non voglio aiuto, in effetti so di provare piacere nello stare male. A volte mi sdraio, metto la musica e cerco di piangere di proposito, la maggior parte delle volte funziona. Mi piace quando non provo nulla tranne un senso di malinconia e tristezza, la maggior parte delle volte succede dal nulla, nessun evento particolare che scaturisce questi momenti. Da un momento all'altro sono triste e mi piace. Ho scritto su questo sito perchè voglio sapere se sono pazza o ho qualche problema mentale

7 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Elisa, mi permetto di darti del tu vista la tua giovane età. Mi dispiace molto per la situazione che descrivi perchè comprendo quanto disagio possa procurarti nei vari momenti della tua giornata. Come mai non ne parli con nessuno? Provi, forse, un senso di vergogna o sfiducia verso gli altri? 

Comunque io credo che tu non sia pazza o abbia qualche problema mentale ma forse solo bisogno di un pò di aiuto per cercare di capire cosa ti succede in queste situazioni, cosa pensi e cosa provi.

Ritengo che possa essere per te utile ritagliarti uno spazio d'ascolto per elaborare  pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione riportata e per trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Elisa,

da quando è presente questo suo bisogno? Cosa pensa che le procura provare tristezza? I suoi genitori si accorgono di questo cambio repentino dell'umore?

Da una breve descrizione non è possibile emettere una diagnosi. Mi sembra però di percepire molta tristezza personale e senso di vuoto. Si può però osservare il suo bisogno di provare emozioni forti e forse anche un distacco dalle relazioni sociali dicendo più volte che a lei piace star da sola.

Secondo lei questa situazione la sta facendo chiudere dal mondo esterno?

Le consiglio di approfondire questa sua tematica in un luogo neutro e senza giudizio. Insieme a un professionista potrebbe trovare le sue risposte e capire quale sia la strada migliore per lei.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino e online

Cara Elisa,

È molto giovane e spesso alla sua età il mondo emotivo è, diciamo così,  disordinato.   Non la conosco abbastanza per sapere di cosa si tratta,  non so se in questo momento della sua vita c'è qualcosa che la addolora , tanta tristezza che non ha mai affrontato,  o ancora qualcosa che le crea disagio e ha bisogno di rifugiarsi nel vuoto estatico che piangere a dirotto talvolta permette di raggiungere.  O magari tutto ciò ha a che fare anche con i suoi valori,  la sua cultura ed il modo in cui è cresciuta. Insomma le ipotesi possono essere tante e non c'è nulla di anomalo nel fatto che sfogando un'emozione stia bene,  abituarsi tuttavia a desiderare situazioni e emozioni spiacevoli per star bene potrebbe divenire un'abitudine malsana.  Credo sarebbe importante che lei ne parlasse con un esperto per capire se la questione rientri o no in qualcosa al limite del patologico ma soprattutto dare un senso a questo suo desiderio di "stare male per stare bene". Un caro saluto, le auguro di trovare la strada giusta 

Elisa, queste fasi di ricerca attiva di un vissuto malinconico sono frequenti in adolescenza, e testimoniano il "lavoro" che si fa durante questo periodo della vita di "scoperta di sè", proprio perchè ciò che è intollerabile è il vuoto, che in qualche modo rimanda a una idea di indefinizione. Vedrai che questo accadrà anche in relazione a nuove e diverse vicissitudini emotive, che ti daranno modo sempre di più di scoprirti nelle tue varie "versioni" di te. A questo proposito, prova a sperimentarti in altre possibilità, scopri nuovi interessi, attività, condivisioni con i tuoi "pari", e vedrai che sopraggiungeranno nuove emozioni e modi di conoscere te stessa anche "attraverso l'altro".

Ne hai già parlato ai tuoi? Sono comunque a tua disposizione, fammi sapere.

Un saluto

Carissima Elisa,

Essere tristi e soffrire fa parte dell'esperienza quotidiana, a 17 anni come a 25 e a 60. Se tu fossi qui con me ti direi che le nostre emozioni ci parlano e ci indirizzano, che quello che ci addolora o ci spaventa va comunque accolto e ascoltato. Tu dici di provare piacere quando stai in una dimensione di tristezza e malinconia e mi sembra, da quello che scrivi, che questo ti preoccupi. A volte è meglio stare male e sentire dolore che non sentire niente... Ho pazienti così legati alle loro emozioni negative da non lasciarle andare per non sentirsi persi, o perché hanno paura di non riconoscersi, di perdere la loro "identità" se perdono il loro dolore. Non so se è così anche per te, ti lascio degli spunti su cui riflettere e che possano rassicurarti. Un caro saluto, Giulia. 

Buonasera Elisa, se davvero non volesse aiuto forse non avrebbe scritto su questo sito. Non è questione di essere o meno pazzi quanto invece il suo stare male che potrebbe migliorare o peggiorare. Ho notato che utilizza parole estreme come nulla, nessuno, mai, non provo nulla, nessun evento, come se avesse bisogno di estremi per “sentire qualcosa”. Forse potrebbe imparare ad ascoltarsi e non prendere le distanze da sé stessi perché è importante conoscersi e accettarsi.

Salve, mi spiace molto per la situazione descritta, comprendo i vissuti che lei descrive. La domanda da porsi è "perchè proa piacere?". Sarebbe utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano