Quale è il male minore

Roberta Ceccarelli

Buongiorno, mio figlio di 15 anni quest’anno ha il totale rigetto della scuola. Purtroppo ha cambiato istituto a novembre, seconda superiore, a causa di problemi di bullismo con la classe precedente. Ora ha il completo rigetto, è difficile farlo andare e anche i professori dicono che è sempre un’anima in pena. Avendo 15 anni non ci sono alternative alla scuola. Il dubbio di noi genitori è: è peggio imporgli una cosa dove proprio non si sente adeguato? Oppure tenerlo a casa e non potendo fargli fare nulla data l’età?

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Roberta,

lui quali motivazioni vi dà? Cosa fa in casa? Se non si parla di scuola lui esce?

Sarebbe consigliabile proporgli degli incontri di psicoterapia per osservare da vicino, in un luogo neutro e senza giudizio cosa accade dentro di lui quando sente la parola "scuola", quali emozioni prova, cosa sente che si è spento, cosa gli fa magari paura, quali sono le risorse personali che pensa di aver perso, provare con un'esposione lenta solo quando lui si sentirà tranquillo. Qui non solo si potrà indagare cosa sta accadendo dentro di lui ma anche permettergli un ascolto attivo e un luogo dove trovare insieme a un professionista eventuali strategie e tecniche da mettere in atto nella vita quotidiana.

Ciò che ha vissuto non è facile e posso immaginare lo stato emotivo vostro e di vostro figlio. Fatevi forza tutti insieme perchè sono certa che da come scrive siete dei genitori molto presente e preoccupati anche voi.

Linko degli articoli scritti da me:

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-individuale-minori-adulti-cognitivo-costruttivista/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/attacco-di-panico/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/consulenza-psicoterapia-famigliare/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Roberta, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare in primis il ragazzo ed anche voi genitori. Non deve essere stato facile per lui essere vittima di bullismo: avete provato ad intraprendere un sostegno psicologico per il ragazzo in modo che non si possa sentire solo in questa situazione? il rifiuto scolare è una situazione molto frequente in queste situazioni tuttavia non è giusto che lui non possa sperimentarsi come studente mettendosi in gioco come gli altri e non sviluppando le sue capacità.

Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto ed, altresì, aiutarlo a gestire i potenti circoli viziosi che si verificano in queste circostanze e che agiscono come potentissimi fattori che mantengono la sintomatologia in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Salve,

le rispondo in merito alla sua richiesta .

La mia indicazione è quella di accogliere prima di tutto il malessere del ragazzo e non imporre una cosa che lo fa star male. Iniziare un percorso si supporto per rafforzare il suo Sè e quindi trovare un equilibrio è molto importante in questo momento per lui.

Ricevo anche online 

Rimango a disposizione 

Saluti

Dott.ssa Margherita Motta

Buongiorno Roberta, ho letto la sua richiesta di aiuto ma sono riuscita solo ora a rispondere.

Ritengo che oltre alle due opzioni da voi genitori prospettate, cioè se tenere a casa vostro figlio da scuola o se mandarlo comunque, ce ne sia una terza, e cioè quella di rivolgervi ad uno specialista che cerchi di capire da dove deriva questa sofferenza.

Se volete un chiarimento in merito potete contattarmi telefonicamente per un appuntamento.

Saluti,

D.ssa Raffaella Cortini.