Adolescenza

Ragazzi difficili come aiutarli?

Valentina

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Buongiorno! Sono la zia di un ragazzo difficile......mio nipote è sempre stato un ragazzo tranquillo, bravo a scuola, con interessi sportivi, anche se di carattere è sempre stato pacato, ma introverso. Arrivato al quarto superiore ha iniziato a vacillare a scuola ed a non coltivare più i suoi interessi, fino a che ha iniziato a fare piccoli danni.....es è tornato con il motorino distrutto e non abbiamo mai saputo cosa sia successo.

Al quinto superiore è stato arrestato per spaccio, abbiamo cercato di aiutarlo portandolo da uno psicologo, ma poi non è voluto più andare.

Ad oggi è un ragazzo dalla doppia personalità......nella vita quotidiana è un ragazzo dalla faccia pulita, pacato, calmo e un gran lavoratore, nelle cene di famiglia è tranquillo, a volte viene a casa mia a giocare con i miei figli alla play station, poi quando esce con i suoi amici si trasforma, si ubriaca, fa uso di stupefacenti.

Pochi giorni fa la mamma lo ha visto con l'addome pieno di scritte, gli ha chiesto spiegazioni e lui è diventato aggressivo, tant'è che la mamma si è chiusa in camera. Non sappiamo come aiutarlo, vorremmo portarlo a fare una terapia psicologica, ma lui si rifiuta. Ma è mai possibile che in italia non si trova un modo di aiutare un ragazzo se è maggiorenne? Mi sono rivolta a tantissimi centri, psicologi, psicoterapeuti, carabinieri ed assistenti sociali e la risposta è sempre stata la stessa......se non è lui a volere l'aiuto, lei non può fare nulla. Aiutatemi a capire quale sia la strada migliore da seguire. Grazie

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Valentina, comprendo la sua preoccupazione per suo nipote.


Non mi è chiaro perché sia lei a essersi rivolta a tutte le figure istituzionali che ha elencato e non i genitori di questo ragazzo. Sicuramente i genitori avranno dei problemi con il figlio e quindi sarebbero loro compito chiedere un aiuto, in primis. Tanto più se il ragazzo si rifiuta. In questo caso il supporto psicologico potrebbe essere di grande aiuto proprio a coloro che hanno a che fare con il ragazzo tutti i giorni (e che vive con loro) per trovare modalità relazionali ed educative adeguate a gestire una situazione problematica. Lei, come zia, è un supporto esterno al nucleo ed è compito dei genitori occuparsene e prendersene la responsabilità. Loro possono ricevere l'aiuto necessario.


Cordiali saluti

Gentilissima Valentina,


quando il ragazzo rifiuta di farsi aiutare per lo più è la famiglia che deve rivolgersi a uno specialista, si tratta di una forma di terapia indiretta che viene non di rado praticata. Mi meraviglia che, ad oggi, nessuno tra gli specialisti da voi consultati non vi abbia suggerito questa strada. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.


Cordialmente

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