Adolescenza

Rapporto conflittuale con ventenne

Anna Maria

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Buonsera, da sempre ho un rapporto conflittuale con mia figlia oggi ventenne.. Appena nata non si staccava mai da me..ma già alla scuola materna sfuggiva a me ed al resto della famiglia.
Le ho sempre dato una mano e seguita a vista, ma da lontano, perchè non si è mai fatta avvicinare.
Vive per la musica e le sue amiche (tutte di età inferiore 15/16/17 anni ecc.): Non considera nè noi come genitori, nè la nostra casa.. non le è mancato mai nulla.. tutto quello che voleva fare glielo abbiamo fatto fare, accompagnandola a destra e sinistra.
In casa non collabora per nulla, neanche la sua camera. Ho provato a fare viaggi con lei, ci ho parlato, l'ho sgridata, l'ho minacciata e l'ho pregata. Ma niente, ogni volta il discorso finisce con un suo "si vabbene ho capito, ciao" e nulla più.
E' diplomata, lavoricchia ogni tanto e quindi si paga i suoi concerti e le sue spesucce. Abbiamo sempre aperto la nostra casa ai figli e ai loro amici. Con tutti gli altri è gentile, carina e sorridente. Con noi appena un "ciao".
Sto male, mi manca il contatto fisico, il dialogo, uno sguardo, un sorriso... con noi non sorride mai, con gli altri si... aiutatemi sto malissimo.
Grazie.

Anna Maris

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Synesis Psicologia Monza e Brianza (MB)

Gentile Anna Maria,


l’atteggiamento che mi descrive è abbastanza tipico da parte dei figli in età adolescenziale, poiché in questa fase della vita i giovani ricercano emancipazione ed indipendenza dalla famiglia. Sua figlia inoltre, proprio perché, come lei scrive, ha avuto dei genitori sempre permissivi e disponibili nei suoi confronti, potrebbe avervi percepiti come figure poco autorevoli ed avere agito in questo modo di conseguenza. Quello che posso consigliarle è di cercare di costruire un dialogo con lei, dimostrandosi interessata ed aperta alla conoscenza dei suoi interessi. Inoltre, se questa situazione le crea pensieri ed emozioni negative (scrive infatti di “stare malissimo”), dei colloqui con uno psicologo potrebbero aiutarla a capire meglio la natura del disagio che prova con sua figlia e a sostenerla nel costruire con lei un positivo rapporto adulto.


Cordiali saluti.


 

Gentile Anna Maria, ci sono due questioni importanti: 1) Sua figlia è un' adolescente e gli adolescenti sono ribelli per definizione 2) Le regole servono nella vita e anche con i figli. Sua figlia probabilmente vi ha percepiti un pò troppo condiscendenti e di conseguenza ha perso un pò di stima e di fiducia nelle vostre capacità di adulti. Ciò che serve è solo un cambiamento lento e profondo a livello comportamentale e lei piano piano si adatterà a questi comportamenti nuovi, traendone anche benefici personali e rispondendo in maniera più positiva e affettiva(non subito, all' inizio si stranirà e cercherà di ristabilire l' ordine precostituito cui è abituata e che le fa comodo). Le nuove regole comportamentali le può apprendere attraverso un percorso di Psicoterapia Breve Strategica, di cui esiste un Centro riconosciuto, a Roma. Le due parole da tenere in considerazione sono 1) Costanza (a volte non otteniamo risultati perchè cambiamo strada di continuo senza aspettare di vedere cosa funziona e cosa no , mentre per ottenere dei risultati ci vuole tempo) 2)Coerenza(inutile promettere qualcosa nel bene o nel male se poi non si ha la forza o la possibilità di mantenere la promessa).


So che lei può ottenere ciò che desidera, trovi il coraggio e la determinazioni per lavorarci su.

Buongiorno Anna Maria,


mi hanno colpito subito le sue parole “da sempre ho un rapporto conflittuale con mia figlia oggi ventenne” e termina la sua lettera accorata con “sto malissimo”.


Le domando Anna Maria: come mai nella consapevolezza di avere questo rapporto difficile con sua figlia (da sempre) non ha mai chiesto un aiuto professionale, magari anche insieme a suo marito?


Le dico questo perché un rapporto difficile di vent’anni non può risolversi in una lettera.


L’unico suggerimento adeguato che le si può dare, qui, è quello di rivolgersi di persona ad un Collega della sua città. Potrà direttamente sviscerare la vostra storia familiare e, lavorandoci, prendere consapevolezza delle dinamiche che hanno portato vostra figlia a ignorarvi.


Solo così, lei Anna Maria potrà realmente avere degli strumenti diversi che l'aiutino a recuperare o a costruire, dove ancora possibile, una relazione migliore con sua figlia e, quindi, lenire questa sofferenza che ora lei vive.


Cordiali saluti

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