Adolescenza

Trauma del passato influenza il presente?

Noemi

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Buon pomeriggio, sono una ragazza di 16 anni quasi 17. Inanzitutto mi scuso se non sarò chiarissima, ma è una situazione un po’ complicata ed è difficile cercare di riassumere.
Sono stata vittima di bullismo per tutta la durata delle medie, gli anni peggiori della mia vita. Al tempo non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto per affrontare la giornata, avevo ansia perenne, non mi prendevo cura di me stessa e non mi importava. Appena tornata a casa dall’inferno mi sentivo così stanca sia fisicamente che mentalmente e dormivo tutto il pomeriggio, di conseguenza non riuscivo a dormire la notte e mi disperavo al solo pensiero di dover affrontare un altro giorno. A causa dello stress mi ammalavo molto, saltavo giorni di scuola e mi venne perfino la malattia da reflusso gastroesofageo. Dissi subito ai miei genitori cosa stava succedendo i quali informarono la scuola. Ovviamente fu inutile, non presero alcun provvedimento se non il provare a sensibilizzare i compagni facendoci guardare film che trattavano questo argomento. La mia famiglia è sempre stata normale, almeno, non abbiamo mai avuto problemi gravi prima, ma al sapere della mia situazione l’atteggiamento dei miei genitori cambió, e non proprio in positivo.. Mia madre ne soffriva molto anche se ho sempre pensato che non capisse cosa provavo. Mio padre invece non capiva proprio la situazione. Mi prendeva in giro, dicendomi cose come “vivi in letto, hai bisogno delle sedie a rotelle?” oppure prendeva in giro il mio aspetto in quanto non mi prendevo cura di me stessa. Mi ricordo ancora oggi che, durante una litigata, mi disse che i bulli avevano ragione su di me. Mia madre è sempre stata indifferente a questi comportamenti.
Andando avanti, all’ultimo anno delle medie mia madre decise di mandarmi da una psicologa. Onestamente fu strano, quando facevo le sedute mi sentivo e atteggiavo come se non avessi problemi e sembravo non mostrarne mentre in realtà le cose c’erano, ma ne parlavo solo in parte.
Superate le medie e con l’arrivo delle superiori sentivo di averci messo una pietra sopra, mentre in realtà l’ansia legata alla scuola rimaneva (in maniera più lieve) e diciamo che sviluppai una fissa, mi porto sempre una spazzola, ovunque, per spazzolarmi i capelli in quanto mi prendevano in giro anche su quello.
Parlando di adesso, penso che il passato sia riemerso nonostante siano passati 3 anni. Il covid non ha aiutato per niente e diciamo che è uno dei fattori principali. La procrastinazione è ritornata, l’ansia c’è sempre stata e non mi fa dormire, mi sveglio e riaddormento più volte nel corso della notte. Ho problemi di fiducia a causa di come sono stata trattata e influenzano molto le mie interazioni sociali. Sono spesso nervosa e scontrosa con la mia famiglia, e soffro molto di crolli psicotici (non so se è il termine corretto in quanto non ho allucinazioni, ma anche un piccolo trigger può farmi cambiare di umore negativamente e farmi pensare al passato ed entrare in quella mentalità.)
Non so cosa fare a questo punto, penso di aver bisogno di aiuto, ma ho paura di ammettere che sto male e mi comprendo, pensavo e sopratutto speravo di aver superato tutto.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e vi ringrazio per il vostro tempo.

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Noemi,


come prima cosa mi permetto (sperando di farti sentire maggiormente a tuo agio) di darti del "tu" essendo una giovane adulta.


Già dalle prime righe del tuo messaggio si evince ed osserva bassa autostima e paura di non essere adeguata. Rileggendo il tuo messaggio te cosa diresti? Si capisce il senso di ciò che ho scritto? Ho fatto capire il senso della mia difficoltà?


Penso che non debba scusarti e anzi essere fiera di te stessa. Stai cercando aiuto, stai cercando di capire cosa sta accadendo dentro di te e stai provando a conoscere nuove strade per risolvere la tua difficoltà.


Com'è ad oggi la relazione in famiglia?


Non giudicarti in negativo nè per ciò che hai vissuto nè perché all'epoca non sei riuscita ad aprirti con la psicologa. I motivi di quella decisione possono essere tanti e talvolta non è utile sapere se ciò che si è fatto è giusto o sbagliato ma può anzi bastare stare sul "ok, mi sono comportata così e questo mi ha portato a vivere quest'altra cosa.... mi fa piacere? può essere utile?" Se la risposta dovesse essere no, allora cerchiamo di stare sull'"ok ci ho provato, ora come posso modificare il mio comportamento passato o una decisione o quale strada prendere alternativa?".


Come ti fa stare: provare a vedere ad esempio questo aspetto con una "nuova" chiave di lettura?


Inoltre, talvolta, è vero, non rivivere più quotidianamente un evento "doloroso" o "traumatico" può farci pensare di averlo superato ma quando così non è così può capitare che in futuro riaffiori.


Potrebbe essere un'idea valutare un aiuto di psicoterapia individuale in cui ricercare un benessere personale, imparare ad amarsi, a volersi bene, ad accettarsi coi propri pregi e difetti o per imparare delle strategie personali per "spetrare" alcuni momenti di vita stressanti? E solo successivamente, quando sarai pronta, tranquilla, avrai conosciuto il professionista parlare e riosservare, da una nuova prospettiva, neutra e senza giudizio anche la sofferenza vissuta nell'ambiente scolastico?


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza o se volessi rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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