Ansia da separazione bambina 7 anni

silvia

Buongiorno siamo genitori di una bambina di 7 anni di seconda elementare che di carattere è sempre stata timida e un po insicura. Fino a pochi mesi fa frequentava gli sport e scuola senza problemi, magari giusto un pianto i primi giorni di scuola ma poi la cosa passava. E' sempre andata a scuola volentieri, è ben inserita nel gruppo classe come mi dicono i maestri. Da un mesetto a questa parte ogni volta che si deve separare da noi per fare sport diventa un momento drammatico, piange, non vuole separarsi, si aggrappa a noi, dice che non è in grado che non ce la fa. Succede sia a Karate che in piscina. Poi una volta che con molta fatica la si aiuta ad entrare, con aiuto dell'insegnante, frequenta la lezione normalmente e dice che ha capito che non c'è bisogno di piangere ma la volta dopo succede di nuovo. Da una settimana a questa parte piange anche all'ingresso a scuola, cosa mai successa in prima elementare. Il pianto dura giusto due minuti, dice che le manchiamo poi però a scuola è serena ed esce felice. Non è successo nessun episodio particolare a scuola come ci dicono ai maestri, lo abbiamo chiesto anche a lei, nè ci sono stati cambiamenti a casa. Noi cerchiamo sempre di confortarla ma con fermezza. Può essere una regressione nel momento della separazione a questa età? diventa frustrante anche per noi non riuscire ad aiutarla. Non sappiamo se insistere nel portarla a fare sport o ritirarla, ci sembra di causarle un enorme stress ogni volta, e ci stressiamo anche noi. Grazie per suggerimenti.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Silvia, da quello che raccontate potrebbe trattarsi di una temporanea riattivazione dell’ansia da separazione, che può manifestarsi anche a questa età, soprattutto nei bambini più sensibili e insicuri. Il fatto che, una volta entrata, la bambina riesca a vivere serenamente le attività è un elemento rassicurante. Vi suggerirei di non rinunciare subito allo sport, ma di accompagnarla con gradualità, mantenendo routine prevedibili, rassicurazioni brevi e un atteggiamento sereno e fermo. È importante accogliere la sua fatica senza trasmetterle l’idea che non sia in grado di affrontare la separazione. Con il tempo e il vostro sostegno potrà ritrovare fiducia nelle proprie capacità. se hai bisogno di ulteriori chiarimenti io lavoro con i bambini con il comportamento problema ansia di separazione fobie e quant'altro. Resto a disposizione cordiali saluti da Dott.ssa Claudia Mosneagu 

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

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Buongiorno Silvia, colgo nel suo racconto una sofferenza che si protrae nel tempo e non trova soluzione. Da Psicologa perinatale, riconosco che pianto e sofferenza prolungata al momento del distacco, sono segnali evolutivi chiari che esprimono un disagio reale.

Tale comportamento non va minimizzato o confuso con un capriccio. Va accolto, compreso e trovate soluzioni idonee. Tale fatica emotiva richiede un supporto specifico per favorire una transizione graduale, strutturata, perché è evidente che non si sente sicura in certi ambienti.

Attendere che si risolva in modo passivo con il tempo può dare conclusioni incerte. Sarebbe utile un confronto con lei mamma in uno spazio riservato e individuale, per lavorarci assieme, accogliere questi indicatori al momento molto preziosi. Se desidera approfondire, mi contatti liberamente.

Un caro saluto.

Dott.ssa Ursula Fortunato 

 

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Gentile Silvia,
Comprendo perfettamente la vostra frustrazione, poiché assistere al disagio della propria figlia genera sempre un forte senso di impotenza e stress.
Rispondendo subito alla vostra domanda posso rassicurarvi sul fatto che a sette anni possono, effettivamente, verificarsi, frequentemente, queste fisiologiche regressioni emotive. È un'età in cui i bambini compiono importanti salti cognitivi, acquisendo una maggiore e più complessa consapevolezza del mondo che li circonda, che può tradursi temporaneamente in nuove insicurezze e nell'emergere di un'ansia anticipatoria legata al distacco dalle figure di riferimento.

Il dato clinico più rassicurante e fondamentale del vostro racconto è che la bambina, una volta superato il momento critico del saluto, si rasserena in pochissimi minuti, partecipa alle attività ed esce felice. Questo ci conferma che il suo malessere non è legato all'ambiente scolastico o sportivo, bensì esclusivamente alla fatica di gestire la transizione e il momento esatto della separazione.

Rispetto al vostro dubbio se ritirarla o meno dalle attività sportive, il consiglio clinico è di non farlo. Assecondare l'evitamento ritirandola invierebbe alla bambina un messaggio controproducente, confermando la sua convinzione di "non potercela fare" e rinforzando l'ansia. Il vostro approccio accogliente ma fermo è già la strategia corretta. Per aiutarla ulteriormente, è fondamentale mantenere i saluti molto brevi e prevedibili, evitando di prolungare il distacco. Può essere molto utile creare un piccolo rituale o un "ponte emotivo", come disegnarle un piccolo cuore sul palmo della mano prima di uscire di casa, spiegandole che quello è un legame speciale da guardare o toccare quando sente la vostra mancanza. Continuate a validare la sua emozione dicendole che capite la sua fatica, ma ribaditele con assoluta serenità che sapete con certezza che è in grado di affrontare la giornata, trasmettendole così la fiducia di cui ha bisogno per superare questa fase.

Qualora voleste approfondire la situazione resto a disposizione. 

Un caro saluto

Dott.ssa Laura Corbelli

Dott.ssa Laura Corbelli

Reggio nell'Emilia

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