Come posso fare ho paura

alexandra

Ciao a tutti, sono di una provincia di Padova. Sono mamma di due bambini, non sono sposata ma convivente.
Purtroppo non lavoro e dipendo da lui: paga le utenze, la spesa, la scuola del bambino e l’abbonamento dell’autobus della bambina. A me, fortunatamente, arrivano gli assegni dei bambini e lui mi ha detto che con quelli devo pagare l’affitto. A volte ricevo anche dei soldi per dei corsi retribuiti e ogni tanto trovo qualche lavoro, ma non riesco a gestirlo perché devo accompagnare e riprendere il bambino a scuola.
Cerco di aiutarlo in tutto quello che posso e di non spendere soldi inutilmente, facendo in modo che la spesa basti fino a fine mese. Ho provato a rivolgermi all’assistente sociale, ma mi è stato detto che non possono fare molto.
Purtroppo sono depressa e lui ha un atteggiamento molto aggressivo: ho paura di lui. Anche i bambini hanno paura, così come sua madre quando viene a trovarci.
Ha un carattere molto difficile. Ho provato a invitarlo a cercare aiuto, ma non vuole. Mi ha proibito di parlare con i miei familiari, che purtroppo non vivono vicino a me, quindi sono sola.
Sento che non ce la faccio più, non so dove andare. Ho provato a parlargli per fargli capire che non riesco a continuare così e che vorrei andare da una mia amica con i miei figli, ma lui mi ha proibito di farlo e mi ha minacciato dicendo che posso anche andarmene, ma senza i bambini.
La mia amica ha avuto paura e ora non vuole più aiutarmi. Lui mi ha allontanato da tutti i miei conoscenti, controlla il mio telefono e il mio conto bancario. Quando ricevevo la NASpI, sapeva sempre quando arrivavano i soldi.
Mi sento in trappola. La mia grande domanda è: cosa posso fare?

13 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

quello che racconta arriva con molta forza: paura, solitudine e la sensazione di essere intrappolata. È comprensibile che lei ai senta così in una situazione in cui ci sono controllo, minacce e isolamento. Vorrei dirle con chiarezza che la sua percezione è importante: quando si ha paura del proprio partner, è un segnale da non ignorare, soprattutto perché coinvolge anche i tuoi bambini. Non è lei a dover “resistere di più”, ma è la situazione ad essere difficile e meritevole di tutela. Potrebbe esserle utile, con i suoi tempi, iniziare a pensare a piccoli passi che aumentino la sua sicurezza: ad esempio mantenere un contatto, anche discreto, con qualcuno di fidato o con un servizio dedicato. In Italia esiste il numero 1522, attivo 24 ore su 24, dove può parlare anche in chat in modo riservato: possono aiutarla a orientarsi e a costruire un piano sicuro per lei e i suoi figli. Se sente che il pericolo è immediato, rivolgiti al 112. 
Non è sola, anche se ora può sembrarlo. Chiedere aiuto è un passo difficile, ma è anche un modo concreto per proteggersi e prendersi cura di sè  

Se vuole possiamo parlarne privatamente. Ricevo anche online. 
Un forte abbraccio

Dott.ssa Fioldisa

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

La Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo offre supporto psicologico anche online

Quello che descrivi è molto serio: non è solo una situazione difficile, ma una forma di violenza (controllo, isolamento, minacce). Non sei tu il problema e non sei sola.

In Italia puoi contattare il 1522, attivo 24 ore su 24 e gratuito: ti ascoltano e ti aiutano concretamente anche nella tua zona. Se sei in pericolo immediato chiama il 112.

Lui non può impedirti di andare via con i tuoi figli. Esistono centri antiviolenza e case rifugio che possono proteggerti e supportarti anche legalmente.

Fai un passo alla volta, in sicurezza. Chiedere aiuto è già un primo passo importante.

 Daniela Sasso

Daniela Sasso

Lecce

Daniela Sasso offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, considerate le minacce, le proibizioni e i controlli che subisce direi che ci sono i presupposti per rivolgersi a un centro antiviolenza. Può cominciare con il contattare lo Sportello Donna che ha sede in piazza Capitaniato a Padova, dove troverà supporto psicologico e legale

Dott. Andrea Rolla

Dott. Andrea Rolla

Padova

Il Dott. Andrea Rolla offre supporto psicologico anche online

Cara Alexandra,  ciò che descrivi è serio e prima di qualunque cosa voglio che ti senta capita ed accolta nella tua sofferenza. Ciò di cui parli non è “solo un carattere difficile”: ci sono controllo, isolamento, minacce e paura, ed è  una situazione di violenza domestica, anche senza per forza arrivare a violenza fisica. E da sola è davvero difficile uscirne, quindi è  importante che tu capisca che non devi affrontarla da sola. Cerchiamo di capire quali strade potresti battere:

 Chiedere aiuto subito e in modo protetto il 1522 (nr. antiviolenza e stalking) è gratuito, attivo 24h, anche via chat sul sito. Puoi parlare senza dire il tuo nome, ti aiutano a capire cosa fare passo passo, anche vicino a casa tua. In caso di pericolo immediato invece il  112.

Poi, riguardo i bambini, lui ti ha detto che puoi andare via senza i bambini, non spetta a lui dirlo e non ha alcun potere.... Questo è un modo per tenerti bloccata, ma non è una decisione che può prendere lui da solo. I figli non “appartengono” a uno dei due:
se la situazione è pericolosa, puoi proteggerli e chiedere aiuto.
Ci sono strutture e percorsi legali proprio per questo. Poi, step nr. 2, non fare tutto insieme, sennò ti scoraggi e tutto appare insormontabile,  anche solo uno è già tanto:

  • Prova a tenere da parte copie di documenti (tuoi e dei bambini)
  • Se puoi, metti da parte un minimo di soldi in modo non visibile
  • Cancella cronologia o usa modalità anonima quando cerchi aiuto
  • Se senti che la situazione può peggiorare, non dirgli che stai cercando aiuto.

Capisco la paura: economica, per i bambini, per le conseguenze.
Ma restare così non protegge davvero né te né loro — li espone a una paura continua, posso capire anche se ti dici  “Aspetta ancora, magari cambia”, perchè per certi versi può apparire rassicurante,  pero da quello che racconti, lui non riconosce il problema e non vuole aiuto. Questo cambia molto le cose.

Ti abbraccio, 

D

Buongiorno Alexandra, non è sola, la priorità in questo momento è mettere al sicuro i suoi figli e lei stessa, poichè appare essenziale un supporto immediato, in questa situazione potrebbe contattare liberamente ed immediatamente il numero antiviolenza 1522 (attivo h24), la aiuteranno in modo riservato a capire cosa fare e dove andare. 

Le auguro il meglio.  Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

La Dott.ssa Ursula Fortunato offre supporto psicologico anche online

Gentile Alessandra buongiorno Grazie per aver avuto coraggio di condividere con noi professionisti questo tuo problema. Se ti sente in pericolo, devi chiamare subito il 112.

Preparare, se possibile, un piano di sicurezza:
- avere documenti, soldi, telefono pronti
- sapere dove andare in caso di fuga (amici, parenti, luogo sicuro)
- insegnare ai figli (se abbastanza grandi) cosa fare in emergenza

Contattare aiuto specializzato
In Italia ci sono servizi gratuiti e anonimi:
Telefono Rosa
1522 (numero attivo 24h, anche chat online)
Questi centri:
offrono supporto psicologico e legale
aiutano a creare un piano di uscita possono indirizzarla verso case rifugio protette. Mi raccomando non aspettare. Se hai bisogno chiamami per un conforto.
Dott.ssa psicologa psicoterapeuta in formazione.

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

La Dott.ssa Claudia Mosneagu offre supporto psicologico anche online

Ciao! La tua situazione è molto delicata. Non fa affatto sottovalutata. Sei vittima di una relazione disfunzionale con violenza psicologica, economica e fisica. Devi tutelare la tua incolumità e quella dei tuoi figli. La violenza assistita è molto pericolosa per il loro benessere futuro. In ogni provincia ci sono molti centri antiviolenza che possono supportati in ogni aspetto, come ad esempio fornirti un alloggio, trovarti un lavoro e affiancarti a professionisti legali. 
Puoi anche chiamare il tuo comune di riferimento per farti fare i contatti del centro più vicino a te. 

Dott.ssa Giulia Messori

Dott.ssa Giulia Messori

Reggio nell'Emilia

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Buonasera Signora, comprendo la sua situazione e mi spiace venire a conoscenza di ciò.

La situazione dal punto di vista economico è sicuramente complicata, ma la comunicazione  e la collaborazione con il compagno di certo si può migliorare. Per fare ciò dovrebbe chiedere aiuto alle persone competenti, e nel suo caso le consiglio di farsi fare ricetta dal medico di base per prima visita psichiatrica ( accennava ad una ipotetica depressione) e/o prima visita psicologica c/o il csm di zona. Verrà in questo modo presa in carico e di conseguenza verranno attivati gli assistenti sociali per aiuti più concreti e di supporto alla famiglia.

Il costo è contenuto essendo un servizio pubblico, quindi sostenibile per lei. Mi auguro proceda in questa modalità al più presto ricordandole che le soluzioni ci sono sempre.

Un affettuoso abbraccio.

Dr.ssa Nadia Scupola

 

Dott.ssa Nadia Scupola

Dott.ssa Nadia Scupola

Padova

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Cara Alexandra, le sue parole arrivano come un sospiro profondo che merita di essere accolto con tutta la dolcezza e il rispetto possibili. Vorrei che la prima cosa che sentisse, leggendo queste righe, è che lei non è più sola. La paura che attraversa le sue giornate e quelle dei suoi bambini è un segnale del suo corpo che cerca protezione, e questo dolore non è una sua colpa, né il frutto di un carattere difficile: è una trappola che le ha tolto il respiro, ma dalla quale è possibile uscire.   Sento di dirle che la forza di cui ha bisogno non deve cercarla lontano, perché l'ha già dentro di sé. È la stessa forza che le permette ogni giorno di proteggere i suoi figli, di far bastare la spesa e di cercare una via d'uscita nonostante il buio. Quell'amore immenso per loro è il suo motore più grande. Nessuno può usarli per minacciarla o per tenerla prigioniera: esistono percorsi e luoghi sicuri pensati proprio per proteggere lei e i suoi piccoli insieme, garantendo che non veniate mai separati.   C'è una rete di persone pronte a prenderla per mano con estrema delicatezza e competenza portandola al sicuro. Può chiamare, anche solo per un consiglio o un primo ascolto, il numero gratuito 1522. È attivo sempre, giorno e notte, e dall'altra parte troverà operatrici preparate ad accoglierla con calore, senza mai giudicarla, guidandola verso il centro antiviolenza più vicino. Lì troverà non solo protezione, ma anche persone che sapranno tutelarla legalmente e umanamente.   Se teme che il suo telefono sia controllato, cerchi di fare questa chiamata da un luogo dove si sente sicura o cancelli la cronologia dopo aver parlato. Un piccolo passo alla volta, con la pazienza che serve per curare le ferite, potrà tornare a guardare al futuro con speranza. La forza per farlo è già lì, nei suoi occhi e in quelli dei suoi bambini. Io ci sono, e questa rete di supporto è pronta ad accompagnarla.  

Un forte abbraccio, Dott.ssa Lo Bartolo

Dott.ssa Concetta Lo Bartolo

Dott.ssa Concetta Lo Bartolo

Bologna

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Alexandra, quello che stai vivendo è una situazione di paura continua, di controllo e di isolamento. E capisco quanto sia difficile anche solo trovare le parole per raccontarlo. Non è “un brutto periodo”, non è “un carattere forte”: è una condizione che ti sta togliendo libertà, sicurezza e serenità, e che sta facendo vivere ai tuoi bambini un clima che nessun bambino dovrebbe conoscere.

La paura che senti tu, quella che sentono loro, perfino quella che sente sua madre quando viene a casa vostra, è un segnale chiarissimo che non siete al sicuro. E non è colpa tua se ti senti intrappolata: quando una persona ti controlla, ti isola, ti minaccia, ti fa dipendere economicamente, è normale perdere punti di riferimento e sentirsi senza vie d’uscita. È esattamente l’effetto che questo tipo di dinamiche produce.

Tu non sei sbagliata, non sei fragile, non sei “incapace di reagire”. Sei una donna che ha resistito a lungo in una situazione che ti ha tolto forze e appoggi. E il fatto che tu stia chiedendo aiuto adesso è un atto di enorme lucidità e coraggio.

Non posso dirti di affrontarlo parlando con lui, perché sarebbe rischioso. Chi usa la minaccia e il controllo non cambia perché glielo si chiede. Quello che puoi fare, invece, è cercare un aiuto che sia davvero competente e sicuro, qualcuno che possa guidarti passo dopo passo senza metterti in pericolo. Esistono servizi che possono ascoltarti anche in modo anonimo, spiegarti quali possibilità concrete hai e aiutarti a proteggere te e i tuoi figli. Non devi fare tutto da sola.

Alexandra, tu meriti un posto dove respirare, dove non avere paura, dove i tuoi bambini possano sentirsi tranquilli. E questo posto esiste, anche se adesso ti sembra lontanissimo. Se vuoi, posso aiutarti a capire come muoverti in modo sicuro, senza fare passi che possano esporre te o i tuoi figli. Non sei sola, anche se lui ha fatto di tutto per farti credere il contrario.

Un caro abbraccio 

Dottoressa Arianna Bagnini 

Psicologa Clinica- del Lavoro

Risorse umane- Organizzazioni 

Ricevo anche Online 

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Carissima signora, mi dispiace profondamente per quello che sta attraversando. Voglio dirle innanzitutto una cosa importante: **non sei sola e non è colpa sua.**

Quello che descrive— il controllo del denaro, l'isolamento dai familiari, il controllo del telefono e le minacce riguardo ai figli — non è solo un "carattere difficile". Si tratta di **violenza domestica**, che si manifesta sia in forma psicologica che economica e fisica. È comprensibile che si senta in trappola, ma esistono percorsi sicuri per uscire da questa situazione e proteggere lei ed i suoi bambini.

Contatti il Numero Anti Violenza 

Il **1522** è un numero gratuito, attivo 24 ore su 24, multilingue e garantisce l’anonimato. 

 **Cosa fanno:** offrono ascolto e ti collegano immediatamente ai Centri Antiviolenza della provincia di Padova.

 **Importante:** Se ha paura che lui controlli il telefono, puoi scaricare l'app "1522" per chattare in silenzio o cancellare la chiamata dal registro subito dopo averla fatta.

A Padova e nei comuni limitrofi esistono strutture specializzate (come il *Centro Veneto Progetti Donna*). Queste operatrici sono esperte in situazioni come la tua:

* Possono offrire **consulenza legale gratuita**.

* Possono aiutare a studiare un **piano di uscita sicuro**.

* Sanno come gestire la questione dei bambini: la sua minaccia ("te ne vai ma senza figli") è un classico meccanismo di controllo, ma legalmente non può impedirti di proteggere i suoi figli da un ambiente violento.

La invito con forza, per la sua sicurezza e quella dei suoi bambini, a **rivolgersi ai Carabinieri o alla Polizia di Stato.**  Quando c'è una situazione di pericolo imminente o di minacce gravi, le forze dell'ordine possono attivare il cosiddetto **"Codice Rosso"**, una procedura d'urgenza che velocizza le indagini e le misure di protezione per le vittime.

* Non aspetti che accada qualcosa di "più grave". La paura che prova lei, i suoi figli e persino sua madre è un segnale d'allarme che non va ignorato

Dato che lui controlla il suo telefono:

* Cerchi di cancellare la cronologia delle ricerche dopo aver cercato aiuto.

* Se riesce, parli con un medico di base o una farmacia (sono formati per aiutarti se dice di essere in pericolo)

❗ Se sente che la situazione sta degenerando o se lui diventa fisicamente aggressivo, non esito, si chiuda in una stanza con i bambini e chiami immediatamente il **112**

La  priorità ora è la **sicurezza**. Non deve affrontare tutto questo da sola: i centri antiviolenza e le forze dell'ordine hanno gli strumenti per offrirti un luogo sicuro dove stare con i suoi figli, lontano dalle sue minacce. ** Si Fidi del suo istinto: chieda aiuto oggi stesso.** È la giornata del 25 aprile, liberazione è anche questo. Se le serve parlare,  mi contatti pure, anche a distanza proveremo a fare i passi insieme .

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

La Dott.ssa Giusi Vicino offre supporto psicologico anche online

Cara Alexandra,

Quella in cui si trova deve essere una situazione molto pesante e posso solo immaginare quanto sia (giustamente) allarmata e spaventata. È coraggioso da parte sua cercare un aiuto per ritrovare la libertà e serenità che lei e i suoi figli meritate. È sulla strada giusta.
La buona notizia è che non è sola: può contattare il numero gratuito 1522 per vittime di violenza (fisica, economica, psicologica), che è attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Le operatrici qualificate offrono innanzitutto ascolto e supporto, e possono poi aiutarla a comprendere come è meglio muoversi nella sua situazione ed eventualmente, se lei lo desidera, metterla in contatto con un centro antiviolenza sul suo territorio. Sarà sempre lei a decidere cosa fare. È meglio chiamare subito, anche solo per avere le idee più chiare sui servizi offerti e sulle opzioni che ha a disposizione. Non attenda che la situazione peggiori per chiamare.

Sta facendo la cosa migliore. Le auguro il meglio.

Un caro saluto,

Dott.ssa Laura Leonardi

Dott.ssa Laura Leonardi

Dott.ssa Laura Leonardi

Bologna

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Ciao,
da quello che scrivi emerge una situazione in cui stai cercando di tenere insieme molte cose - i bambini, la gestione quotidiana, le risorse - mentre allo stesso tempo ti trovi dentro dinamiche di controllo, paura e isolamento.

Dentro questo quadro, il punto non è “resistere di più”, ma costruire uno spazio in cui tu possa avere margine di movimento e protezione, per te e per i tuoi figli.

Ci sono servizi che lavorano proprio su queste situazioni e che possono affiancarti senza obbligarti a fare passi che non senti sostenibili subito. Puoi contattarli anche solo per capire quali possibilità esistono, senza dover spiegare tutto in una volta.

Puoi rivolgerti al numero 1522 (anche chat).
È pensato proprio per situazioni in cui c’è controllo o difficoltà a muoversi: possono aiutarti a valutare come muoverti in sicurezza, passo per passo.

Se e quando lo riterrai possibile, l’orientamento è quello di non restare sola dentro questa condizione, ma far entrare almeno un interlocutore esterno che possa sostenerti nel costruire alternative praticabili. Quello che descrivi non è qualcosa che devi gestire da sola.
È una situazione in cui è legittimo e necessario avere supporto.

Dott.ssa Emma Stecco

Dott.ssa Emma Stecco

Padova

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