Famiglia e bambini

Come posso aiutare mio figlio?

Pamela

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Salve,
Sono una madre di tre figli, più uno in arrivo.
Due splendidi maschietti, uno di quasi 11 anni e l'altro di 4. E una femminuccia di 8 anni.
Praticamente da dopo la nascita della sorellina mio figlio maggiore ha tenuto sempre comportamenti scostanti. All'inizio ammetto che li ho attributi semplicemente alla gelosia, d'altronde prima era il "principino" di casa e dopo si è sentito "spodestato", mi è sembrato normale. E quindi ho affrontato questi comportamenti con relativa leggerezza.
Dopo l'inizio delle scuole primarie, però, le cose sono peggiorate.
Sono cominciate le bugie e le sceneggiate fatte a scuola. Mio figlio ha cominciato a tagliare vestiti e coperte con le forbicine di scuola e se te le toglievo, prendeva di notte quelle della cucina. Non voleva lavarsi (ma da maschietto mi sembrava normale anche questo). Rompeva libri, quaderni anche nuovi. Perdeva penne, matite, gomme, tutto praticamente ogni giorno. Mangiava la merenda di scuola di nascosto in camera la notte. Fargli fare i compiti era una lotta, restava sullo stesso compito per ore (la maggior parte delle volte perdendo tempo giocando o scoppiando a piangere, fino a quando esasperata non li facevo io.
In breve, ai colloquio mi sentivo dire:
"**** dice che lo picchiate se non fa i compiti", "non gli date la merenda e deve chiederla ai compagni", "dovreste lavarlo questo bambino ogni tanto.." "perché ha sempre i vestiti rotti?", "non ha mai il materiale", commenti che ammetto, mi ferivano molto. Ma che fortunatamente sono poi stati smentiti dalla sorella quando ha cominciato la primaria anche lei (con mio enorme sollievo).
Smentiti ma non fermati, ormai l'idea del "bambino bistrattato e maltrattato" era attecchita nella mente di alcune maestre.
Un giorno, durante una giornata con i carabinieri a scuola, mi ha fermata una maestra dicendo che **** aveva detto ad un carabiniere di essere stato minacciato con un coltello da me (sono sempre stata la più "bersagliata" da ****), e che il padre lo picchiava regolarmente ogni giorno. Ho sudato freddo. Ma colei che era presente in quel momento era anche una maestra di mia figlia e avvisò i carabinieri che era una fantasia del bambino.
Insomma i primi 4 anni di elementari andarono avanti così tra accuse e occhi al soffitto, fino al nostro trasloco in un'alta città. E quindi un'alta scuola. Speravo in un cambiamento, lo ammetto. Casa nuova, scuola nuova vedevo tutto rosa. Ma no. Vestiti tagliati, materiale perso e rotto. E una valanga di note per compiti non fatti.
Ai primi colloqui quello che sentì fu assurdo:
Mio figlio non voleva lavorare in classe e infastidiva la lezione in ogni modo (sbattendo penne, evidenziatori, fischiando, cantando etc). Mi dissero che nascose il suo astuccio per poi poter incolpare i suoi compagni di bullizzarlo. Affermava che lo picchiavano anche quando non veniva toccato. E faceva di tutto per scatenare litigi. Infastidiva le compagne femmine con messaggini abbastanza assillanti (ma non cattivi, chiedeva di fidanzarsi o se volevano dargli un bacio). E loro sono arrivate a chiedere alle maestre di farlo smettere.
Anche dentro casa sembra sia andata tutto a rotoli. Continui litigi con i fratelli che accusa di tutto (e non so mai se sia vero o no). A volte è violento senza motivo anche con il più piccolo. Alza spesso le mani. E quando lo sgrido comincia ad urlare, non mi dà retta e mi risponde spesso (la maggior parte delle volte chiedendo aiuto al padre e finisce quindi con un litigio tra me e il mio compagno che mi urla di non "assillare suo figlio") Pianti per qualunque cosa gli si dica.
È molto difficile gestire tutto ma soprattutto vorrei sapere come gestirlo. Purtroppo non ho molto appoggio da parte del padre, anzi. Contribuisce a rendere la situazione più difficile accusando me di essere una pessima madre. Cosa che mi viene ripetuta poi da mio figlio maggiore.
Chiedo un consiglio, perché vorrei davvero poter aiutare il mio bambino e avere una situazione più tranquilla dentro casa.
Grazie mille in anticipo di cuore.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, Pamela.


Una "cattiva madre" si preoccuperebbe per suo figlio come fai lei? Chiederebbe aiuto per lui?


Leggo di una situazione che la sta provando certamente molto: le sfugge il controllo dei comportamenti che mostra suo figlio e per di più non trova sostegno nel suo compagno e padre del bambino.


Vostro figlio vi sta dando segni di allarme fin da piccolo e in base a quello che racconta penso che per il bene del bambino occorra quanto prima una visita dal/dalla neuropsichiatra infantile. Sarà un percorso intenso che coinvolgerà tutta la famiglia.


La saluto e resto a disposizione.


 

Gentile Pamela,


le suggerisco di rivolgersi al centro di neuropsichiatria infantile della Asl della sua città e sottoporre in tale sede la situazione che ha posto a noi. 


I comportamenti del bambino evidenziano un forte disagio che merita di essere compreso attraverso l'incontro è l'ascolto di entrambi i genitori. In tale sede potrete ricevere tutte le indicazioni necessarie utili e di aiuto a vostro figlio.


 


 


 


 


 

Gentile signora


dal suo racconto si direbbe che suo figlio non abbia proprio superato la difficoltà di avere altri con cui condividere l'affetto e le attenzioni. I suoi comportamenti sembrano sempre incentrati a rivendicare attenzioni o accusare chi non si prende cura a sufficienza, secondo lui, dei suoi bisogni. Inoltre è stato anche abile nell'alleanza con il papà per ferire e vendicarsi di lei. La prima cosa necessaria è ritrovare da parte sua l'intesa con suo marito in modo da trasmettere messaggi coerenti e autorevoli. Poi favorire intesa e intimità con suo figlio in modo che riprenda fiducia e attaccamento nei suoi confronti. Parli, lo ascolti, passi del tempo con lui...gli faccia capire che è il suo "oggetto" d'amore e che lo ama immensamente. Inizialmente non lo contraddica e non lo ridefinisca nei suoi messaggi...poi piano piano ritorni sulle sue fantasie o convinzioni per fargli prendere consapevolezza dei suoi comportamenti e delle eventuali conseguenze.


E' uno strappo che bisogna ricucire ma deve essere il bambino a rendersene conto. Potrebbe anche invogliarlo a parlare con uno psicologo senza forzare troppo la situazione.

La parola chiave per tutta questa situazione credo sia "considerazione". Probabilmente suo figlio si è sentito svalorizzato e messo da parte dopo la nascita dei più piccoli. Non sarà facile risalire la china del deterioramento dei rapporti a cui siete arrivati, però si può provare a riconquistare terreno e fiducia, dando al ragazzo apprezzamento per quello che fa di buono e rivalutazione della sua persona e del suo modo di essere.

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