Come si può reagire al non rapporto genitoriale?

Sara Ernestina

Da circa 10 anni ho un forte disturbo nel rapporto con mia madre
Lei e mio padre si son separati 10 anni fa da li con lui nn ho piu rapporto ma con mia mamma anche se c'è è difficile
Lei c'ha sofferto molto e spesso mi parla al plurale paragonando le mie azioni alle sue....cioe se son incazzata ecco son egoista e indisponente..... Nn mi ascolta e se le faccio notare qualcosa ecco io con la mia strafottenza la indispongo
Vivo da sola ma ogni giorno ci son almeno 2 chiamate solo x sentirci.... Io son single ho un lavoro che mi occupa molto, per fortuna e tanti amici
Nonostante tutto credo di esser una persona stabile ma questa situazione nn mi è piu possibile gestirla....io vorrei aver un rapporto madre e figlia sereno ma nn so davvero come fare

4 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno,

Grazie per aver scritto ed essersi esposta. 

Rifletta:, secondo lei come mai la mamma sente la necessità di chiamarla? Come mai la paragona al padre? Come mai lei fa fatica ad arginare questo suo comportamento? 

Riflettuto su ciò, potrebbe provare a dare uno spazio definito da lei  dove la mamma può sfogarsi e chiederle di non farlo in un altro momento 

Buona giornata

Dott.ssa Elisa Fedriga

Dott.ssa Elisa Fedriga

Brescia

La Dott.ssa Elisa Fedriga offre supporto psicologico anche online

Buonasera, come si sa non sempre il rapporto con i propri genitori è di facile gestione, ma in molte occasioni diventa essenziale saper mettere dei confini e spesso devono essere gli stessi figli a farlo. La domanda che lei porta dovrebbe essere però considerata all'interno della sua storia di vita in quanto ognuno di noi è un singolo con determinate caratteristiche non generalizzabili.

Per informazioni 

Mi contatti.

Gentile Sara, cio' che mi ha colpito in questo sua mail di richiesta è un vuoto, un'assenza, quella di suo padre. Dov'è? Come mai avete smesso di vedervi... Dieci anni fa, suo padre se n'è andato, ha interrotto il rapporto con la moglie e con la figlia. Un genitore tuttavia non puo' farlo, non puo' scomparire perché continua a essere presente anche se non c'è, nella mente, nella fantasia, nei desideri, in ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.. Viceversa, nella sua vita c'è una presenza continua della mamma anche con due telefonate al giorno, una "iperpresenza" nella quotidianità anche se Sara è una donna adulta, autonoma ed ha una vita sociale appagante. Credo che lei abbia la necessità di elaborare quella separazione che potrebbe aver vissuto come un abbandono. Se riuscirà a trovare delle ragioni, a riconsiderare cio' che ha lasciato quel distacco dal punto di vista emozionale, è molto probabile che riuscirà a far in modo che il rapporto con sua mamma si distenda e sia meno soggetto a conflittualità piu' o meno nascoste. La saluto.

 

Dott.ssa Mirella Caruso

Dott.ssa Mirella Caruso

Roma

La Dott.ssa Mirella Caruso offre supporto psicologico anche online

Buongiorno,

spesso le relazioni positive e ricche di benessere sono caratterizzate da due elementi principali: richiedere all'altro di impegnarsi a modificare ciò che può essere modificato del suo comportamento ed impegnare noi stessi ad accettare che alcune caratteristiche dell'altro siano immodificabili.

Potrebbe chiedere a sua madre di relazionarsi a lei come donna e non come figlia poichè, in quest'ultima modalità, sembra avere atteggiamenti che ancora sono ricollegati alla vecchia relazione con suo padre. D'altra parte le i potrebbe impegnarsi nell'accettazione di alcune irriducibili "spigolosità" del comportamento di sua madre. Se realizzate sinergie fra queste due modalità, potreste ricavare maggior beneficio dal vostro rapporto.

Cordialità