Dubbi, domande e paura di deludere

Martina

Salve ... Sono una ragazza di 28 anni, con tanti sogni nel cassetto e un dilemma terribile. Vengo da una famiglia di genitori separati, in cui mia madre da sempre ha potuto fare affidamento sul suo lavoro e sulla sua indipendenza dicendomi sempre "finché non sei economicamente indipendente da casa non esci". Ad oggi sono laureata, svolgo la pratica forense, un corso professionale, un corso post laurea in una scuola forense e mi appresto a dover preparare l'esame di abilitazione per diventare avvocato. In questo però il mio compagno che è il primo ad incoraggiarmi in tutto quello che faccio, ha preso casa e vorremmo convivere, ma io non ho un lavoro, mentre lui si è dovrebbe accollarsi ogni spesa anche per me. La pratica non è retribuita e prima di avere una mia indipendenza passeranno molti anni ancora. Da qui il mio dilemma. Vorrei andare a convivere per bene ed iniziare la nostra vita insieme, (adesso faccio la sponda tra casa del mio ragazzo e casa mia), provare a mettere su famiglia, e non tenere in sospeso tutto il resto per la carriera, ma ho paura di dare una forte delusione alla mia famiglia, di non soddisfare nel modo più grave quello che loro si aspettano da me. So che è brutto quello che ho appena scritto, ma non voglio essere una delusione perché sto scegliendo di fare entrambe le cose. Non sono mai stata una che non si rimbocca le maniche, anzi ... Tendo ad accumulare e a fare molte cose contemporaneamente e fino ad ora mi sono districata abbastanza bene ma so che questa convivenza e la possibilità di avere un figlio spaventa la mia famiglia come se fossero delle cose molto brutte. Non c'è stato nemmeno molto entusiasmo quando abbiamo detto che cercavamo casa. Io mi sento logora ormai ... Capisco da me che se non ci fosse l'influenza della mia famiglia molte decisioni che prendo o che prenderei sarebbero diverse.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Martina, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL