Gentile Silvia,
da quello che racconti si percepisce una bambina che ha dato tantissimo in questi mesi, che si è impegnata, che ha cercato di stare al passo con una scuola nuova e con richieste sempre più grandi. E quando un bambino così piccolo tiene duro per tanto tempo, spesso il corpo arriva prima della mente a dire “sono stanca”. Gli strafalcioni, la difficoltà a concentrarsi, il malessere improvviso quando arriva a scuola, la richiesta di essere portata via… sono tutti segnali che qualcosa dentro di lei si è affaticato.
A sette anni i bambini non hanno ancora le parole per spiegare cosa provano. Non ti dirà “sono stressata”, “sono in sovraccarico”, “ho paura di non farcela”. Ti dirà che ha mal di pancia, che non si sente bene, che vuole tornare a casa. Il corpo diventa il suo modo di chiedere una pausa. E il fatto che abbia episodi febbrili sporadici può essere proprio il segno di un sistema emotivo che sta lavorando troppo.
Non è detto che ci sia un problema grave. Spesso, dopo mesi di impegno, i bambini entrano in una fase di “cedimento” fisiologico: la stanchezza si accumula, la motivazione cala, la paura di sbagliare aumenta. E se la maestra l’ha richiamata, anche con delicatezza, può averla fatta sentire ancora più insicura. I bambini sensibili, quando percepiscono di non essere “perfetti”, si bloccano.
Quello che conta ora è osservare, accogliere e alleggerire. Non forzarla, non interpretare tutto come capriccio, non spingerla a “fare come prima”. Piuttosto, darle la sensazione che può fermarsi un attimo, che può respirare, che non deve dimostrare nulla. A volte basta questo per farla ripartire.
E allo stesso tempo è importante che tu possa parlarle con calma, magari in un momento tranquillo, senza compiti e senza fretta. Non per chiederle spiegazioni, ma per farle sentire che può dirti se qualcosa la preoccupa, se c’è qualcosa che la mette in difficoltà, se si sente troppo stanca. Anche se non risponde subito, il messaggio arriva.
Non stai sbagliando nulla. Stai facendo quello che una madre attenta fa: osservi, ti fai domande, cerchi di capire. E questo è già un grande sostegno per lei.
Se vuoi, posso aiutarti a capire come parlarle e come gestire questi giorni in cui sembra più fragile, così da accompagnarla senza farla sentire sotto pressione,
un gentile saluto
Dottoressa Arianna Bagnini,
Psicologa Clinica, del Lavoro, Risorse Umane, Organizzazioni
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