I miei non vogliono che io rimanga e frequenti qualcuno in Italia

Miriam

Da sempre, il mio sogno è quello di viaggiare e in un futuro adeguato, quello di mettere su famiglia con la persona che amo. Ormai ho 19 anni e nonostante ciò, dopo averne parlato più volte con i miei genitori, mi è stato vietato il fatto di potermi frequentare con il ragazzo che amo, proveniente dalla Corea del Sud. Io sono italiana e abitiamo quasi 10 mila km di distanza, è difficile, ma sento che lui è una persona molto speciale e in futuro potrebbe diventare più importante di quel che già è. Purtroppo il fatto che i miei genitori non l'abbiano ancora incontrato, li preoccupa. Ho detto che sarebbe venuto qui per incontrarli, ma loro non accettano questo fatto e non si fidano, poiché non l'ho ancora incontrato del vivo da quando lo conosco. Facciamo spesso videochiamata ed è un ragazzo responsabile che ha anche viaggiato molto fino ad ora. Quello che vorrei io, è che i miei genitori gli diano una possibilità per un incontro. È pericoloso ma sono abbastanza matura da sapere come comportarmi in una situazione del genere. Purtroppo mi vedono ancora piccola e questo fattore sottolinea la mia "ingenuità" che i miei genitori pensano che io abbia. Non so proprio come fare. Io mi sono innamorata...e non posso frequentarlo ne incontrarlo per la paura dei miei genitori...io vorrei solo stare al suo fianco.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Miriam, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL