Lontananza da mio figlio

Sofia

Buonasera, sono una ragazza di 28 anni con un figlio di 6. Lui è sempre stato abituato a fare avanti e indietro tra me e il padre (e la sua famiglia). Io sono d’accordo che passi il tempo con loro perché sono brave persone e gli vogliono veramente bene dandogli veramente tante attenzioni nonostante tra noi non ci sia grande stima ne interesse. Per 2 anni ha vissuto con me e suo padre, dopo la separazione siamo tornati da me, a 250 km lontani, ma comunque fino ad ora che ha iniziato le elementari ha sempre fatto avanti e indietro a suo piacimento e a mio comodo (se mi serviva che andasse dal padre e dai suoi nonni per lavorare l’ho sempre lasciato senza alcun problema). Da quando ha iniziato la scuola e li vede di meno, però, ha iniziato a chiedermi se può andare a vivere dal papà e dai nonni, e fare la scuola li. Me lo dice spesso. A me farebbe molto comodo per poter sistemare me stessa economicamente, e dargli un futuro sicuramente migliore di quello che posso offrigli ora. Stando sola con un figlio senza aiuti non posso fare molto. Per me è un’ottima idea e lui sembra molto propenso a voler andare dal padre, ma ha comunque 6 anni. Non vorrei che dopo aver fatto questa scelta poi se ne penta, o comunque possa creargli problemi psicologici in futuro, non vivendo più con me, che comunque sono sua mamma. Ho molti dubbi anche se mi sembra chiaro che lui dal padre sta bene perché ha tutta la famiglia mentre qui siamo solo io e lui.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Sofia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL