Pianto al momento del distacco a scuola

Lucia

Buon pomeriggio, sono la mamma di un bambino di 5 anni che ha sempre frequentato ben volentieri la scuola. Da qualche giorno però, con il rientro dalle vacanza natalizie, ogni mattina è una scenata di pianti. Ripete che non vuole andarci, che gli manco e vuole stare con me. Io gli spiego e gli ricordo sempre che io sono comunque a lavoro quindi non può stare con me. Alla fine sono costretta a lasciarlo in lacrime alla maestra che poi, mi riferisce, si tranquillizza subito. Quando vado a riprenderlo si mostra sempre sereno e contento ma oggi la maestra mi ha detto che al momento del pranzo ha avuto un pianto quasi disperato e voleva che lo andassi a prendere. Poco dopo si è calmato di nuovo e quando, alla solita ora, sono andata a riprenderlo, l'ho visto sereno. Non so davvero come comportarmi e cosa fare. Ogni mattina lasciarlo così in lacrime e di fretta (proprio per evitare un tempo lungo di distacco) è uno strazio anche per me. Cosa potrei fare?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buon pomeriggio, da quello che descrive sembra una fase transitoria legata al rientro dopo le vacanze. Il fatto che una volta a scuola si tranquillizzi e che venga ritrovato sereno è un segnale molto positivo.
È importante continuare a lasciarlo a scuola in modo tranquillo e “normale”, con un saluto breve e senza rimandare troppo il distacco o dargli eccessivo peso emotivo. In questo modo lo si aiuta a sentirsi sicuro e capace di farcela.

Il suo dispiacere è comprensibile, ma mantenere una routine stabile lo aiuterà a superare più facilmente questo momento.

Le auguro che risolva il problema quanto prima 

Salve mamma,

ho letto il suo messaggio e volevo dirle che quello che sta vivendo suo figlio è molto comune nei bambini di 5 anni, soprattutto dopo un periodo di vacanze o cambiamenti nelle routine: si tratta spesso di ansia da separazione e di un bisogno di rassicurazione, più che di un vero rifiuto della scuola. Il fatto che si calmi una volta coinvolto nelle attività mostra che si adatta bene, anche se il distacco resta difficile. Per aiutarlo può essere utile:

  • Rituali brevi e prevedibili al mattino, con saluto affettuoso ma coerente.

  • Parlare delle emozioni a casa, aiutandolo a riconoscerle e nominarle.

  • Rinforzo positivo dei piccoli successi di autonomia.

  • Coordinazione con la scuola per monitorare i momenti di maggiore difficoltà e offrire sostegno.

La sua calma, coerenza e vicinanza emotiva sono strumenti fondamentali per farlo sentire sicuro e supportato. Con il tempo, questo tipo di pianti mattutini tende a ridursi man mano che il bambino si riadatta alla routine.  Se invece la situazione dovesse persistere e le crisi continuassero quotidianamente, potrebbe essere utile valutare un colloquio con uno psicologo dell’età evolutiva, per capire se ci siano elementi di disturbo d’ansia da separazione o altre difficoltà emotive. Resto a sua completa disposizione per qualsiasi domanda o informazione.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

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Gent.ma Lucia,

quello che stai vivendo è davvero comprensibile. Vedere un bambino che fino a poco tempo fa andava volentieri a scuola iniziare a piangere al momento del distacco è qualcosa che tocca molto, sia come mamma sia come persona che deve “tener duro” mentre dentro si spezza. E il fatto che con il rientro dalle vacanze sia peggiorato non è affatto raro: dopo periodi di pausa, soprattutto quando si sta tanto insieme, la scuola può essere percepita come un distacco più grande del solito.

A 5 anni è molto comune che si riattivi l’ansia da separazione: è una fase in cui alcuni bambini hanno proprio bisogno di “verificare” che la mamma tornerà e che quel distacco non significa abbandono. Il bello è che da come lo descrivi ci sono due indizi molto rassicuranti:

si calma rapidamente quando entri nella routine della scuola

quando vai a prenderlo è sereno e partecipe.

Questo ci dice che la scuola non è il problema: il nodo sta nel momento del passaggio, non nel resto della giornata.

In questi casi, può aiutare molto non negare la sua emozione, ma nemmeno amplificarla. Puoi dirgli cose tipo: “Lo so che preferiresti stare con me, è difficile salutarsi la mattina. Succede a tanti bambini. E poi ti passa e fai le tue cose”. Sono frasi che non chiudono il bambino e non lo fanno sentire “sciocco” per quello che prova.

Può esserci utile anche un piccolo rituale di separazione: una frase sempre uguale, un gesto, un disegno da tenere nello zaino, qualsiasi cosa renda quel momento stabile, prevedibile e veloce. Non frettoloso, ma veloce sì: più si rimane nel limbo del “forse rimane con me, forse no” e più l’ansia cresce.

Un’altra cosa che spesso aiuta è coordinarsi con la maestra: a volte basta che, appena arrivate, ci sia qualcosa che lo “aggancia” alla scuola (un gioco, un compito, un bambino) così non resta sospeso nel momento del distacco.

Per te invece è importante ricordarti una cosa: non stai facendo del male a tuo figlio lasciandolo piangere al distacco. Stai aiutando il suo cervello a imparare che può separarsi, che tu torni, che la scuola è sicura e che lui è capace di affrontarlo. E questo lo rafforzerà molto più avanti.

Se poi nei prossimi giorni dovessi vedere che il pianto si estende anche ad altri momenti della giornata o che diventa costante e non più legato solo al distacco, potrebbe valere la pena approfondire. Ma da come lo descrivi ora, rientra in quelle fasi “faticose ma sane” dello sviluppo.

Spero che le mie parole ti possano essere d'aiuto. 

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Rosa Biondo