Rapporto con mamma e sorella

Loredana

Salve, vorrei chiedere un parere e un aiuto su come comportarmi, dato che a volte sono molto sensibile.
Praticamente ho una sorella di 35 anni, mentre io ne ho 40. Lei non è sposata, invece io sì e ho anche due bambini di 11 e 4 anni. Di solito lei e il suo ex fidanzato passavano il sabato e anche le vacanze con noi.
Mia sorella ha lasciato per ben sei volte il suo ex fidanzato, avendo delle storie saltuarie di due o tre mesi per poi ritornare con lui. L’ultima storia che ha avuto, come ho detto, è durata tre mesi, durante i quali con me e con i miei figli non si è fatta più vedere, perché passava tutto il tempo a fare weekend, concerti, ecc.
Ora ha lasciato anche quest’ultimo e si sta facendo risentire: già sta insinuando che il sabato vorrebbe che io stessi a casa con lei o che le chiedessi di uscire con me, mio marito e i miei figli (io di solito esco insieme a mia cognata, anche lei sposata con due figli, con cui mi trovo molto perché è molto simile a me).
Mia mamma già sta dicendo: “Dai, chiamala, dille dove vai in vacanza, proponi di farla venire con te, ecc.” e mio marito, giustamente, si è arrabbiato soprattutto con mia mamma, che la copre sempre e vorrebbe che noi stessimo sempre ai suoi piedi portandocela appresso.
Come posso togliermela dai piedi senza litigare né con lei né con mia mamma? E soprattutto, sono io a sbagliare a non volerla con me? Non lo so, a volte, quando parlo con mia mamma, sembro io l’anormale, che ha creato una famiglia con due bambini “come Dio comanda” dopo 7 anni di fidanzamento e matrimonio.
E mia sorella sembra la santa, nonostante lei sappia che si è spassata la vita, a volte anche avendo il fidanzato a casa. Mia mamma mi ha anche confessato che le ha rubato 2.500 € dal suo conto e non le ha detto nulla perché soffre di ansia (sempre mia sorella) e ha paura che possa fare una sciocchezza.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve posso immaginare il suo disagio, pero' piuttosto che toglierla dai piedi e' comunque sua sorella magari proverei a parlarle. Bisogna gioire insieme in famiglia e vivere i momenti brutti sempre insieme. Magari lei sta bene o no con il suo fidanzato, il suo compito e' quello di starle accanto sempre ovviamente fino ad un certo punto e tollerare o meno determinate cose, come ad es. da parte di sua madre il fatto che abbia rubato soldi. Sicuramente ci saranno radici più profonde all origine di questi problemi. Se vuole ne possiamo parlare insieme. Ho lo studio a Melito di Napoli. Mi contatti, ci pensi e prendiamo un app... Un caro saluto dott. Ssa Serena Ronzullo 

Dott.ssa Serena Ronzullo

Dott.ssa Serena Ronzullo

Napoli

La Dott.ssa Serena Ronzullo offre supporto psicologico anche online

Grazie per aver condiviso tutto questo — e per la sincerità con cui lo hai fatto, perché non è facile mettere in parole una situazione che ti fa sentire "quella sbagliata" proprio quando, oggettivamente, sei quella che ha costruito qualcosa di solido.

La prima cosa che voglio dirti è questa: no, non sei tu quella che sbaglia. E il fatto stesso che tu te lo chieda dice molto di come funziona la dinamica nella tua famiglia.

Quello che descrivi ha un nome preciso in psicologia: si chiama triangolazione familiare. Tua mamma, probabilmente senza rendersene conto, fa da mediatrice tra te e tua sorella in un modo che finisce per proteggere sempre chi ha meno stabilità — e per chiedere a te, che sei quella "forte", di farti carico anche dei bisogni emotivi di tua sorella. Il messaggio implicito è: "Tu ce la fai, quindi adattati." Ma il fatto che tu ce la faccia non significa che i tuoi confini non contino.

E qui c'è un punto importante: la sensibilità che descrivi non è un difetto. È il segnale che qualcosa ti sta chiedendo più di quello che vuoi dare — e che hai tutto il diritto di non dare. Quando tua sorella sparisce per mesi durante le sue storie e poi si ripresenta aspettandosi di essere reinserita nella tua routine, non sta cercando un rapporto con te: sta cercando un cuscinetto per i momenti vuoti. E tu lo senti, anche se forse non te lo sei mai detta così chiaramente.

Il dettaglio dei 2.500 euro e la giustificazione di tua mamma ("soffre d'ansia, potrebbe fare una sciocchezza") è un campanello importante. Quando in una famiglia si inizia a tollerare comportamenti oggettivamente gravi per paura delle reazioni emotive di qualcuno, si crea un sistema in cui tutti camminano sulle uova — e chi paga il prezzo più alto è sempre chi è più equilibrato, perché gli si chiede di piegarsi.

Cosa puoi fare concretamente? Non servono grandi scontri. Servono confini morbidi ma chiari. Non devi giustificarti, non devi spiegare perché il sabato esci con tua cognata. Puoi semplicemente continuare a fare quello che fai, senza sentirti in colpa. "Questo sabato abbiamo già un impegno" è una frase completa. Non richiede dettagli, non apre negoziazioni.

Con tua mamma il discorso è più delicato, perché il suo comportamento nasce dalla paura — e la paura non si combatte con le argomentazioni logiche. Quello che puoi fare è smettere di cercare la sua approvazione su questo punto specifico: non la otterrai, perché lei sta proteggendo tua sorella, non giudicando te.

La cosa che mi colpisce di più di quello che hai scritto è la frase "sembro io l'anormale." Ecco, quel sentimento — sentirsi sbagliati quando si è nel giusto — è qualcosa su cui vale la pena fermarsi, perché di solito non nasce da questa singola situazione. Ha radici più profonde, nel modo in cui la tua famiglia ti ha sempre assegnato un ruolo: quella responsabile, quella che deve capire, quella che si deve adattare.

E forse è arrivato il momento di chiederti: questo ruolo lo hai scelto tu, o te lo sei ritrovata addosso?

È una domanda che può sembrare semplice, ma apre a un lavoro su di sé che può cambiare molto — non solo il rapporto con tua sorella, ma il modo in cui ti posizioni in tutte le relazioni della tua vita.

Dott. Umberto De Marco

Dott. Umberto De Marco

Napoli

Il Dott. Umberto De Marco offre supporto psicologico anche online

Quello che descrivi è un tema molto frequente nelle dinamiche familiari: il punto non è tanto “chi ha ragione”, ma come si stanno distribuendo responsabilità, aspettative e confini tra voi.

Non è sbagliato voler preservare la tua organizzazione familiare e i tuoi spazi. Il punto, più che escludere o includere tua sorella, è trovare una modalità che non ti faccia sentire obbligata o in colpa.

In queste situazioni, spesso è utile spostare l’attenzione dal dover “fare la cosa giusta per tutti” al capire cosa è sostenibile per sé, mantenendo relazioni ma con confini più chiari e personali.in questo forse un percorso individuale potrebbe aiutarti 

Salve Signora, lei ha una famiglia e, di conseguenza, è giusto che se ne prenda cura. Allo stesso tempo, anche voi avete bisogno dei vostri spazi, momenti che siano solo vostri, soprattutto durante le vacanze. Stabilire dei confini non significa voler meno bene, ma anzi costruire un rapporto più sano ed equilibrato.