Preadolescente con difficoltà alla secondaria e difficoltà educazionale

Mara

Il figlio del mio compagno vive con me e il padre ormai da 8 anni, da quando aveva 3 anni. Ho sempre avuto con lui un rapporto aperto e sincero, l'ho ascoltato, coinvolto, assecondato nei suoi interessi, ripreso, quando si comportava in modo non corretto, elogiato, quando lo ritenevo opportuno. Da bambino, è sempre stato insicuro, restio a fare sport di squadra o a mettersi a confronto con altri bambini, seppure per gioco, si è descritto sminuendosi e non trovando lati positivi di sé, nonché dicendo di non avere amici. Ha iniziato la secondaria in modo disastroso: continue dimenticanze di materiale scolastico, compiti non fatti, comportamento palesemente non tollerabile (mai violento, sempre per fare lo spiritoso...). Dice di odiare la scuola, scrive cose "cattive" (vuole che la sorella maggiore muoia, oppure millanta di aver spaccato le caviglie ad un bambino che gli aveva fatto un torto, questo - peraltro - in un tema!), si rivolge male al padre e alla sorella. A casa della madre, da quello che capiamo, vige una sorta di anarchia, intervallata da lavate di capo senza punizioni o altro. Non viene controllato lo zaino, né lo svolgimento dei compiti. I genitori stanno affrontando un divorzio complicato e la madre, grazie a delle bugie, ha da un anno dimezzato il tempo che prima i figli trascorrevano con il padre, oltre a tratteggiarsi come vittima innamorata, che vive nella povertà e fa mille sacrifici per comprare vestiti firmati ai figli e portarli al ristorante (la separazione è stata causata da relazioni extraconiugali della moglie, la quale, tuttavia, ha sempre detto ai propri figli di essere stata lasciata dal marito a causa mia, qualificandomi come amante, mentre in realtà io ho conosciuto il mio compagno mesi dopo la loro rottura). Da genitore sociale, io cerco di mantenere una coerenza con quello che è stato il mio atteggiamento passato. Anche per sgravare il mio compagno di parte degli oneri scolastici, cerco di controllare i compiti, mi impongo perché il ragazzino si lavi, metta a posto le proprie cose (sempre buttate per terra), controlli lo zaino, recuperi i lavori non svolti, e lo riprendo quando si rivolge in modo maleducato. Credo però in tal modo di rendere l'ambiente della nostra casa ancora più ostile (e quindi a lui meno gradito, magari accentuando il suo fastidio nei confronti della situazione, o sottolineando ancora di più la distanza tra un ambiente familiare deresponsabilizzante - con pro e contro - e uno, invece, più improntato alle regole e al rispetto di onori e oneri), sebbene il mio comportamento sia finalizzato a responsabilizzarlo, per portarlo all'autonomia almeno nel contesto scolastico, e a garantirne la pulizia e l'ordine. Mi chiedo, quindi, se, in un momento così delicato, sia meglio che io faccia un passo indietro, lasciando quindi integralmente l'onere educativo in mano al padre, oppure sia utile proseguire con questo tipo di atteggiamento. Ho suggerito al padre di parlare con il ragazzo, chiedendo semplicemente cosa potremmo fare per lui, per aiutarlo in questo momento, o come si sente quando sa di avere atteggiamenti palesemente non accettabili a scuola, ho riflettuto su migliorie pratiche che possano agevolarlo nella gestione del materiale scolastico, per eliminare alla base il problema della mancanza di materiale, ho suggerito al padre di concordare con la madre (dialogo molto complicato) una uguale linea di condotta di fronte a note e comportamenti disciplinarmente censurabili. In un momento in cui sia io che il padre siamo, per motivi diversi, attanagliati dai sensi di colpa, vorrei che questi ultimi non ci rendessero ciechi ed eccessivamente indulgenti.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Mara, mi spiace molto per la situazione. Ritengo fondamentale che voi possiate richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL