Spiegare bambino assenza paterna

Clara

Salve, vorrei sapere come spiegare a mio figlio dov'é suo padre e perché non c e.
Il padre é stato con il bambino dalla nascita fino a quando ha avuto 2 anni, dopo di che ha avuto una forte depressione, 2 ricerche di suicidio non riuscite e dei problemi di tossico dipendenza.
Data la gravità della situazione e l'età del bambino è stato allontanando affinché iniziasse un percorso di recupero che nell'attualità non ha dato i suoi frutti.
È passato ad essere totalmente assente, fisica, emotiva ed economicamente.
Ora mio figlio ha quasi 4 anni, a volte mi dice, mio padre non c'è perché si sta curando. Tempo fa decisi questa versione perché mi sembra un modo light di spiegare una malattia.
Il punto é che, dice, dove sta? Al che io semplicemente rispondo dicendo il nome del paese in cui vive. Ma oggi ho scoperto che lui crede che papà si sta curando e quando starà meglio tornerà. Cosa che probabilmente non accadrà, dato che suo padre deve presentare delle analisi che non presenta, per riattivare il rapporto col figlio, dettato da un giudice.
Quindi in una prospettiva a futuro, la realtà è che suo padre non ha le capacità psicologiche e vitali per poterlo educare o stare al suo fianco, per tanto è stato deciso che lui non ci sia. Non so come tradurre tutto questo in concetti semplici.
Oggi mi ha chiesto, e da cosa si sta curando? gli ho detto che si è fatto male alla testa. Come? Ho improvvisato, gli ho detto che ha preso un veleno. Metafora della droga.
Ma credo di essere entrata un concetto complesso e non so come sbrogliare la situazione.
In ogni caso cerco di essere neutrale tranquilla e sincera con lui. Ma non voglio che viva aspettando che suo padre ritorni..
E vorrei creare un relato semplice, da poter rendere più completo con l età. Ma la situazione è complessa ed incerta, perche nulla toglie che tra 2 anni il padre smetta di drogarsi e di vivere nelle condizioni catastrofiche nelle quali sta.
Grazie per l ascolto e l aiuto.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Clara,

del mondo suo interno e di suo figlio non sappiamo nulla né il contesto online lo permette.

Qui può trovare, nelle mie parole, solo un orientamento,  data la delicatezza di una situazione che vede il coinvolgimento stretto di due persone, cioè di Lei, di cui non è possibile conoscere in questo contesto il suo vissuto di madre e donna rispetto all’assenza di questo uomo, e del suo bambino, di cui in egual modo ignoriamo il vissuto rispetto all’assenza del padre.

Posso immaginare che per Lei debba essere  gravoso crescere da sola un figlio sotto tanti piani, cercando di rispondere ai bisogni affettivi di un figlio che cresce e che è portato a porle domande sul padre,  così come è altrettanto immaginabile che Lei stessa possa aver bisogno di elaborare il peso dell’assenza di questa figura in un compito esistenziale così importante.

Quello che mi sento di suggerirle è di non restare da sola a gestire i suoi bisogni personali di donna e madre, facendosi aiutare dal confronto diretto con professionisti, come ad esempio da quelli del servizio pubblico della sua zona (ad es. consultori familiari) dove può cercare lo spazio per elaborare i suoi bisogni, e trovare le modalità di comunicazione più adeguate per raccontare al bambino quanto è realmente accaduto.

Cordiali saluti

Maria Greco

Salve Clara, capisco il disagio che provate sia lei che il suo bambino. Meglio essere sinceri perchè i bambini captano che il genitore sta dicendo qualcosa di poco aderente alla realtà e potrebbero finire per crearsi delle storie e costruzioni inverosimili. Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarvi a trovare soluzioni utili per raccontare al bambino ciò che sta realmente succedendo.

Cordialmente, dott FDL