Separazione

Come superare una separazione

Cristina

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Come superare una separazione quando l'altro ti lascia tu lo ami mentre lui cancella senza nessun ripensamento o sofferenza 30 anni di amore e tu sei costretta a rivederlo tutti i giorni per problemi di lavoro?

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Credo che la sua situazione sia decisamente complessa e dolorosa, non solo per quato accaduto ma anche per il fatto che debba rivedere quotidianamente suo marito. Questo certamente rende ancora più faticoso accettare la situazione. Se lo desidera mi rendo disponibile per un colloquio qualora senta di non riuscire più a tollerare la situazione. Cordiali saluti
Gentile Cristina, inutile dire che la Sua è una situazione complessa che non può di per sé essere risolta tramite una semplice indicazione o consiglio. Cercherò solo di puntualizzare alcuni punti rispetto al suo disagio. Quanto sta vivendo appartiene alla dinamica della separazione, che ha le sue precise regole. Tempi e modi in cui si supera una separazione sono soggettivi, perché dipendono dalla natura dei bisogni che sostenevano la relazione e dalle personalità individuale, ma generalmente le fasi sono le seguenti: Negazione: negare che la cosa sia effettivamente avvenuta è una strategia psichica frequente subito dopo una separazione o un lutto. Il dolore può essere talmente intenso e intollerabile che la consapevolezza deve divenire cosciente solo per gradi e con un certo tempo. Sogni e fantasie spesso in questa fase rappresentano la negazione e offrono scenari in cui c'è un ribaltamento della situazione reale. Per quanto sia doloroso il ritorno alla realtà, si deve lasciare il tempo alla propria mente di poter accettare che la cosa è realmente avvenuta. Rabbia: perché proprio a me? Perché devo vivere questo? Cercare una risposta a queste domande è un tentativo di dare senso all'evento traumatico, lo si fa di continuo ed è importante non vederlo come una cosa inutile, ma come un modo di gestire le emozioni negative e di controllarne l'intensità, cercare di “dare la colpa” a qualcuno non deve far sentire indegni, ma è un atteggiamento giustificato per un certo tempo. Contrattazione: si cerca di negoziare con la persona che ha lasciato, per recuperare rispetto al “senso di amputazione dell'Io” che si avverte. In altri termini, se anche la persona non c'è più si cerca di potere ottenere ancora una sorta di riconoscimento di ciò che si è e di ciò che si è stati, si cerca di rendere inequivocabile la consapevolezza di essere stati amati e di aver amato, perchè dare un senso positivo al passato ci aiuta ad attenuare il senso di non valere nulla, che è attribuito al presente. Senso di perdita e depressione: è la fase più difficile. Si sperimenta l'angoscia della perdita. Tipico di questa fase è la difficoltà a dormire, i sogni ricorrenti, il pensiero che ritorna ossessivamente a ciò che si è perso e la sensazione di impazzire di dolore. In questa fase, più ancora che nelle altre, è importante non chiudersi in sé stessi, non pensare che gli altri siano stanchi o non abbiano voglia di ascoltarci, si deve volersi bene e pensare a sé prima che agli altri, fare ciò che sentiamo necessario per lenire il dolore, e dialogo e vicinanza (anche quando non ci si sente capiti) sono gli unici mezzi per affrontare questo momento. Accettazione: in questa fase si fa strada la possibilità di accettare la situazione, di comprenderla per quello che è e spesso capita di capire che in fondo il rapporto (che magari abbiamo idealizzato quando è finito) non era in realtà soddisfacente e che potremo avere altro, di migliore e di più adatto a noi. Se la storia è finita dubito che non sia significata niente per l'altra parte, questo è un suo pensiero e ricorre spesso in questi momenti: pensi invece se lei era davvero soddisfatta, spesso non è così. Può succedere che il rapporto sia vissuto come insostituibile perché ci offriva appoggio e sicurezza, ma non è poi detto che si trattasse di desiderio. Cerchi di iniziare a pensare al suo desiderio, e non pensi che da sola non ce la può fare perché non è così. Si ricordi che ha bisogno di essere ascoltata, e questo lo può fare solo una persona in carne e ossa con cui instaurare un dialogo, dunque cerchi questo perché la può aiutare molto. Cordialmente,
Gentile signora, capisco la difficoltà nel superare una situazione così difficile e complicata. Lei mi accenna ad una situazione di vita insieme lunga, in cui lei mi appare ancora molto legata alla persona, mentre il suo ex mi dichiara mostrarsi risoluto nella sua decisione; gli obblighi lavorativi non sono certamente facilitanti in questo momento. Molte sono le domande che si porrà sicuramente, ma risponderLe con due righe sarebbe molto riduttivo. Ora, gentile signora, sta affrontando una situazione luttuosa, di distacco che, leggendo tra le righe, sembra molto sofferta e difficile. Pensare di affrontare un percorso insieme ad uno specialista, può essere contemplato da parte sua? L'aiuto che potrà ricevere dallo specialista,sicuramente, Le potrà dare uno spunto di riflessione in più, per una modalità corretta di fronteggiamento di una situazione tanto dolorosa. Resto a disposizione nel caso volesse affrontare la sua situazione, invitandoLa a ricontattarmi a questo stesso indirizzo, per un eventuale possibilità di incontro e valutazione di un percorso di sostegno, se lo reputasse ovviamente necessario.
Cara Cristina, la prova che devi affrontare è molto difficile, ma rifletti: sei certa che l'uomo che hai avuto accanto per trenta anni ti abbia davvero amata? Forse anche negli anni passati ti sei accontentata di una illusione e allora ben venga la nuda realtà che ti costringe ad aprire gli occhi. Sulla tristezza di questa separazione potrai ricostruire una nuova vita e trovare un nuovo rapporto. Forte dell'esperienza che hai vissuto e rafforzata dalla tua capacità di amare tornerai a sorridere. Non perdere la fiducia in ciò che la vita ti può riservare. Ti auguro buona fortuna. Un caro saluto
Cara Cristina, quello che stai affrontando è sicuramente un momento molto difficile, e non esiste una "risposta pronta" uguale per tutti. Di certo ci sono molte cosa da fare: dovrai ricominciare da TE, dai tuoi punti di forza e dai tuoi obiettivi. Immaginarsi e costruirsi un nuovo futuro richiede energie, quando, come dicevi, ci si è per tanti anni immaginati con una persona. Puoi riuscirci da sola, o farti aiutare a trovare una tua nuova strada e a voltare pagina, nonostante la situazione lavorativa non sia dalla tua parte.
Cara Cristina, purtroppo dolori del genere si superano solo essendo consapevoli del dolore stesso, cercando di capirne le ragioni, ed evitando di cadere coattivamente nel futuro in situazioni analoghe di non-amore. Sforzarsi di non pensare all'amore perduto, così come pensare ossessivamente ad esso, genera solo l'effetto contrario ed aumenta la sofferenza. Cerchi piuttosto di ampliare il suo panorama interno ed esterno: nuovi libri, nuovi film, vecchie o nuove amicizie, nuova disposizione dei mobili in casa (magari bruciando le lenzuola usate insieme!), nuove uscite. La vita, se la si accoglie, predispone spesso nuove inaspettate sorprese. In bocca al lupo per la sua ricostuzione affettiva,
Gentile Sig Cristina, il dolore andrà via quando sarà elaborato e affrontato, dando un altro nome a ciò che prima era il nostro compagno e adesso non le è più. E' un percorso, passo dopo passo, riacquistando spazi e luoghi donando loro altre possibilità, che prima di tutto saranno nostre, sue. Costruire un nuovo posto dove stare bene, tanto dentro che fuori di sè. Se sentisse la necessità contatti un terapeuta che l'aiuti a camminare su questa nuova strada. Cordialmente,
Cara Cristina, un modo efficace per superare la separazione è quello di elaborare il “lutto” per la perdita di un amore che ancora lei sta vivendo ma che per l’altro è finito. Sicuramente, dopo trenta anni, non è facile e nemmeno poco doloroso ma non è impossibile ! Le consiglio di avviare un percorso personale,di farsi sostenere da un psicoterapeuta che utilizza anche l’EMDR. L’ EMDR è una metodologia particolarmente efficace per la elaborazione e il superamento degli eventi stressanti che destabilizzano l’equilibrio emotivo ed affettivo della persona mettendo in crisi la sicurezza esistenziale. Cordiali saluti

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