Separazione

E giusto continuare un matrimonio senza amore e una convivenza intollerabile?

Alessandro

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Buongiorno.
Mi chiamo Alessandro, ho 42 anni, sono sposato da 15anni e ho due figlie di 13 e 8 anni.
Da 4 anni sono in piena crisi matrimoniale.
Ci sono state molte disavventure in questi ultimi anni dovute principalmente da fattori esterni.
Premetto che non ci sono tradimenti, almeno dalla mia parte, ma penso nemmeno da parte di mia moglie.
Le disavventure di cui parlavo sopra sono state causate da problemi che io ho avuto con i miei genitori e con mia sorella.
Cerco di sintetizzare: mia moglie litiga con mia sorella per futili motivi, successivamente litiga con mia madre, io mi metto dalla parte di mia moglie per oggettive ragioni. Nel frattempo mi accorgo che i miei genitori, ospiti in una mia casa, non pagano condominio e tasse varie. Per far fronte alle spese attingo ad un conto corrente con somme ereditate dai nonni ma, nel momento del prelievo mi accorgo che erano scomparsi. Parte attrice mia sorella con la regia di mia madre.
Ne conseguono anni di cause civili e penali tutt'ora non evase.
Inutile dire che non ho più rapporti con i miei genitori e sorella.
Pochi mesi che succedesse questo increscioso, mia moglie decise di licenziarsi per fare la mamma a tempo pieno non del tutto da me condivisa ma accettata.
Lo scompiglio emotivo ed economico di ciò che ho raccontato sopra porta ad un trasloco forzato. Noi vivevamo a due passi dalla mia casa che a tutt'oggi vivono ancora i miei genitori.
La situazione invivibile creatasi porta alla scelta di una nuova casa, molto più piccola perché con un solo stipendio non potevo fare granché.
Giunti nella nuova casa inizia (e sono 4 anni) la nostra crisi matrimoniale fatta da litigi e discussioni il più delle volte davanti alle figlie visto che con 60mq di casa non ci si può nascondere più di tanto. Sono andato via di casa molte volte in quei momenti veramente duri, cioè quei momenti in cui lei mi continuava a stressare in maniera continuata e ripetitiva.
Sostiene che sono innamorato di qualche collega al lavoro, che mi piace mia cognata, che non mi impegno con i figli, che non sono più la persona che ero, etc etc..
Un ultimo episodio il fatto di aver scritto sul gruppo famiglia (dove c'eravamo io lei e mia figlia grande) "sto tornando a casa". Andò su tutte le furie. Sosteneva che dovevo scriverlo solo a lei.
Sono stanco di questi tira e molla casa-alloggio attuale. Non fanno bene a nessuno. Specie ai figli.
Io vorrei continuare con il matrimonio per i figli, anche se penso di non essere più innamorato di mia moglie ma la convivenza e' divenuta intollerabile.
Cosa dovrei fare?

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Alessandro, capisco dalle sue parole che vivere in un clima di tensione non è salutare per nessuno, gli elementi da approfondire nel suo racconto sono tanti, considerando la sua richiesta le posso semplicemente consigliare di proporre a sua moglie una consulenza psicologica di coppia. Problemi di comunicazione, aspettative delusioni, s'insinuano e accentuano tensioni. Non posso dirLe come continuerà e se continuerà in vostro matrimonio, ma con un aiuto esterno avrete la possibilità di rivalutare la situazione con occhi diversi.


Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.


Mi contatti pure privatamente.


Cordialmente.

Salve Alessandro


ha scritto molto bene che sono accaduti molti eventi nella vostra coppia e probabilmente gli eventi hanno destabilizzato il vostro equilibrio.


Prima di giungere ad una decisione definitiva vi suggerisco un percorso di terapia di coppia dove provare ad elaborare gli eventi accaduti e ritrovare un nuovo equilibrio possibile o impossibile.


Capisco che è un impegno importante intraprendere una terapia di coppia, ma penso che l'impegno più grande e coraggioso è garantire il benessere dei vostri figli.


Cosa ne pensa?


Buon primo maggio!

Buongiorno,


ho letto la sua storia famigliare, lei pone la focale della sua problematica nel rapporto matrimoniale, ma questa mi appare come un "sintomo" che invece si radica dal rapporto con la sua famiglia d'origine, dunque io vedo una complessità relazionale che a mio parere si è ripercossa nella relazione con sua moglie. Sarebbe indicata per voi una partecipazione ad un Gruppo di Psicoanalisi Multifamigliare, nel quale trovare un ascolto adeguato alla complessità famigliare di cui siete protagonisti. Potrà trovare indicazioni su questi Gruppi sul sito di Infiniti Angoli, oppure della LIPSIM.


Cordiali saluti

Buongiorno Alessandro,


la tua domanda è molto chiara e plausibile. La vostra crisi di coppia dura da diversi anni e forse non vi siete fermati in tempo a riflettere se ci fossero stati spazi per non farla proseguire/peggiorare. Alle vostre conflittualità relazionali si sono aggiunte problematiche economiche (un solo stipendio, una casa piccola per 4 persone etc..). Tu dici di esserti allontanato da casa diverse volte, dove hai soggiornato? Ti puoi permettere economicamente di vivere fuori della casa coniugale? Se sì il mio consiglio è quello di riuscire a parlare con molta calma con tua moglie e proporre per ora una separazione di fatto, con modalità adeguate simili a quella consensuale (assegno di mantenimento familiare, affidamento condiviso dei figli con residenza presso la madre e frequentazione degli stessi da parte tua). In questo modo le conflittualità e i litigi dovrebbero diminuire e potreste capire meglio cosa rimane della vostra unione. In aggiunta vorrei consigliarti una mediazione familiare che potrebbe aiutare entrambi ad approfondire ed analizzare le motivazioni della vostra crisi oltre che capire se la separazione è la scelta giusta per voi. Con i miei migliori auguri ti saluto cordialmente.

Salve Alessandro, ritengo che la cosa più opportuna sarebbe quella di intraprendere un percorso di coppia che vi aiuti a comprendere ed elaborare delle cose che sono avvenute e che possono aver comportato una sorta di alterazione del vostro "Patto di Coppia". Sarebbe complesso da spiegare qui cercando di essere sintetici ma diciamo che eventi come quelli che avete voi vissuto possono aver comportato una serie di vissuti negativi e carichi di rabbia in seguito ad una sorta di "tradimento" (mi ha colpito molto il fatto che lei avesse specificato che non siano stati) di un accordo inconscio che ogni coppia fa al momento in cui si forma la coppia. Sembra infatti curioso che proprio dopo tutti quelle vicende sia iniziata la vostra crisi di coppia. Per lavorare su questi aspetti la cosa migliore sarebbe appunto quella di farvi aiutare da un terapeuta di coppia che vi sostenga in questo processo. Nel frattempo quello che può fare è cercare di avviare una comunicazione per così dire "più autentica" con sua moglie. Anzichè parlare di ciò che avviene e discutere di un contenuto, come ad esempio il messaggio inviato, sarebbe opportuno che quando si sente attaccato, criticato o quant'altro, parlasse proprio di ciò che prova senza coinvolgere sua moglie ma concentrandosi sulle proprie emozioni e sentimenti.


Spero di essere riuscito a spiegarmi e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.


Buona giornata


 

Salve, mi spiace molto per la situazione che sta vivendo, credo che la soluzione migliore sarebbe quella di ritrovare un dialogo con sua moglie e capire come affrontare la situazione, per elaborare la condizione attuale e metabolizzare le situazioni conflittuali passate. Sarebbe opportuno iniziare una psicoterapia di coppia, che possa favorire una comunicazione efficace per ritrovare una relazione adeguata ai vostri bisogni e desideri del momento.


La saluto

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