Separazione

Mi perdonerà un ricatto morale come il tentato suicidio?

Alessandra

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Ho pensato veramente di voler morire senza mio marito, perchè quando mi ha detto che voleva la separazione ho visto solamente il nulla davanti a me. La sua freddezza mi ha paralizzata, non potevo credere che stessimo cercando casa due settimane prima e parlassimo di figli e poi la doccia fredda. Dopo ore e ore di discussione in cui di fronte a me avevo un muro, ho provato a tagliarmi le vene senza il coraggio di farlo veramente. Lui però ha visto ed è scattato il panico, e in lacrime mi ha promesso di darci un altra possibilità. Dicendo però che era un ricatto morale. Mi ha detto che non riusciva a gestire me e le mie reazioni, mi ha portata dalla mia famiglia e da allora è sparito.. Sono passate due settimane e io muoio di sensi di colpa, per aver cercato di tenerlo a me in modo sbagliato e averlo sicuramente traumatizzato; gli ho servito su un piatto d'argento la certezza che io sia la persona sbagliata? Riuscirà a perdonarmi e darmi un altra possibilità? In passato abbiamo avuto altre crisi in cui lui era incerto su di noi ma non siamo mai andati in terapia di coppia perchè lui non voleva. Io vorrei solo un ultima chance, con il supporto di un professionista, e non buttare via tanti anni passati insieme.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Alessandra, 


Dalle sue parole emerge bene il suo sgomento nel percepire la possibile perdita dell'amore del marito. Tuttavia quello che ha potuto fare nel rapporto sembrerebbe averlo fatto, alla sua proposta di rivolgersi ad un professionista di coppia suo marito ha espresso un dissenso, d'altronde possiamo cambiare solo ciò che ci compete, cioè le nostre scelte e i nostri desideri di vita.


Perchè non prova a darsi Lei una seconda possibilità, prendendo in carico la Sua situazione?


Avviare un percorso con un professionista potrebbe essere utile a comprendere quale varco abbia aperto la possibilità di perdere un amore per lei tanto importante, alla luce di un'analisi più completa della sua storia di vita, per dare voce alla domanda di aiuto che già porta con sé. Questa scelta potrebbe favorire l'instaurarsi di un rapporto di beneficio prima con se stessa e poi con il suo partner o con chi desidererà intraprendere il suo percorso di vita.


Si dia modo di esplorare questa possibilità e non esiti a contattarmi in caso di perplessità, rimango disponibile.


Cordialmente,


dott. Giancarlo Gramaglia

Cara Alessandra


vuoi ricucire lo strappo con tuo marito dopo le situazioni che hai descritto. È possibile? Tutto può essere possibile ma potrebbe essere opportuno valutare se davvero questo è il tuo bene. Chiediti cosa vuoi dal rapporto con lui e come mai non è stato possibile realizzarlo secondo i tuoi desideri finora. Da come descrivi la situazione valuta se è il caso di voltare pagina e iniziare una nuova storia. Se invece sei decisa a riconquistarlo allora non avere fretta e con calma prova a ricontattarlo accettando le sue condizioni.

Gentile Alessandra dalle sue accorate parole si comprende che la sua storia affettiva è proseguita nel tempo in modo altalenante. Non entra nel merito dei conflitti che l'hanno caratterizzata però afferma che lui non ha voluto condividere con lei un percorso di conoscenza e consapevolezza della vostra unione. È indispensabile essere in due ed essere molto motivati ad affrontare i problemi che ostacolano un'armonica vita di coppia. Pertanto, data l'entità del suo malessere, le consiglio caldamente di attivarsi per intraprendere un cammino psicoterapico individuale che l'aiutera' a capire meglio la sua condizione emotiva-affettiva. L'attività che svolgo da oltre 30 anni mi ha reso testimone di cambiamenti importanti nelle storie delle persone che hanno saputo prendere le redini della loro vita in modo più maturo e appagante. Molti auguri. Maddalena Bazzoli Psicoterapeuta Torino 

Cara Alessandra,


lei pone il problema in termini morali di perdono, come ultima possibilità di recuperare il rapporto con suo marito.


Ritengo che se vuole uscire dalla dolorosa situazione in cui si trova lei dovrebbe impostare la domanda in altri termini.


Da quanto descrive il vostro rapporto necessitava di una modifica da molto tempo.


Suo marito si è trovato di fronte ad un suo comportamento che l’ha destabilizzato ed è comprensibile la sua reazione.


Ma un rapporto che si basa su un ricatto del tipo autolesionistico non può andare bene né a lui, ma neanche a lei, anche se lei pensa di non poter vivere senza lui.


Il problema secondo me va affrontato da lei, indipendentemente da quanto farà suo marito.


Lei dovrebbe intraprendere un percorso che metta al centro il suo modo di intendere l’amore e rileggere il suo modello familiare che ha assorbito fin da bambina.


Solo dopo una maggiore consapevolezza del suo modo di funzionare e dopo che avrà conosciuto i suoi bisogni, può essere pronta per il futuro.


Lei non può sapere e neanche io come andranno le cose; potrebbe esserci un nuovo futuro insieme, oppure lei può scoprire altre forme di rapporto a lei più congeniali, con suo marito oppure con altri.


Se desidera davvero uscire più forte e più sicura di sé si rivolga con fiducia ad uno psicologo.


Se lo ritiene io lavoro anche a Torino o on line.


Un augurio


Giordana Milani

Buongiorno Alessandra. Il perdono è qualcosa che in fondo non siamo noi a decidere quando concederlo: è un processo lungo e profondo, fuori dal controllo reale della nostra volontà. In questo momento può aspettare e vedere cosa succede, esternando, se lo ritiene utile, i suoi sentimenti al marito così da cercare di aprire un canale comunicativo sincero, in cui mostrargli il suo dispiacere e la sua voglia di intraprendere un percorso con un esperto per migliorare il vostro rapporto.
Se decideste di intraprendere un percorso di questo tipo o se sentisse il bisogno di un supporto individuale per perdonare anche a se stessa ciò che le causa sensi di colpa, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Gentile Alessandra,


cosa la ha spinta ad un gesto così estremo? (quando si risponde provi a farlo senza giudicarsi ma faccia scorrere i pensieri e le emozioni che affiorano subito alla mente). Anche dalla sua descrizione sembrerebbe emergere forte frustrazione e stanchezza. 


Com'è la comunicazione tra di voi? Cosa può aver spinto il suo compagno a voler prendere questa decisione? Come state ora insieme? Come mai lui non vuole valutare una terapia di coppia?


Valutare se lui possa o meno perdonare un gesto di questo tipo non è possibile, ne avete già parlato tra di voi? Lei per prima potrebbe considerare un supporto psicologico per essere non solo ascoltata, accolta in questo momento difficile ma anche per conoscersi meglio e trovare le sue strategie personali per affrontare la sua vita personale e di coppia.


Resto a disposizione per 


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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