Ansia

Ansia o altro?

Mark

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Buongiorno a tutti sono qui per esporre il mio problema e sperare di trovare una via di uscita.
Allora ho 31 anni e sono circa 7 che soffro di ansia e attacchi di panico, i primi anni sono stati abbastanza facili da gestire in quanto l'ansia non comprometteva la mia vita in modo eccessivo il terzo anno invece mi sono ritrovato di punto in bianco ad avere un attacco di panico molto forte che mi ha spinto a tornare a vivere a casa con i miei per circa un mese( perché già convivevo con la mia ragazza) lei comunque è venuta con me a casa dei miei e come dicevo prima dopo circa un mese mi si è abbassato il livello Dell ansia tanto da tornare a casa da solo con la mia ragazza.
Ma da lì è iniziato il mio vero calvario ossia non sono più uscito da solo e non sono mai rimasto. A casa da solo, uscivo solo ed esclusivamente se la mia ragazza mi accompagnava.
Dopo un paio di anni abbiamo deciso di trasferirci al nord perché il padre della mia ragazza ha aperto una piccola fabbrica lì e ci ha proposto di andare a lavorare lì ....ma arrivati lì già dal primo giorno ho capito che poi non era cosi tanto bello perché mi trattavano sempre male mi sentivo umiliato insomma non era li che volevo stare. Al punto che ho deciso di licenziarmi ed ho trovato un altro lavoro che come per magia mi ha fatto passare l'ansia quindi ho iniziato dopo tanti anni ad uscire da solo per andare a lavoro e mi sono sentito benissimo... L'unica cosa è che quel lavoro era molto stressante (facevo il corriere) uscivo alle 4 la mattina e tornavo alle 8 la sera a casa così dopo pochi mesi ho iniziato a risentire ansia e panico e ho lasciato il lavoro.
Poi e successa una cosa bruttissima, per me devastante, praticamente una sera ero sul divano con la mia ragazza e ad un certo punto mi sono venuti in mente dei pensieri bruttissimi nei suoi confronti del tipo che la volevo picchiare fortissimo al punto che ho chiamato mia madre che abitava a 500 km da me e gli ho detto vieni subito che ho dei pensieri bruttissimi verso la mia compagna e ho il terrore di farle del male.
A quel punto dopo 2 giorni mia madre e venuta da me e dopo 15 gg ho deciso di tornarmene giù a casa mia e lasciare il nord per sempre... La mia ragazza è rimasta lì a lavorare con i suoi ancora per un mese ma poi mi ha raggiunto. Siamo stati un po' a casa dei miei perché non avevamo casa ma dopo qualche mese ci siamo trasferiti a casa nostra e tutto andava bene, mi venivano a volte questi pensieri ma come venivano andavano via quindi non ci facevo caso e comunque era tornata l'ansia al punto di non uscire da solo ma sempre con lei ma a me non pesava e a lei neanche.
Ora sono passati 2 anni da quando siamo tornati giù e da circa 2 mesi ho riniziato a sentire l'ansia fortissima al punto che non riesco uscire neanche più con lei ma solo con lei e mia madre insieme. Infatti mia madre al momento è venuta a stare da noi ma ovviamente se ne vuole tornare a casa... Io mi sento davvero molto impaurito perché ho paura di impazzire... Ho tutto il giorno da circa un anno e mezzo una sensazione addosso che il mondo non sia reale, durante la giornata senza motivo spesso mi sale un nervoso fortissimo che ho paura che un giorno non riuscirò più a controllare e far del male a qualcuno... E la cosa che mi da più noia è che appena mi alzo la mattina come apro gli occhi sento un nervoso fortissimo che mi fa venire brutti pensieri e sto male tutto il giorno.
Preciso che sono in cura con 8 gocce di citalopram da un mese e mi segue una psicologa ma sono qui a chiedervi aiuto perché non ci sto capendo più nulla e vorrei sapere sono una persona pericolosa e se quello che mi accade è solo ansia o sto impazzendo davvero.
Grazie a chi mi risponderà e scusate la lunghezza del post.

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno,


ho letto con attenzione ciò che ha scritto. Fra le altre cose dice che è seguito da una psicologa (non specifica se anche psicoterapeuta) e presumo anche da uno psichiatra visto che assume un farmaco.


Le chiedo: non è che è da rivedere il rapporto con la professionista? Non dal punto di vista della competenza perché certamente la dottoressa è assolutamente in grado di fare bene il suo lavoro, ci mancherebbe altro, ma dal punto di vista dell’empatia, della fiducia, di come lei fa tesoro del fatto che va in psicoterapia. Del valore che lei dà a questa cosa importantissima che fa per sé, per la sua crescita interiore. Mi sa che forse un serio esame di coscienza su questo potrebbe giovarle per poter poi procedere sulla strada della conoscenza di sé per poter essere in grado di uscire dalla situazione in cui si trova attualmente.


Se crede mi può contattare anche online attraverso il mio sito dove troverà i miei riferimenti.


In attesa la saluto cordialmente.


 

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