Non so cosa mi succede

Riccardo

Buonasera, da marzo soffro di ansia. È iniziato tutto con un attacco di panico e successivamente l’ansia è stata sostituita da derealizzazione e depersonalizzazione, con conseguente lieve depressione in quanto a causa del primo disturbo vedevo tutto in maniera irreale, finto ecc… L’ansia e gli attacchi di panico sono stati indagati, credo di aver sciolto i conflitti e di conseguenza anche la derealizzazione e depersonalizzazione si sono attenuate e sono in via di guarigione. Tutti i miei sintomi mi hanno portato a notare quanto fosse disfunzionale la relazione con mia madre, quanto soffrissi per come si comportava nei miei confronti. 3 settimane fa con calma ho detto tutto ció che mi è mancato, di quante volte ho sofferto perché non mi sentivo integrato all’interno della famiglia e mi sentivo loro nemico pur non avendo fatto niente. Purtroppo facendo notare tutto ció sono stato aggredito verbalmente e fisicamente e finalmente ho avuto modo di sfogare tutta la rabbia repressa che covavo da un anno. Come dicevo prima ho incassato per un anno intero comportamenti, parole, fatti perché ero abituato a reprimere sempre tutto. Dopo l’ultima discussione violenta sia verbalmente che fisicamente mi sono trasferito da mio papà( sono separati i miei genitori). La prima settimana ero molto provato e stanco, probabilmente quello sfogo di rabbia mi aveva lasciato senza energie, successivamente piano piano stavo sempre meglio fino a quando non decido di chiamare mia madre ed evitare di mettere un muro fra me e lei. Ho ragionato molto su ciò che sentivo e ho sentito di voler mantenere il rapporto in modo distante in modo tale che lei non possa ferirmi e io non mi aspetti niente da lei. Il problema è sopraggiunto quando per puro caso l’ho vista e mi ha “pressato” mi ha chiesto quando ci rivedremo, che se volevo la casa era aperta, che se volevo potevo venire a cena ecc.. A questo ho risposto con un “ non mi sento pronto” ma 40 minuti dopo mettendomi a letto ho avuto un mini attacco di panico( mini perché l’ho bloccato con la respirazione) e nei giorni successivi compreso oggi credo si sia scatenata una sorta di depressione, non so perché ma era tornata l’ossessione del pensiero suicidario, paura di perdere il controllo, stanchezza, accenni di ansia. Fino a quando ieri sera ho avuto febbre a 38, malditesta, brividi di freddo e un forte bruciore/pizzico alla coscia sinistra che non avevo da un bel pó ( questo bruciore l’ho avuto perennemente per due settimane dopo che sono andato via di casa). Dopo aver sudato moltissimo di notte questa mattina non ho più niente a parte un po’ di malditesta.
È possibile che vedere mia madre, essere pressato mi faccia così male? È possibile che voglio il mio tempo senza vederla? È possibile che questa febbre sia uno sfogo dovuto al suo incontro? Da un po’ di tempo penso di voler andare via un mese in posti come il Perù, dovrei assecondare questa mio sentire?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Riccardo, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso poichè comprendo  quanto possa essere difficile gestire tutto ciò.

L'attacco di panico rappresenta un allarme rispetto ad una situazione ed un periodo di vita evidentemente stressanti pertanto, per tale motivo, è necessario cercare di contestualizzare il sintomo alla sua storia di vita ed alle sue esperienza personali, remote e prossime.

Dunque ritengo importante che lei richieda un consulto psicologico al fine di approfondire la situazione con maggiori dettaglia, elaborare  pensieri e vissuti emotivi connessi e per trovare strategie utili per fronteggiare l'ansia ed i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

Il Dott. Francesco Damiano Logiudice offre supporto psicologico anche online

Buona sera,

ho letto attentamente la sua richiesta e quello che ho sentito è una profonda rabbia legata forse a qualcosa che ha a che fare con la separazione dei suoi genitori, che ha scritto tra parentesi, come se fosse ancora un conflitto non del tutto elaborato. C'è anche solitudine e desiderio di appartenenza a un gruppo nel quale non riesce ancora a trovare un posto. Senso di colpa per essere stato aggressivo nei confronti di sua madre, come se fosse lei l'origine di tutto il suo malessere.

Avverto confusione, che scaturisce attraverso auto diagnosi che risultano abbastanza importanti (depersonalizzazione e derealizzazione) e che potrebbero dipendere da diversi fattori.

Sarebbe interessante conoscere meglio il suo vissuto e la sua vita attuale (lavoro, relazioni sentimentali e amicali, hobby ecc...). Così come sarebbe utile conoscere le modalità attraverso le quali è riuscito a "indagare l'ansia e gli attacchi di panico".

Il desiderio di girare il mondo potrebbe essere dovuto a una ricerca di sè. Forse non si sente ancora completamente indipendente ed è infastidito dal suo stesso desiderio di dipendenza e di approvazione da parte di sua madre. In realtà, durante questo periodo evolutivo, è fisiologico avere queste sensazioni.

Non parla della figura paterna e del rapporto che ha con suo padre; sarebbe utile conoscere anche questo.

Se le va di parlarne di presenza, mi contatti pure.

Dott.ssa ROBERTA MANGIAMELI

PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA

Buongiorno Riccardo. Per dare una risposta adeguata alle sue domande e alla luce della situazione che riporta, potrebbe essere utile iniziare un percorso con un esperto in grado di approfondire la relazione con sua madre e le sensazioni che prova quando la incontra, ripercorrendo anche la vostra storia relazionale di genitore-figlio così da individuare eventuali punti critici che potrebbero aver causato attriti. Con le informazioni a disposizione, sebbene sia stato molto chiaro e preciso nell’esposizione dei fatti, risulta difficile darle indicazioni precise. Di sicuro, se non se la sente di rivedere sua madre e crede che un periodo lontano da lei possa farle bene ha tutto il diritto di “prendersi una pausa” e pensare a se stesso, dandosi così tempo anche per riflettere sulle emozioni che prova.
Se ritiene che un percorso di supporto psicologico possa esserle d’aiuto nella gestione e rielaborazione delle emozioni che sta provando, che sono certamente molto intense, mi rendo disponibile online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.