Ansia

Ansia e tristezza

Luna

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La mia storia è complicata. Ho una vita perfetta, ho avuto un'infanzia/adolescenza fantastica priva di ogni trauma o stress. Ai miei 20/21 anni ho iniziato a soffrire d'ansia, avendo anche alcuni episodi di attacco di panico. Ho iniziato una terapia analitica che purtroppo non mi è servita a nulla. L'ansia aumentava e gli attacchi di panico pure ma tutto ciò era gestibile, non intralciava troppo il mio quotidiano né mi faceva soffrire. Une sera di luglio, tornando da casa di un amico, mi assale un'ansia allucinante, passo la notte in bianco e là inizia il peggio. Passo 3 giorni a piangere, a sentire un senso di malessere, di vuoto, di perdita di senso, l'ansia mi immobilizza...mai mi ero sentita peggio in vita mia. Un secondo episodio avviene dopo essere tornata dalle vacanze. Passo una settimana in preda al panico, non uscivo di casa, piangevo senza sosta, non mangiavo (persi 6 kg in quel periodo), avevo solo tanta paura di restare così per sempre e paura di uscire, di fare qualsiasi cosa. Le cose si sono poi calmate, ho iniziato une terapia cognitivo comportamentale a settembre e i miei episodi d'ansia sono andati diminuendo, ho iniziato ad apprezzare la vita come facevo prima che tutto ciò accadesse (ci tengo a dire che prima di tutto questo ero la persona più felice che conoscessi, amavo la vita, amavo ridere, avevo voglia di fare mille cose). Qual è il problema? Allora, mi sento quasi interamente ristabilita: ho ripreso a fare tutto come prima, mi sento felice e ho ricominciato ad amare la vita. Però, e questo quasi ogni giorno, sento come una sensazione di tristezza. Questa tristezza non è costante e non mi impedisce di fare le cose. Continuo a ridere, ad organizzare mille cose, ad apprezzare le piccole cose...però c'è questa strana sensazione che resta in un angolo del mio essere. A volte la dimentico e non ci sono problemi però altre volte ci ripenso e sento questa sensazione salire piano e finisco bloccandomi su questa. Non direi sia depressione perché non presento alcun sintomo se non questa vaga tristezza che non riesco a definire. La mia paura è che non se ne vada più perché sono mesi che (a seconda dei periodi) la sento quasi ogni giorno e mi da fastidio. Continuo a vivere la mia vita come se niente fosse ma questa cosa mi turba molto, mi impedisce di stare bene come vorrei. In alcuni momenti mi sento davvero uno schifo e provo a fare di tutto per distrarmi, ma resta sempre lì. E quando cerco sui forum non trovo nulla che corrisponda a come mi sento. A volte penso che sia dovuto alle mie ruminazioni ma non sono sicura. Può passare? La mia vita tornerà mai completamente come prima? Perché nonostante sia quasi del tutto ristabilita questa tristezza persiste? A cos'è dovuta? All'ansia, depressione?

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Luna, quelle che sta descrivendo sono molte sensazioni e riflessioni profonde, non è necessario che rientrino in categorie diagnostiche precise per essere meritevoli di attenzione proprio perché, come lei stessa riporta, la “turbano e le danno fastidio”. Il persistere di una sensazione di tristezza anche quando in apparenza all’esterno tutto sembra risolto e tranquillo può avere molteplici cause, nessuna delle quali purtroppo esplorabile online o da remoto. Penso che nel suo caso valga la pena effettuare un lavoro su se stessi, col supporto di uno psicologo professionista, proprio per definire quella “vaga tristezza che è lì, presente, ma che non riesce a definire”. Arrivare a definire queste sensazioni, dare loro un nome e un motivo per il quale ci sono, credo proprio sia il nocciolo della questione da cui partire per poterle risolvere o per convivere serenamente con esse. Una emozione o sensazione anche se percepita come “negativa” ha sempre un valore e un significato, spesso avere una vita piena ed autentica significa proprio esplorare ogni emozione che il nostro corpo e la nostra mente ci regalano. Non si lasci spaventare dalle emozioni, si può imparare a convivere con esse e a gestirle. Cordialmente.

Salve Luna, la comprensibile ricerca sui forum difficilmente trova risposte perché spesso quest'ultime dipendono dalla propria storia di vita.


Accenna ad una terapia analitica, come mai è stata interrotta? La successiva terapia sembra averle permesso di ripristinare un senso di equilibrio che però, a quanto dice, avverte ancora come precario.


Le consiglierei una consulenza per comprendere le ragioni profonde di queste sue sensazioni.


Un cordiale saluto.

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