Ansia

Ansia generalizzata: cosa fare? a chi rivolgermi?

Salvatore

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Soffro da molti anni di ansia generalizzata: ogni problema privato mi arreca uno stato di agitazione fuori dal normale. L'ho sempre saputo, ma ne ho ricevuto conferma tre anni fa, quando ebbi un problema fisiologico specifico, e i medici confermarono che era dovuto ad ansia. Purtroppo anche in quel caso non decisi di iniziare una terapia a lungo termine, e una volta risolto il problema specifico non mi curai più del problema profondo.
Le cose sono molto peggiorate da allora, anche per ragioni contingenti. Ho iniziato un dottorato di ricerca che mi arreca enorme stress, senso di inadeguatezza e 'sindrome dell'impostore'. La mia ragazza è lontana per ragioni di studio e mi sono isolato molto dai vecchi amici.
Fatico a descrivere di cosa soffro perché come detto non ho mai frequentato un esperto con continuità. Posso dire solo di reggere malissimo il minimo stress e avere crisi di pianto. La testa a volte si fa molto 'pesante' e l'unico modo per far passare questa sensazione è passare anche ore in totale inattività.
Per prima cosa voglio chiedervi se vi sono delle pratiche salutari che posso condurre anche da me. In secondo luogo: ho provato a cercare su internet professionisti della mia zona ma ce ne sono molti e non so a quale figura professionale specifica riferirmi, o per quale motivo preferirne uno piuttosto che un altro; voi che consigli mi date?

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Salvatore,


credo che sia proprio arrivato per lei il momento di prendere in mano la situazione e di affrontare non solo il carico di stress che vive attualmente, ma più in generale ciò che le ha impedito finora di prendersi cura di se stesso con continuità. L'ansia generalizzata è estremamente invalidante anche perché tocca più ambiti di vita, rende sempre più piccolo il nostro margine di manovra, il nostro spazio vitale, ci toglie via via soddisfazioni e possibilità. La "fuga" nell'inattività può dare temporaneamente un po' di sollievo, ma purtroppo cronicizza il problema perché nell'inattività la mente continua a rimuginare e, non facendo nulla, si rinforza l'idea di essere inadeguati, fragili, sbagliati.


Tante sono le cose che si possono fare anche da soli per alleviare lo stress (praticare attività fisica leggera, fare yoga, ascoltare musica, disegnare o colorare mandala, prendersi cura di un animale...), ma da parte mia le consiglio vivamente di porsi l'obiettivo di essere più costante rispetto al passato e di intraprendere (e proseguire) un percorso di terapia ad orientamento cognitivo-comportamentale, l'approccio d'elezione per questo tipo di problematica.


Le faccio i miei migliori auguri


 

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