Attacchi di panico

Stefano

Circa un anno fa mi sono separato dalla mia compagna dopo circa 15 anni, è stata una storia bella e intensa, ma contraddistinta purtroppo da problemi di depressione di cui lei soffriva e dalla quasi totale mancanza di rapporti fisici e, anche quei rarissimi, sempre vissuti senza alcun acuto, ad eccezione del primo anno. Dopo un anno dalla rottura, qualche mese fa, ho conosciuto una ragazza e mi sono innamorato, son bastate poche settimane ad entrambi per perdere completamente la testa. Sono felice, felicissimo. Ma c’è una parte di lei e di me che mi crea problemi e mi annichilisce. Riguarda il suo passato. Ha avuto una lunga relazione con un uomo sposato che è proseguita fino alle prime settimane delle nostre uscite. La cosa mi crea problemi perché purtroppo nella mia famiglia è un argomento scoperto che ha segnato la mia infanzia profondamente, oltre a questo per 15 anni ho vissuto con una persona per la quale il sesso era un tabù, una cosa superflua, sporca, per certi versi. Credo mi sia entrata dentro questa idea stupida. E quando la mia compagna attuale, donna meravigliosamente emancipata sessualmente, sente la necessità di entrare nei dettagli del suo passato, io crollo emotivamente. Non sono geloso e ho sempre trovato la gelosia retroattiva un sentimento maschilista, contraddistinto da un senso di possesso. Non indago, non chiedo, non sono ossessionato dal sapere. Se esce sono tranquillo, mi fido ciecamente. Non è un problema di possesso, temo sia purtroppo una questione di valori. Argomento che mi provoca vergogna solo a pensarlo. Perché non voglio giudicare e credo che ognuno debba poter vivere come meglio crede. Tutto questo mi spiazza e mi chiude la gola, il petto e mi impedisce di dormire. Oltre alla sofferenza per i dettagli svelati con i quali faccio i conti, devo affrontare anche un po’ di repulsione verso me stesso, dato che mi trovo a dover fare i conti con moralismi e pregiudizi che non credevo mi appartenessero.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Stefano, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Stefano,

questa nuova relazione le sta offrendo l'opportunità di una riflessione su se stesso, che già autonomamente ha iniziato come si evince dalle sue parole. A volte ha senso andare ad individuare dove e come certe convinzioni si sono radicate per poi decidere consapevolmente se sono davvero parte di noi e quindi come viverle nel rispetto prima di tutto, di noi stessi. Per aiutarsi in questa esplorazione potrebbe valutare la possibilità di un breve percorso di supporto psicologico al fine di risolvere rapidamente i suoi dubbi e l'ansia che ne consegue.

Le faccio i miei auguri,

restando a disposizione,

cordiali saluti,

dott.ssa Alessandra Raffin