che succede?

sara

Buongiorno, sono una ragazza di 29 anni, è da un po paio di mesi che sto vivendo una situazione particolare, particolare nel senso che è la prima volta in 29 anni che attraverso un momento simile. Ho un carattere molto particolare, sono un controsenso continuo, non ho autostima e non credo in me stessa o in quello che faccio, odio vantarmi o dire che sono riuscita a fare bene qualcosa e preferisco denigrarmi per non passare per spocchiosa, ma sono molto fissata con l estetica e l 'apparenza, cerco di essere sempre sistemata e carina, sono molto permalosa se qualcuno scherza con me prendendosi confidenze che io stessa prendo con loro, me la prendo tanto sul personale pensando che in realtà non stanno scherzando ma lo dicono perchè non mi vogliono bene. Quando tengo a qualcuno do il 100% di me stessa e a volte esagero perchè poi le persone si stufano e se ne vanno.. ho la fortuna di avere una bella famiglia e unita, ho trovato un ragazzo con cui sono stata insieme per quasi 4 anni fino a poco fa, il quale è una persona stupenda... Tutto quello che non sono io.
Dopo questa premessa...
Per fare un riassunto di questi ultimi 4 anni...
ho conosciuto questo ragazzo mentre mi stavo lasciando con il mio ex con il quale avevo una relazione alquanto tossica...
ho conosciuto questo ragazzo e per la prima volta mi sono sentita un altra persona, mi sono sentita la più bella del mondo e capace di fare qualsiasi cosa, è stata la prima volta a cui ho creduto sinceramente ai complimenti di una persona... per me è stato un colpo di fulmine e cosi è iniziata la nostra storia. Ovviamente più passa il tempo e più le persone si accorgono dei difetti dell'altro, ( io ne ho molti lo riconosco) il problema è che per me i difetti che vedevo in lui erano inaccettabili, dai 6 mesi in poi abbiamo avuto discussioni solo per quello infatti, per un suo difetto che lui non sarebbe mai riuscito a cambiare e anche se lo avesse cambiato io ne avrei trovato sicuramente un altro conoscendomi..
siamo andati a convivere ed è stata un esperienza positiva per i due anni in cui abbiamo vissuto insieme, lui sa cos è il rispetto per una donna, sa valorizzarla e prendersene cura, è un lavoratore, ama viaggiare e buttarsi in nuove avventure senza un programma... purtroppo l unico difetto che ha è l essere blando. E questo si riflette sulla pulizia della casa e sulla persona... oltre a questo io ho ho preso la Diane causa ovaio policistico per un anno e mezzo circa la quale so che può causare disturbi a livello emotivo a volte.. nel frattempo compriamo casa e la ristrutturiamo, andiamo a vivere nella taverna dei mie genitori e quindi per me è stato un anno fantastico perchè avevo la mia casa che per me è la più bella e avevo la mia famiglia vicino a me ogni giorno e questo mi piaceva, avevo il mio ragazzo e la mia famiglia nello stesso posto. per me era fantastico ma solo per me suppongo . a capodanno di quest anno la casa è pronta e noi decidiamo di entrarci per fare la cena di capodanno insieme agli amici, già quando siamo entrati in casa nuova non ho avuto quell'euforia che si dovrebbe avere per la casa nuova e mi ha fatto parecchio strano... passano i mesi e iniziano i miei problemi. Ci prendiamo il covid per la seconda volta e siamo chiusi in casa nuova a fare la quarantena, fortunatamente tra di noi va tutto alla grande non abbiamo problemi a stare tanto tempo insieme... fisicamente invece iniziano i miei problemi. Da marzo ho iniziato ad avere tachicardia notturna o prima di andare a letto...e pianti improvvisi. Durante il giorno o la sera mi veniva un magone enorme e mi veniva da piangere come se fosse successa una tragedia. I miei genitori essendo preoccupati mi hanno detto di tornare a casa e che secondo loro non ero felice con il mio ragazzo, un amica mi dice che non ci vede bene insieme, mentre tutti gli altri che mi conoscono da più tempo mi dicono che potrebbe essere l ansia nell'essermi messa in un rapporto serio e aver iniziato questo progetto con un fidanzato... una sera decido di andare la pronto soccorso i miei battiti erano a 120 e dopo avermi visitata mi danno un paio di gocce di diazepam e torno a casa a farmi una bella dormita. fisicamente sono perfetta ho fatto visite dal cardiologo ecc ecc nel frattempo ho lasciato il mio ragazzo e sono tornata a casa dei miei. Pensavo di risolvere il problema ma non è stato cosi.. ho avuto episodi di tachicardia e di pianti, poi sembrava tutto apposto... e ieri quando i miei genitori sono partiti per la Croazia per il weekend sono scoppiata in un pianto dei miei soliti. Mentre guidavo per andare ad un compleanno mi è venuto un magone enorme e sono scoppiata a piangere come se mi fosse morto qualcuno, e l unica cos a cui pensavo era che mi manca mia madre...poi una volta tornata a casa, con mio fratello e i suoi amici , mi è passata...
Sono preoccupata perchè è la prima volta che attraverso un periodo cosi strano. non ho mai sentito la mancanza di mia mamma se non da piccola..non so cosa stia succedendo nella mia testa ma vorrei trovare il modo per affrontare la situazione e risolverla sperando non ricapiti mai più. Non è normale che a 30 anni uno si metta a piangere perchè gli manca la mamma, lei è sempre stata presente non mi ha mai fatto mancare nulla e io ho sempre vissuto bene la mia libertà...quindi non so cosa stia succedendo.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Sara,

ho letto con attenzione quanto ha scritto e quando le emozioni arrivano in modo così impetuoso è per segnalarci la nostra tendenza a dar troppa attenzione in modo rigido e ipergiudicante alla nostra sfera cognitiva e razionale, ovvero a una ricerca di un perfezionismo che talvolta limita il senso della completezza: ad esempio la natura è meravigliosa non perché sia perfetta, ma perché è completa.

Noi entriamo in rapporto con gli altri così come le varie parti di noi stessi comunicano tra loro e i modelli relazionali li acquisiamo nella relazione con i nostri genitori durante l'infanzia.

Se consideriamo la persona come un arcipelago potrebbe accadere che ci sia un'isola "EDEN" che fatica a comunicare in modo armonioso con il resto dell'arcipelago rimanendo isolata pur essendo la più curata: ovviamente le altre parti non ricevendo la stessa attenzione possono protestare! Le emozioni stanno tentando di collegare tutte le isole esattamente come si fa con l'oro nell'arte del kintsugi.

Le emozioni non sono il problema, semmai la soluzione.

Le indicherei di rivolgersi a un professionista della sua zona per comprendere le Sue difficoltà approfondendo la sua storia personale e famigliare.

Buona fortuna.

Dr. Cisternino MDPAC (ricevo a Torino e online).

Salve Sara, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL