Ansia

Come prendere in mano la propria vita?

Alessia

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Salve sono una ragazza di 22 anni e sin dalla mia infanzia la mia enorme insicurezza mi ha in qualche modo impedito di vivere con serenità.
Con la crescita, nonostante la mia consapevolezza del problema, sedute dallo psicologo, e la voglia di provare a vivere senza ansie e paure, mi rendo ancora conto che il problema persiste e mi impedisce di vivere la vita che vorrei.
Sono sempre lì pronta a giudicarmi e disprezzarmi, pensando che la vita dei miei coetanei sia migliore e che riescano nei loro obiettivi, senza rendermi conto di tutto ciò che ho fatto io finora nella vita.
Insomma, in questo momento della mia vita, arrivata quasi a discutere la tesi in Fashion Design, mi rendo conto che questo mio atteggiamento mi sta portando sempre di più alla deriva, non vorrei laurearmi e continuare a vivere una vita piena di mille pensieri sbagliati, e in qualche modo continuare a compromettere il mio futuro.
Ho molta voglia di mettermi in gioco, di utilizzare i miei progetti per parlare alla gente, di mostrare ciò che sono senza paura, di aiutare gli altri, ma le mie mille insicurezze mi stanno impedendo tutto ciò. Ogni volta che provo a lasciarmi andare nella vita, mi si chiude il petto e l'ansia mi fa chiudere sempre di più con tutto ciò che mi circonda.
Sono stanca di tutto ciò, penso di meritare di godermi quello che ho e di sentirmi gratificata ogni tanto.
Scusate la mia confusione ma non so come spiegare meglio i miei sentimenti.
Grazie.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Alessia


lo dici anche tu che "sei stanca e vuoi prendere in mano la tua vita". Stai raggiungendo un traguardo importante. Sei riuscita a raggiungere degli obiettivi, e non sei ferma. Questo è molto importante. Non so se stai proseguendo con la psicoterapia, ma forse, continuare potrebbe aiutarti a "credere maggiormente in te stessa" ed avere più fiducia nelle tue capacità. Non mollare e cerca di capire, attraverso il tuo percorso psicologico, cosa ti blocca e cosa puoi fare per procedere al meglio (come già stai facendo).


ti auguro buona fortuna


Dott.ss Elisa Danza

Gentile Alessia,


è comprensibile che sia stanca di sentire che la sua vita è condizionata dalle insicurezze e dall'ansia. Ha tutto il diritto di riuscire a godersi le belle esperienze che sta per vivere, come la laurea, senza avere continuamente questo tipo di problemi in aggiunta.


Quello che le consiglio è parlare con lo psicologo che l'ha seguita, se possibile e se ci si è trovata a proprio agio ed esprimere questa insoddisfazione. Il collega le potrà spiegare perché a suo parere, con le sedute effettuate, la problematica non si sia risolta. Potrebbe essere, ad esempio, una questione di durata o di metodo.


Se non le fosse possibile questo confronto, rimango disponibile per altri chiarimenti attraverso il modulo contatti.


Molti auguri per il suo percorso


Francesca Fontana

Carissima,


il disagio che tu lamenti è più comune di quello che pensi. Molti ragazzi e ragazze attraversano momenti di confusione, se non di vera e propria chiusura e immobilità, durante il processo di costruzione della propria identità e del proprio futuro. Questi sentimenti di paura e confusione tendono ad aumentare in prossimità dei cambiamenti, come la tua imminente laurea. Per cercare di prendere in mano la tua vita e goderti le soddisfazioni che giustamente pensi di meritare, è importante intraprendere un percorso psicologico che ti aiuti a cambiare gradualmente il tuo modo di pensare, di interpretare i fatti e di giudicare te stessa in modo che sia più aderente alla realtà e meno dettato dalla tua tendenza ad autosabotarti. Il mio consiglio è quindi di contattare al più presto una psicologa o psicologo che possa aiutarti in questo senso.


Forza! 


Un grande in bocca al lupo


dott.ssa Eleonora Ubertis Albano

Buongiorno Alessia. Quello che racconta mi riporta allo spinoso tema di quanto le parole non bastino. È così che tante psicoterapie falliscono. Purtroppo quello che si trova "sul mercato" è ormai vecchio, sfinito... Per lavorare efficacemente sull'insicurezza occorre un lavoro esperienziale, concreto e che vada alle basi del sintomo. Se vuole, il mio approccio è sicuramente diverso da quello della quasi totalità dei colleghi.


Mi trova facilmente su web.


In bocca al lupo!


Marcello Schmid

Ciao Alessia, sono perfettamente d'accordo con te: meriti di goderti i risultati che hai raggiunto, di sentirti gratificata per i talenti che possiedi e di concederti di sentirti orgogliosa di te stessa.


Ansia e paura sono emozioni "normali" nella vita di ogni essere umano, ma nel tuo caso, mi sembra di capire abbiano raggiunto livelli di forte intensità, non adeguati alla "realtà" esterna che stai vivendo.


Ciò dipende dalla modalità con cui ti rivolgi a te stessa, fin dall'infanzia, probabilmente interiorizzata attraverso una figura importante di riferimento e magari anche su base genetica.


Il lavoro importante da fare è modificare il tuo dialogo interiore, sviluppando amorevolezza verso te stessa, non giudizio e accettazione, legittimazione a valorizzare ciò che di bello sei e hai raggiunto. Hai mai sentito parlare di Self-Compassion? Fondamentalmente dobbiamo trattare noi stessi con maggior gentilezza e tolleranza.


Certo, questo cambiamento non avviene da un momento all'altro, è un percorso da costruire insieme ad un professionista, tramite questo viaggio potrai arrivare a pensare e a sentire a livello emotivo e di sensazioni corporee:"Im enough, I do enough, I know enough!


Se vuoi possiamo fare questo breve percorso di vita insieme....

Gentile Alessia, 


lei non si deve scusare per come ha espresso il suo messaggio. 
La vorrei, invece, far soffermare su vari aspetti:


1) Si riesce, molto bene, percepire la sua pesantezza, la sua voglia di rinascita e forse anche la voglia, per la prima volta, di sentirsi veramente capace e di poterselo dire lei per prima.


2) Il giudizio che cita anche a parole proprio dalla conclusione (lo scusarsi) è indice di importante giudizio personale che lei mette in pratica quotidianamente: non sentirsi all'altezza, non credere di far bene, ecc. 


Essendo lei molto giovane capisco la voglia e la ricerca costante di un benessere per se stessa. 
Come mai aveva già intrapreso un percorso di psicoterapia ? Per l'autostima? Quale è stata la fine? Sua scelta, si sentiva bene, aveva raggiunto l'obiettivo, non si trovava con il professionista? 
cosa la sta bloccando ora con la laurea? Potrebbe essere paura del futuro? Paura della novità o del cambiamento? Cosa accade una volta che riconosce il suo obiettivo raggiunto? Mi sembra di capire che poi si interrompe qualcosa dopo.


Le consiglio di rivalutare un percorso personale dove tornare a indagare gli aspetti che le procurano pesantezza e difficoltà nella vita quotidiana. Non si giudichi in negativo, ora lei è cresciuta e gli obiettivi della sua vita o le difficoltà attuali possono anche essere cambiati. 

Resto a disposizione per domande, richieste, se volesse rispondere in privato o per eventuale consulenza. 

Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca 


Psicologa e psicoterapeuta 


Ricevo: Torino, Collegno e online 

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