Ansia

Ho deciso io di separarmi, ma non riesco a superare questa separazione dal mio ex marito

Debby

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Buonasera, due anni fa mi sono invaghita di un altro uomo. Erano già circa 5 anni che mio marito pensava solo al lavoro trascurando me e la famiglia. Sono stata sincera e ho detto la verità a mio marito che per 2 mesi ha fatto di tutto per starmi vicino e non lasciarmi. Ma io alla fine gli ho chiesto di andare via di casa perché volevo cominciare a vedere l'altro uomo con cui avevo continuato a sentirmi. Cosi lui è andato via e io ho intrapreso una relazione con quest'uomo. Dopo circa due mesi ho saputo che mio marito aveva un'altra donna. Ho lasciato l'altro uomo e sono corsa da mio marito che a sua volt ha lasciato la compagna. Da qui è cominciata una storia infinita, fatta di sbalzi. Io volevo di nuovo mio marito e lui non voleva me, poi lui voleva me e io non volevo lui. Nel frattempo ho rivisto l'altro uomo e ho avuto una relazione sia con lui che con mio marito. Poi con l'altro è finita perché lui si è fidanzato. Io ho avuto una brutta depressione durata 3 mesi di letto, poi con gli psicofarmaci mi sono rialzata. Premetto che ho un disturbo bipolare. Intanto dopo ho ripreso a vedere ed avere rapporti sessuali con mio marito, ma sempre in un'ottica non precisa. Lui mi diceva che dovevamo ricominciare pian piano, vedendoci in quel modo, in pubblico solo come amici, perché lui doveva capire cosa provava per me e se era disposto a lasciare la sua libertà, quindi i nostri incontri sessuali potevano portare a un risvolto positivo oppure anche negativo, però mi diceva che non voleva che il stessi male. L'anno scorso lui mi aiuta a trovare lavoro, premetto che io non ho mai lavorato in maniera autonoma perché ho sempre lavorato nell'azienda di mio marito e lui ha sempre provveduto a tutto. Comincio a lavorare e mi accorgo che forse essere indipendente non era male e che mio marito mi stava solo usando. Cosi a giugno decido di non avere più rapporti sessuali con lui, seppur ci vedevamo per cenare insieme nel suo ristorante. Ad ottobre conosco un uomo che vive a 150 km di distanza, mi piace, comincio una relazione con lui che finisce a gennaio, perché quest'uomo sparisce. Faccio delle ricerche e scopro che è un donnaiolo, che fa così con tutte e che nel frattempo si era pure fidanzato pubblicamente. Io continuo la mia vita da single e sto anche tranquilla, avendo sempre un rapporto di amicizia con il mio ex marito sempre molto presente, pure in fase di trasloco che ho fatto mi ha aiutato in tutto. Fino a marzo, quando ritorna l'altro uomo pentito raccontandomi tutta la verità, cioè che lui aveva sempre preso in giro tutte dopo la sua separazione, ma che aveva capito di amare me, perché mentre stava con l'ultima sua pensava sempre a me e quindi si è reso conto che nel volermi prendere in giro si era innamorato. Cominciamo a frequentarci di nuovo, mio marito mi segue e scopre tutto, mi invita a casa sua e mi dice che sapeva tutto e aveva capito che io per lui sono tutto e voleva me cancellando il passato. Sono stata a casa sua 4 giorni, ma avevo l'ansia e vivevo come se non stavo sul pianeta terra, quindi il quarto giorno prendo una lite e me ne torno a casa mia e sto subito meglio. Intanto l'altro uomo mi chiamava disperato, sapeva tutto, mi diceva di amarmi, di pensarci, di volermi seriamente. Cosi cominciamo di nuovo a vederci e comincia una relazione basata sulla serietà. Il problema ora qual è. Che io non vivo bene, il pensiero che ho una relazione con lui mi mette ansia e agitazione, è come se lo respingessi, poi mi viene sempre in mente il mio ex marito, a come stavo quando ero con lui, ero più serena, non andavo a lavorare, ora mi pesa lavorare 9 ore al giorno e ho paura di non farcela, penso che sono stata una sciocca a lasciare mio marito, che era meglio se oggi stavo con lui. Nel frattempo mi dico che se penso ancora al mio matrimonio vuol dire che non sono innamorata di quest'uomo, che mi sta dimostrando amore e serietà in tutti i modi. E allora mi sale l'ansia. Cosi lo lascio, elimino il problema. L'ansia si mi scompare, ma non mi cancella nella mente lui, cioè l'altro uomo. Ma nello stesso tempo dico che non potrò mai amare un altro perché sono innamorata di mio marito. Però lo vorrei avere vicino a me l'altro uomo ma non lo chiamo altrimenti mi torna l'ansia.... avete un'idea di cosa mi sta succedendo??? Io mi sento una pazza. Grazie

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Purtroppo l'instabiità dei tuoi sentimenti dipende da un accumulo di eventi frustranti impregnati di Emozioni Spiacevoli ( rabbia, sensi di colpa, dispiaceri, e varie paure quali il non sentirti pienamente accettata, la vergogna, il sentirsi obbligata senza sentirti libera di scegliere, il timore della solitudine dell'abbandono, il timore del giudizio, il sentirsi incapace di conquistare ciò che si desidera, dell'impotenza, ecc. ). Queste Emozioni dissociano il pensiero allontanando la parte Razionale dall'Inconscio. Pertanto si generano 2 Pensieri non più uniti ma contrastanti generando il dubbio di scelta. E come se ci si trovasse in un bivio con 2 strade opposte e per dissipare il dubbio di scelta si è costretti a delegare la scelta al " passante " del momento che ci indichi o meglio ci accompagni verso la strada che lui a scelto. Per riunire il pensiero ( le 2 strade ) e dissipare il dubbio e la dipendenza dal passante e necessario fare una Psicoterapia per mezzo dell'Ipnosi Vigile atta a " resettare " e " consumare " le Emozioni Frustranti causa del tuo malessere. Per ulteriori delucidazioni mi puoi telefonare.. Ciao, a presto. Dr. Febo Artabano - Studio di Dietologia, Psicoterapie brevi, Sessuologia, Ipnosi Clinica. 

Gentile signora Debby, la sua storia complessa ed articolata mi riporta alla mente l'mmagine di un elastico che si tende, ma quando è ad un passo dallo spezzarsi, ritorna prepotentemente al punto di partenza e tutto sembra cambiare per poi rimanere sempre uguale. Sembra evidente come il tema dei sentimenti, assolutamente importante, non è in grado di fornirci un'indicazione che possa sbrogliare questa annodata matassa. Lei stessa afferma: "mi dico che se penso ancora al mio matrimonio vuol dire che non sono innamorata di quest'uomo". Tale considerazione, tutt'altro che conclusiva, la porta alla decisione di lasciarlo salvo poi appurare che questo non le toglie dalla mente l'immagine di lui. Il punto non è tanto se lei ama o non ama più suo marito, oppure se le piace o meno un altro uomo, quanto il comprendere come mai, se decide di rimanerci insieme "si guarda intorno" ma se lo lascia le viene l'ansia. Si tratta di comprendere meglio quali sono i meccanismi interni che governano la sua personalità e che, al momento, non le sono del tutto chiari, l'ansia ne è una diretta conseguenza. Lei giustamente cerca una spiegazione delle cose che le stanno capitando e cerca di arrivarci attraverso la razionalità, salvo poi rendersi conto che in questo campo 2 + 2 non fa quasi mai 4. Quello di cui lei avrebbe bisogno più che spiegare è comprendere e comprendersi, solo così, appropriandosi dei suoi veri stati emotivi, potrà agire di conseguenza e compiere la scelta più in linea con la sua serenità ed il suo benessere. Per poter comprendere i suoi stati emotivi, ritengo potrebbe esserle di grande aiuto qualche seduta di psicoterapia finalizzata proprio al fare chiarezza sui suoi vissuti interni. Se vuole, resto a sua disposizione. Cordiali saluti.


Dottor Giovanni Romito


Riceve in presenza a San


 Lorenzello (Bn) e on line attraverso le piattaforme Skype e Zoom.

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