Non riesco a lasciare i miei figli

Paola

Salve a tutti, domani comincerà la scuola dell'infanzia per i miei bimbi di 5 e quasi 4 anni. Il mio problema è che lasciarli mi provoca un'ansia inimmaginabile. Mi viene da piangere mentre invece sono una persona abbastanza controllata ed equilibrata. Ho provato a "guardare dentro di me" e mi sono resa conto che quando ero piccola e dovevo affrontare esperienze nuove (asilo, scuolabus...) mia madre non mi preparava mai essendo lei ansiosa da morire. Quindi mi ritrovavo all'improvviso di fronte a queste cose.
Ci può essere un collegamento? Potreste darmi un consiglio per affrontare domani in serenità?
Grazie mille
Paola

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Paola,

Quello che posso consigliarle è di iniziare una psicoterapia per lavorare in primis sul senso di sé e sulle sue emozioni.

Succede in molte occasioni che si tenda a dimenticarsi di essere noi i protagonisti sulla scena teatrale della nostra vita relegandoci dietro le quinte.

Potersi fermare a riflettere su se stessi, ripensarsi ed ascoltarsi può essere l'arma per cercare di superare le sue ansie e le paure che prendono il sopravvento.

Una delle domande che mi sovviene è legata al rapporto che ha a tutt'oggi con sua madre, se quel cordone ombelicale che la teneva costretta a lei si è realmente staccato o se lo trascina ancora adesso.

Per qualsiasi chiarimento io ricevo sia in presenza a L'Aquila che online via Skype

Mia Cara, l'eccessivo attaccamento nei confronti dei tuoi figli che ti porta alla paura dell'abbandono dipende dall'eccessiva apprensività di tua madre e da alcuni abbandoni che ai subito. A ciò si associa " l'emulazione del mito genitoriale ". Per motivi di spazio e per insufficienti informazioni fornitemi ti chiedo di contattarmi. Una eventuale strategia potrebbe essere quella di far portare a scuola i tuoi figli da tuo marito o da un parente in modo da non subire il distacco. Ciao, a presto. Dr. Febo Artabano 

Gentile Paola,

possibile che abbia appreso lo stile di approccio alla novità ed al distacco che le è stato insegnato. E lo stesso può valere anche per la persona che lo ha insegnato a lei.

Tuttavia ciascuno nel proprio vissuto ci mette del proprio ed è interessante che, forse proprio grazie alla sua ricerca di controllo ed equilibrio si stia mettendo in discussione.

Ora le chiedo cosa ci sia in questa ansia, cosa le fa venire da piangere? Cosa è per lei lasciare che i suoi bimbi inizino alla scuola dell'infanzia?

Un sostegno psicologico possa aiutarla a vedere dentro se stessa il significato della relazione con i suoi figli e ad affrontare il distacco da loro.

Sono disponibile tramite il modulo contatti.

drssa Chiara Lecca

Salve Paola,

sicuramente il modo in cui abbiamo interiorizzato le esperienze del passato ha un peso nel definire chi siamo oggi, ma non un peso deterministico. Dare un senso integrato agli episodi della propria infanzia vissuti come ambivalenti, permette inoltre di esserne meno influenzati nel presente. Un presente in cui lei non è più solo la figlia di sua madre, ma anche la madre dei suoi figli. Mi chiedo infatti se parte di lei si stia interrogando anche sul suo personale modo di essere mamma, sulla possibilità di non ripetere certi aspetti del modello materno che ha avuto. Se ci pensa, anche il fatto di creare il proprio stile genitoriale rappresenta una forma di separazione che, in qualche modo, può generare ansia.

Non so se questa è la prima esperienza d’asilo per voi, se rappresenta pertanto il vostro primo vero e proprio distacco che quindi richiede un tempo di adattamento del tutto personale. La invito tuttavia a cogliere, oltre all’ansia verso questa separazione, anche le parti più positive e desiderative che hanno dettato la sua decisione di affrontarla comunque.

Se quest’ansia invece perdura a lungo e la limita, sarebbe importante individuarne i significati più profondi attraverso un percorso psicologico.

 

Un saluto, dott.ssa Erica Melandri