Penso di non farcela e piango

giuseppe angius

Salve a tutti sono un ragazzo di 19 anni che da poco ha intrapreso la scuola privata lontano da casa. Mi sono trasferito da poco in una casa con dei coinquilini tranquilli. A scuola sto cercando di ambientarmi ma il problema e che ho paura.. Tanta paura di non farcela all'esame. Il fatto é che mamma ha pagato tutto e ha fatto un sacco di sacrifici per portarmi qui dove sono.. E io non riesco a smettere di piangere. Sono solo qui in questo paese lontano da casa piu o meno 100km. Vi prego di aiutarmi.. Tutti confidano in me ma io ho paura di non farcela.. Torno a casa ansioso non mangio e nn conoscendo nessuno qui sono da solo e piango perche mi manca casa.mamma lo sa e cerca di confortarmi ma io aspetto il venerdi per tornare a casa.. E rimettere un po la testa apposto per il fine settimana. Vi prego aiutatemi

3 risposte degli esperti per questa domanda

Ciao ragazzo di 19 anni. Da quanto mi racconti il problema del distacco sembra essere dominante (anche se hai 19 anni) a cui va associato presumibilmente un'ingiunzione genitoriale "quasi", (mitologia di Sisifo) che nella leggenda, si dice sta per arrivare e raggiungere un obiettivo ma poi cade e deve ricominciare da capo. Ti consiglio di seguire un percorso psicoterapico ad orientamento analitico-transazionale. Ciao

Coraggio! La sua preoccupazione e' normale, l'importante e che poi durante l'esame non scoppi in lacrime! E' normale avere nostalgia della propria famiglia quando si vive soli e lontani, si cerchi nuovi amici nella citta' in cui si trova, non pensi solo all'esame, pensi anche ad uscire e conoscere la nuova citta'. Chiudersi in casa a piangere non la puo' aiutare a passare l'esame. Oppure chieda ad i suoi amici di raggiungerla e di stare un po' con lei ed uscite insieme nella nuova citta' e' un modo per incominciare ad abituarsi alla novita' e non farlo da solo, ma con i suoi amici ed e' un modo per conoscerli di nuovi. Spero di esserle stata utile. Cordiali saluti.

Gentile ragazzo,

anzitutto penso dovrebbe chiedersi  quanto questa decisione di studiare lontano da casa sia effettivamente sua o se sia condizionata in misura eccessiva dalla sua famiglia.  Se fosse realistica  la seconda ipotesi  l’unico rimedio è chiarire i motivi e i fondamenti di questa scelta con la sua famiglia. Le scelte dei 19 anni sono oltremodo importanti e decisive perché influenzano tutta la vita successiva. Occorre pertanto non solo che siano ben ponderate, ma soprattutto che siano proprie, convinte e il più possibile libere senza  indebite pressioni e interferenze da parte di altri. Discuta pertanto i pro e i contro con i suoi genitori e valuti autonomamente: la sua vita è appunto "sua" e di nessun altro. Ciò detto, può darsi che queste sue difficoltà siano solo temporanee e dovute appunto al normale periodo di ambientamento in un luogo diverso da quello usuale. In tal caso saper aspettare, ma anche ricercare aiuti specifici nel nuovo ambiente la aiuterebbero a ritrovare serenità. C’è un Servizio di Psicologia nella nuova scuola?  O fuori di essa? Lo consulti.  Cordali saluti