Trasferirsi all'estero

Domenico

Salve, sono un ragazzo di 23 anni del sud Italia da tempo ho sempre cercato ciò che mi poteva far star bene nella vita ma purtroppo qui nel sud Italia il lavoro scarseggia..
Dal momento che ho conosciuto da poco online una ragazza tedesca che è disposta ad aiutarmi a trasferirmi in Germania mi ha proposto che e disposta a venire in vacanza da me e dopodiché partire con lei ( siccome ho timore di viaggiare solo , non l'ho mai fatto) adesso che ne ho l'occasione ho paura di trasferirmi li di lasciare la mia "comfort zone" di non essere all'altezza di lavorare lì e riuscire a realizzarmi i miei genitori non credono in me
A questo punto non so neanch'io cosa fare se lasciare tutto famiglia abitudini e partire o rimanere qui con la consapevolezza di non avere nulla.. vorrei un vostro consulto..
So che ci sono problematiche più gravi di queste ma sarei felice di ricevere una vostra risposta
Cordiali saluti..

3 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Domenico, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto. Cerchi di capire cosa si cela dietro la paura di abbandonare la proprio comfort zone.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Il trasferimento all'estero non è mai un processo indolore.

Imparare una nuova lingua, cambiare abitudini, clima, allontanarsi dalla famiglia e dagli amici, saper gestire la nostalgia di casa, sono tutte conseguenze dell’espatrio che deve considerare, prima di prendere una decisione così importante.

Se la sua relazione affettiva non è di lunga durata potrebbe finire e lei si ritroverebbe da solo. 

Al suo posto io proverei ad andare prima a vedere come si sta nel nuovo paese, senza prendere decisioni definitive. 

Può andare per un breve periodo, per capire come inserirsi in questa nuova realtà che lei non conosce affatto.

Mettendosi alla prova senza scegliere definitivamente potrà capire se l'espatrio è un'esperienza che fa per lei oppure no. 

Se lo desidera, tenga presente che, da diversi anni, aiuto persone che si sono trasferire all' estero ad affrontare un cambiamento così importante. 

Cordialità 

Dott. Marina Arrivas 

Buongiorno Domenico. In prima battuta vorrei sottolineare come ciascuna problematica abbia il suo peso e la sua non faccia eccezione: non è il problema in sé a stabilire la sua importanza, ma l’impatto sulla vita e la percezione che l’individuo ne ha. Nel suo caso è evidente come questa situazione le generi pensieri importanti e di conseguenza non vada sminuita, ma rivestita della giusta importanza.
Premesso questo, il cambiamento di vita implica sempre dubbi e indecisioni: come lei giustamente nota, lasciare la propria comfort zone è sempre un passo molto importante da fare. Potrebbe aiutarla stilare una lista di pro e di contro per cercare di dare una valutazione complessiva al trasferimento e, se l’indecisione o l’ansia dovessero generarle pensieri difficili da gestire e immobilizzanti, potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per indagarne l’origine ed i significati che lei attribuisce al trasferimento e all’abbandono della zona di comfort. In questo modo si andrebbe a lavorare sulla base di questi timori per conoscerli più a fondo e imparare a gestirli in modo più attivo in futuro.
Se lo ritenesse necessario, mi rendo disponibile per un percorso di questo genere, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.