Ansia

Angoscia e tristezza.

Angelo

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Salve a tutti sono un ragazzo di 24 anni, l'anno scorso ho avuto un periodo in cui l'ansia si è presentata ed è scomparsa quando mi son reso conto di non poter morire per ogni piccolo dolore o cose del genere. In questo momento, improvvisamente, sono iniziate diverse sensazioni, quindi non ipocondria o cose simili, ma un senso di angoscia al petto e tristezza. Da piccolo vidi un film che mi diede tanto fastidio e avevo paura di far del male alle persone o a me stesso. Oggi è ricomparsa questa paura sono pensieri brutti e mi mettono paura e angoscia. Sono gay e ho lavorato molto su me stesso, ne ho parlato con il mio ragazzo sfociando in una crisi di pianto. Le mie giornate le passo con lui dato che la madre è partita e stiamo soli in casa. Durante il giorno compare questa angoscia anche se non legata a quei pensieri, poi improvvisamente scompare perchè penso a cio che ho di caro e bello e sto bene. In quei momenti sono triste, irritato e ho angoscia verso tutto e tutti. Poi viene la sera e mi passano tutti i pensieri e le angoscie e scherzo e rido come ho sempre fatto. Comunque mi rendo conto che piu leggo su internet, più mi impressiono, più leggo e più ho paura di impazzire e cose del genere. Poi se penso di non pensare a stare angosciato, lo sono di piu e mi partono le paure e le fitte allo stomaco. La mia è una lotta perchè odio stare cosi, infatti cerco di pensare a cose belle e gioiose. La cosa piu assurda è che la sera sto bene, certo un velo di angoscia resta, ma piu per paura che rivengano certi momenti, che per altro. Spiegatemi voi cosa possa essere, se noia mortale per la mia vita sedentaria, se insoddisfazione, se ho emozioni che vogliono esplodere e sono inconsce. Ho paura di essere depresso e odio il pensiero, già scriverlo mi fa venire dolori allo stomaco ed ansia.
Saluti :)

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Angelo


il suo sembra più un disturbo d'ansia, ma tenga presente che spesso i disturbi d'ansia si accompagnano a stati depressivi.


Il consiglio perciò è di curare soprattutto l'ansia con adeguata psicoterapia.


Cosa intende dicendo che ha lavorato molto su se stesso? lo ha fatto da solo? Sarebbe comunque encomiabile, ma sappia che con l'aiuto di uno psicoterapeuta può ottenere risultati di gran lunga migliori.


Le consiglio in particolare la Terapia Strategica Breve, meglio se integrata da altro approccio più attento al passato


Auguri e saluti

Salve Angelo


mi sono oscuri i motivi per cui si fa una diagnosi da solo. La monotonia, sedentarietà o pigrizia non è depressione.


Se sente l'angoscia di impazzire deve confrontarsi con un professionista per avere un'accoglienza ed un confronto su questo. Molte persone hanno, in alcuni periodi della loro vita, questa paura, non è così strano, ma ci sono delle strategie per proteggersi per es. staccare e dormire.


Io le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta o c/o il centro della ASL preposto ovvero DSM oppure privatamente magari facendosi consigliare da una persona di fiducia oppure dal suo medico di base.


Se volesse un aiuto o un primo consulto mi faccia sapere.


Auguri

Buonasera Angelo, dalla sua lettera emerge chiaramente tutta la sofferenza e il dolore con cui convive. Dalla descrizione dei suoi vissuti, sicuramente è presente una sintomatologia di tipo depressivo. Credo sia anche corretto quando ipotizza che ci siano in lei emozioni che hanno bisogno di venire fuori e di cui forse lei è in parte consapevole, ma che forse non sa o non si consente di far emergere. Credo in tutta sincerità che dovrebbe farsi aiutare. Per riuscire a fare chiarezza e ordine nel suo mondo emotivo. Se vorrà contattarmi, sarò lieta di poterla aiutare. La saluto cordialmente.

Dott.ssa Monia Pizzuti Frosinone (FR)

Salve, leggere queste parole dense di disagio, mi ha fatto venire in mente subito quello che accade durante il colloquio clinico. ....Ciò che più preme, per cui si è venuti in consulenza, viene verbalizzato spesso in chiusura, o addirittura sulla porta.


Ho idea che tu abbia un umore lievemente basso.


Puoi risolvere però! !! Unire alla psicologia eventualmente una consulenza psichiatrica.


Perché soffrire quando puoi, magari con una dose minimale e per il solo tempo utile, intervenire sulla chimica cerebrale, facilmente alterabile in condizioni di stress.

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