Cosa posso fare per non sentirmi vuota?

Chiara

Ho 18anni, sono una ragazza. Durante questo anno ho avuto continui alti e bassi ma da 3 mesi la situazione mi è un po' sfuggita di mano. Ho un senso di vuoto, non sono arrabbiata o nemmeno triste mi sembra solo che i giorni passano in modo inutile. Ho fin da piccola la sensazione di essere messa al 2 posto da tutti, dalla scuola, dagli amici, da qualsiasi cosa in generale. Solitamente a scuola vado bene ma ultimamente non provo più interesse e non ho paura di essere sgridata se sono impreparata. Mi taglio ma non lo sa nessuno, mia madre mi ha visto una volta e mi ha chiesto di non farlo più. Ho cambiato il punto ma lo faccio lo stesso. Non mi sono mai abbattuta così tanto e non vorrei deludere mia mamma. Cosa posso fare? Non ho episodi della mia infanzia traumatici, in realtà non è che ho molti ricordi però quelli che ho sono tutti positivi. Ho paura di soffrire di depressione, anche mio nonno paterno ne ha sofferto e un mio zio ma non penso che si possa ereditare. Ultimamente mangio un po' di meno perché mi brucia sempre lo stomaco e ho continui mal di testa. Mi sembra di aver detto tutto.

8 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Chiara, mi dispiace molto per la situazione che descrive e comprendo la sofferenza ed il disagio connessi.

Sarebbe opportuno, a mio avviso, indagare meglio cosa pensa e cosa prova: ad esempio, dove ha imparato a sentirsi messa al secondo posto? dove ha appreso questa percezione? e che cosa le provoca questa percezione?

I sintomi, inoltre, sono meritevoli di attenzione clinica poichè mettono seriamente a rischio la sua incolumità e bisognerebbe intervenire per cercare di capire lo scopo della loro messa in atto al fine di trovare strategie maggiormente funzionali per esprimere e regolare i suoi stati emotivi.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Ciao Chiara, dalle tue parole emerge uno stato emotivo di disagio. Una sensazione poco definita di te stessa, un non riuscire a sentire bene la tua identità . Questo mi sembra il senso di vuoto che provi. Credo tu stia attraversando un cambiamento di crescita psicologica, tenendo conto dell'età che hai. Non penso ci siano problematiche importanti, ma puoi sempre decidere di fare qualche consulto psicologico se vuoi, per capire meglio come poter affrontare questo periodo.

Auguri,

Dr. Vittorio Cameriero 

Cara Chiara, mi permetto di darti del Tu perchè sei davvero molto giovane. Ho letto con attenzione le tue parole ed è molto importante tu sappia che, nella tua situazione, ci sono molti ragazzi della tua età, che è sempre stata "complessa" come periodo nella crescita di una persona ma lo è ancora di più a causa degli ultimi anni nei quali abbiamo vissuto spesso isolati dagli altri o senza avere la possibilità di confrontarci con nessuno al di fuori della nostra famiglia. Quello che mi sento di consigliarti è di parlare con la tua famiglia o con qualche persona vicino di cui ti fidi. Racconta un pò alla volta come ti senti, cosa provi, quali sono le tue emozioni quotidiane (buone e meno buone); io sono certo che troverai il modo per sentirti più accolta e compresa. Tutti i tuoi sintomi sono espressione di un malessere che può essere risolto. Se non te la senti di parlare con qualcuno di tua conoscenza, contatta uno psicologo o vai presso un consultorio della tua città. Non ti isolare, non "nascondere" i tuoi tagli ne i tuoi dolori "dell'anima". Forza forza forza

Buonasera Chiara,

Non so se hai detto tutto, forse no. Tantissimo credo ci sia dietro al tuo dolore. Le ferite dei tagli rendono visibile qualcosa che altrimenti è difficle da dire, da pensare anche. Da qualche parte hai perso il senso di te, del tuo valore, delle tue risorse e quindi dei tuoi obiettivi. Forse puoi provare a parlare a tua madre di come stai e chiederle se ti dà una mano a trovare qualcuno che possa aiutarti nella tua città. Se invece non credi che lei sarebbe disponibile, puoi farlo da sola, puoi rivolgerti ai Servizi messi a disposizione dall'Asl di zona. Guardati intorno, a volte ci sono associazioni che offrono esperienze interessanti agli adolescenti. La cosa importante è che tu non rimani chiusa in te stessa, isolata.

Ti auguro giorni più sereni.

Dott.ssa Franca Vocaturi

Gentile Chiara, 

Come prima cosa valutarei se non rivolgersi al medico per indagare la causa di questo bruciore di stomaco ed escludere qualsiasi causa organica. 

Mi verrebbe anche da chiederle. Ha delle amiche? Cosa fa nel tempo libero? 

Come mai secondo lei c.è stato questo cambiamento di umore? Quando da piccola sentiva questo vuoto ne parlava a qualcuno? 

Le consiglio di pensare ad una psicoterapia individuale per avere uno spazio tutto suo, coperto da segreto professionale e senza giudizio per indagare queste sue emozioni, per capire come mai e quando sente il bisogno di tagliarsi e per ritrovare le sue risorse personali o per ampliarle. 

Le auguro di trovare presto la sua strada meno tortuosa e maggiormente lineare per tornare a sorridere e vivere in modo maggiormente spensierato.

Resto a disposizione per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere alle domande poste. 

Cordialmente 

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo: Torino, provincia  e online 

Gentile Chiara

Il suo scritto mi ha molto colpita sia per il vuoto che lei sente ma in modo particolare per i comportamenti autolesionistici che adotta.

È una persona molto giovane, ed é molto grave che lei tenga nascosta ai suoi cari questa situazione così dolorosa e anche pericolosa.

Non la conosco ma sento come se vivesse una situazione di insoddisfazione poiché riferisce che i giorni passano in modo inutile, ed é come se non vivesse pienamente la sua esistenza.

Diceva Viktor Frankl "ciò di cui abbiamo davvero bisogno é un cambio radicale nel nostro modo di affrontare la vita. Dobbiamo imparare sulla nostra pelle che la cosa importante non é aspettarsi qualcosa dalla vita, bensì che la vita si aspetti qualcosa da noi".

Lei può fare un lavoro su se stessa per capire chi é, quali sono i suoi reali bisogni, quali gli obiettivi da raggiungere.

Le posso a questo punto dire di affidarsi ad uno specialista così da poter ottenere una giusta diagnosi e intraprendere un percorso di psicoterapia avendo anche la possibilità di "riguardare" insieme al terapeuta la sua infanzia e la sua adolescenza così da poter avere una visione molto più chiara dei vissuti e poter elaborare bene i ricordi per una evoluzione e una crescita personale.

Per quanto invece riguarda lo studio, deve pensare che se apprende cose nuove e interessanti lo fa esclusivamente per sé stessa.

Attraverso le sedute può comprendere anche il perché si sente messa sempre al secondo posto, questa é una sua sensazione o é la realtà dei fatti?

Da quello che leggo tende anche a somatizzare, i sintomi di cui parla (mal di testa, il senso di malessere) potrebbero essere caratterizzati da interruzioni del senso di sé e del mondo circostante, dai blocchi che lei si impone inconsciamente e che ovviamente le destano preoccupazione.

La genetica e il contesto in cui si vive se non ricco di stimoli sono due elementi fondamentali che potrebbero concorrere allo sviluppo della depressione di cui é preoccupata infatti mi dà la sensazione da come si racconta che non fa nuove esperienze e come se vivesse cristallizzata, le ripeto é una mia sensazione.

Se vuole può cominciare anche con me il discorso di consulenza e psicoterapia. Trova sul sito i miei ricapiti.

Resto a disposizione.

La saluto cordialmente

Dott.ssa M. FEDERICO 

Carissima diciottenne, ho letto quanto tu scrivi e mi rendo conto che stai passando un periodo difficile, questo alla tua età può capitare.

Secondo me non pensare che in passato qualche tuo parente ha avuto dei problemi depressivi.

Inoltre condivido che non vuoi dare dei dispiaceri alla tua mamma, ma stai attenta a non fare soffrire nemmeno la tua persona.

Questo dipende da te, fai conto che la tua persona è qualcuno a cui tu ci tieni tantissimo e ti chiede aiuto, tu sicuramente ti adoperi per aiutarla, proprio perché non vuoi vederla soffrire, allora rimboccarti le maniche e aiuta te stessa.

Come prima cosa, ogni giorno dedica un' ora circa alla tua persona: respira profondamente, con il tipico esercizio inspira ed espira, prendi consapevolezza che tu sei questa allontana i pensieri cattivi, e goditi questo momento di tranquillità.

Ti consiglierei di fare anche dello sport.

Buona fortuna.

Buongiorno Chiara. La situazione che porta è sicuramente degna di particolari attenzioni, soprattutto in conseguenza alle condotte autolesive che riporta. Queste sono spesso conseguenza dell’appiattimento affettivo che lei stessa riporta, in quanto permettono alla persona di “sentire” qualcosa e definire i propri confini rispetto alla realtà. Si può dire sia un modo per sentire la propria esistenza.
Potrebbe essere sicuramente utile per lei intraprendere un percorso di terapia per indagare l’origine di questo suo malessere attraverso l’analisi dei significati più profondi che attribuisce agli eventi di vita. In questo modo si potrebbe arrivare a capire cosa guida le sue azioni e cercare di rielaborare queste idee e pensieri sotto una luce più vantaggiosa.
Se volesse intraprendere un percorso di questo tipo, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.