Depressione

Depressione causata dall'uso di droga

Maria

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Mio figlio ha 28 anni ed è in uno stato di depressione fortissimo da 5 anni. Da subito l'ho portato dallo psicologo ma non è cambiato niente sino ad oggi. Piange all'improvviso, urla senza motivo e a volte dice di sentire altre voci ma che in realtà non ci sono. Tutto è iniziato appunto 5-6 anni fa, venni a conoscenza che facesse uso di droga. Lo chiusi in casa, non lo feci più uscire. E adesso vorrei sapere cosa succederà ancora? Ne uscirà? Dove lo devo portare?

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Carla Foletto Mantova (MN)

Si rechi in tempi veloci, a un Dipartimento di Salute Mentale, o CPS vicino a dove lei abita ed esponga la questione a questo servizio pubblico e gratuito.

Dott. Andrea Lisotti Modena (MO)

Gent.ma sig.ra Maria, da quanto scrive è probabile che suo figlio soffra di una condizione di psicosi più che di un vero stato depressivo. In questi casi è necessario rivolgersi senza timori ma anche prima possibile non a uno psicologo ma ad uno psichiatra, che possa valutare esattamente di quale patologia si tratta e consigliare i relativi provvedimenti terapeutici (le possibilità di cura di una condizione di psicosi oggi sono migliori che in passato). Può rivolgersi o a uno specialista privato oppure al servizio pubblico dell'ASL (Servizio di Salute Mentale) dove spesso è richiesta l'impegnativa del medico curante. Un cordiale saluto

Dott. Mauro Milardi Ancona (AN)

Non risulta chiaro da quanto scritto se sia stata formulata una diagnosi e se presa in considerazione una terapia farmacologica e con quali esiti. Certo che esperienze di uso ed abuso di sostanze possono innescare problemi anche gravi da un punto di vista psichico. Penso che, se già non fatto, un buon inquadramento da parte di uno psichiatra sia necessario.

Gentile signora, credo che suo figlio abbia bisogno di una valutazione psichiatrica, oltre a un intervento di tipo psicoterapeutico. Sarebbe importante sapere che tipo di droghe ha utilizzato e se effettivamente ha smesso da 5 anni. Le differenza tra un tipo di droga e l'altro è riscontrabile soprattutto negli effetti collaterali e nel meccanismo di dipendenza. L'uso di alcune sostanze di sintesi attualmente molto diffuse, ma anche la cocaina assunta in dosi massicce, è in grado di per se di produrre sintomi di tipo psichiatrico con crisi depressive secondarie. Le consiglierei di recarsi al suo CSM (centro salute mentale) di zona, dove può inoltrare la richiesta che suo figlio sia preso in carico. Nel caso venisse riscontrata una dipendenza de sostanze dovrebbe rivolgersi a un SERT. saluti e auguri.

Salve Maria, ho letto il suo messaggio. Mi rendo conto di quanto possa essere difficile e dolorosa questa situazione, sia per lei che per suo figlio. Dalle informazioni che manda credo che il supporto di uno psicologo non sia sufficiente per aiutare suo figlio. Probabilmente c'è bisogno di uno psichiatra che gli dia dei farmaci (sentire voci che non ci sono potrebbe essere il segnale di una malattia specifica che si cura con i farmaci) e di un percorso riabilitativo. Esistono delle comunità apposta per riabilitare ragazzi che hanno gli stessi problemi di suo figlio, io ne conosco una molto buona (ci lavoro), la Raymond Gledhill, vicino Roma. Gli oneri economici relativi al percorso terapeutico sarebbero a carico della USL che dovrebbe fare una delibera per l'inserimento del ragazzo. Provi a ricercare su internet il sito della comunità, per avere informazioni o telefoni al numero 06/9306757 e ne discuta con suo figlio. In bocca al lupo

Gentile utente, il trattamento per suo figlio deve essere di tipo psichiatrico. Deve essere fatta una valutazione sull'attuale uso di droghe ed in tal caso deve rivolgersi al SERT della sua zona. Diversamente il trattamento psichiatrico prevedera' una adeguata introduzione di terapia farmacologica eventualmente associata ad un trattamento psicoterapeutico, se possibile. Cordiali Saluti

Dott.ssa Maria Alecci Catania (CT)

Provi a contattare il Prof.ore Gallimberti a Padova num. di cell.3488043033 e comprare il suo libro "Il Bere Oscuro".

Gentile Maria, il problema di suo figlio va affrontato in maniera multidisciplinare, deve contattare uno psichiatra per il trattamento farmacologico che allontani le allucinazioni uditive e ripristini cosi la condizione dell'umore ed uno psicoterapeuta esperto nel trattamento delle psicosi in grado insieme questi due professionisti di svolgere un lavoro di rete per risolvere in maniera integrata il problema. A volte l'uso di stupefacenti costituisce l'evento scatenante di diverse problematiche psicologiche il lavoro in team è garanzia della risoluzione dei problemi sia fiduciosa e contatti le persone giuste!

Cara Maria, da quello che lei descrive non si tratta di depressione ma di un disturbo più complesso. quando una persona sente le voci si tratta di un disturbo di natura psicotica . E' necessario al più presto contattare uno psichiatra che imposti una terapia farmacologica per suo figlio. Preferibilmente in un servizio pubblico perchè sono cure lunghe. Inoltre se le è possibile si faccia aiutare farsi aiutare anche lei da uno psicologo a comprendere il tipo di disturbo di suo figlio, poichè questi problemi coinvolgono e modificano tutto il sistema familiare. Distinti saluti

Buongiorno, alla sua domanda rispondo che io lo porterei da un bravo psichiatra in un buon centro che valuti se la droga presa non abbia creato una sindrome delirante oltre alla depressione che già c' era. Saluti

Cara Maria, i sintomi e i pochi indici che ci offre sono un indice di disagio psicologico consistente e in una persona oramai adulta (per distinguerlo da un disagio in età evolutiva e quindi più plastico e potenzialmente in evoluzione). Cara Maria Il suo comportamento, in risposta al comportamento da uso di stupefacenti tenuto da suo figlio fino a 5 anni fa’, è stato molto netto e violento: immagino avesse i motivi per fare tutto ciò. Inoltre è certo che 5 anni di “cura psicologica” sono un percorso non da poco. Se dopo 5 anni Lei non scorge alcun cambiamento fa bene a sentire l’esigenza di chiedersi perché è avvenuto così poco in suo figlio.

Guardando indietro e al passato
1- direi che c’è da interessarsi su cosa ci andava a fare suo figlio dallo psicologo, Lei ce lo ha mai accompagnato? Voi genitori ci siete andati a parlare con lo psicologo qualche volta? Che impressione ne avete tratta? Con quali tempi ci è andato suo figlio dallo psicologo? Sarebbe interessante un po’ più precisione da parte sua, sulla specializzazione o struttura in cui opera lo psicologo a cui Lei si è rivolta (inoltre … è sicura si tratti di uno psicologo?)

Guardando avanti e al futuro
2- credo che ora ci sia anche da pensare alla possibilità di un disagio con determinanti molto più profonde … immagino lo stile di interazione che i famigliari –unici interlocutori- di questo ragazzo oramai trentenne tengono con lui ... da 6 anni a questa parte.
3- Vostro figlio ha fatto in questi anni una valutazione un po’ più approfondita sul piano medico psichiatrico?
4- Ci sono poi i servizi sociali che possono essere una grande risorsa in queste situazioni, in alcune aree sono collegati al comune, o alla provincia, questi servizi dovrebbero avere operatori che possono dare qualche indicazione più precisa su a chi rivolgersi e nello specifico avere contatti con servizi che supportano anche la famiglia nell’elaborazione della loro parte di disagio.
5- Non conosco l’organizzazione dei servizi nella realtà in cui abita, ma ogni USL o ASL è dotata di un servizio per le tossicodipendenze, che ha la possibilità di fare gli esami, le visite e le valutazioni più opportune per il caso e supportare malati e familiari con metodi, professioni e strumenti appropriati. Nel dire ciò stò pensando alle visite mediche a quelle psichiatriche, ai gruppi di auto aiuto per ex tossicodipendenti e per i loro familiari e alle comunità terapeutiche disponibili. Forse ha proprio ragione lei quando dice che non è più così indicato tenerlo chiuso in casa, ed è opportuno chiedere un aiuto un po’ più consistente, ma questo momento è anche un modo per permettere che la famiglia inizi a pensare a tutto questo in modo diverso. Che suo figlio inizi a scorgere che le sue (e/o vostre) scelte lo portano in direzioni poco salubri e i genitori si accorgano che il livello di relazione fin’ora raggiunto con il figlio trent’enne ha dato –tra gli altri- dei prodotti poco interessanti, pertanto anche questa relazione mostra il bisogno di venire curata in alcune sue parti. Sperando di averle dato qualcosa di valido su cui iniziare a muoversi ed anche a pensare, auguro a Lei ed a Suo figlio. Buona fortuna

Sono passati tanti anni.... forse è meglio che cambi psicologo... il mio consiglio è di cercare uno psicoterapeuta con un indirizzo analitico. Un abbraccio

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