Depressione

Perché non sono soddisfatta di me stessa?

elena

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Salve Sono una ragazza di 17 anni quasi 18 anni e frequento il liceo scientifico. Dopo molti mesi ho deciso di sfogarmi, non credo di essere depressa però volevo ugualmente parlarne.Non ho amici, mi sento davvero vuota, la mia migliore amica si è trasferita giugno scorso in Toscana (io sono di Roma) e avevo solamente lei. Lo so è una cosa stupida ma mi sento persa, non ho voglia più di studiare, più di andare a scuola oppure a sport, non voglio incontrare gente, mi sento a disagio. Mi sento così inutile e penso costantemente che non avrò nessun futuro perché sono un essere incapace. Inoltre odio il mio aspetto sia esteriore che interiore, ci sono giorni che mangio di continuo o altri in cui digiuno, sono aumentata di peso e anche per questo non ho voglia di uscire. Sento che sto perdendo tempo ma non riesco più a fare nulla, non mi emoziona più niente. Vorrei solo essere felice, ma credo che in questo mondo sia difficile una cosa del genere. Vi è la crisi che non da futuro ai giovani, e so di non essere così capace per farcela, poi l'essere umano è così egoista lo odio immensamente. Frequento questa scuola solamente perché i miei genitori mi hanno costretto, vado mediocremente non mi lamento, però faccio qualcosa che odio non mi piace per niente. Molte volte penso 'che senso ha tutto questo?' Infine ho una famiglia, ho il cibo sulla tavola, allora perché mi sento così? Solo perché non ho amici? Perché non sono soddisfatta di me stessa? Tutto questo mi deve influenzare così tanto? Il problema che non riesco a reagire e mi sembra tutto così pesante, tutta questa situazione mi sta piano piano sgretolando, sono perennemente in uno stato di inquietudine e ansia, ma nello stesso tempo non sento nulla. Non so neanche io perché mi sento così. Alle medie ero depressa, ero divenuta anche autolesionista e bullimica, ma poi sono riuscita a risollevarmi però ora non so, è da quasi un anno che va avanti questa storia, e questo periodo più del solito. Il fatto sta che una buona parte di me non vuole chiedere aiuto, penso che sono una ragazza che non si accontenta e che non merita nulla, di essere esagerata e che ci sono problemi peggiori. Penso di aver scritto una buona parte, grazie mille

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Elena, dal quadro complesso e articolato che ci sottopone, quelli che emergono non sono il Disturbo, in senso diagnostico, ma i sintomi. La psicofarmacologia non è in grado di risolvere il Suo problema, ma soltanto alleviarne i sintomi, con gli effetti collaterali che, come sempre con qualsiasi medicina avviene, sta sperimentando - perché ad essi devono con quasi certezza essere ricondotti. È sicuramente presente una visione di sé e della propria identità psichica non ancora definita, per ragioni che andrebbero indagate lungo la Sua storia personale, ma non diacronicamente, bensì come si manifesta presumibilmente oggi nel suo presente sofferto o quanto meno incompiuto. Solo una ristrutturazione della personalità, attraverso un approccio centrato sul ‘profondo’ – insomma un lavoro sulle emozioni, fin nell’inconscio – potrebbe reindirizzarla su una strada di effettiva crescita personale e di costruttiva e progressiva maturazione psicologica in direzione della costruzione di un’autostima – meglio, per dirla con Bandura: di ben più concreta e fattiva ‘autoefficacia percepita’. In alternativa o in alternanza alle sedute classiche ‘in presenza’, anche un approccio A Distanza (online, intendo via chat), previo consulto telefonico gratuito, potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e adolescenziali della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima. Cordiali saluti.

Salve,

l'adolescenza è un momento molto difficile nel ciclo di vita di una persona.

Non si è più bambini, ma non si è ancora diventati membri onorari del club degli adulti. Così ci si sente disorientati e soli. Il consiglio che ti dò è quello di uscire dalla prigione dorata che ti sei costruita, che è la solitudine e l'evitamento dei contatti con gli altri. Apriti a nuove amicizie, non aver paura di essere giudicata o rifiutata, supera lo scoglio della vergogna. Isolarti e deprimerti non ti aiuta in questo momento, per questo penso che potrebbe esserti utile un percorso terapeutico, che ti aiuti a confrontarti ed a risolvere il tuo disagio emotivo attraverso soluzioni più utili che non ti portino più ad accanirti contro te stessa e contro il tuo corpo. 

Quelle che tu mi descrivi nella tua domanda (parliamo di abbuffate o atti di lesionismo), non sono altro che spostare sul tuo corpo un disagio o un conflitto interiore che ti affligge. 

Ci sono altri modi per uscire da questo momento difficile ed il primo passo da fare è chiedere aiuto o almeno un consulto ad un professionista opportunamente formato in questo ambito.

Può essere uno psicoterapeuta ad esempio specializzato nella cura degli adolescenti o del disagio emotivo.

Io mi permetto di segnalarti un mio articolo sui disagi degli adolescenti:

bolognapsicologo.com/ladelescente-ed-i-suoi-problemi/

Un saluto

Dott.ssa Laura Birtolo Firenze (FI)

Gentile Elena, 

Da tutto quello che scrive traspare la presenza di un peso enorme. Questo peso sta lì dietro la voglia di non fare nulla, il pensiero di non meritare nulla, l'insoddisfazione e il vuoto emotivo. L'ansia e l'agitazione di cui parla hanno a che fare con quel non sentire nulla in questi termini: ansia e agitazione sono una flebile voce che da dentro di lei chiede qualcosa ma il resto la mette a tacere, per questo poi "non sente nulla". Si aggrappi alla sua voce e la lasci parlare in un luogo sicuro, è quella che le suggerisce di chiedere aiuto. Trovi un luogo sicuro dove far parlare la sua voce.

Cara Elena, capisco il tuo momento di disagio e di sconforto e mi chiedo spontaneamente che rapporto hai con la tua famiglia, se hai fratelli o sorelle. L' adolescenza è un periodo difficile, lo avrai sentito dire tante volte. Ed è vero, perchè ogni momento di obbligato cambiamento porta caos, emozioni forti e anche angoscia. Sarebbe bello parlarne di persona, ma non è semplice! Su un forum si perdono tante sfumature importanti. Sai cosa penso? che tu abbia tanta voglia di affrontare e superare questo disagio. Perchè lo penso? Perchè hai trovato questo sito, ti sei registrata, hai messo su un foglio elettronico tutto ciò che provi e pensi e hai premuto invia. Hai fatto il tuo primo passo...quindi come vedi anche tu se vuoi puoi agire e come ben sai le piccole azioni sono necessarie per il cambiamento. Ti consiglio di recarti al più vicino consultorio familiare, prenoti un colloquio con la/lo psicologa/ psicologo che lavora lì e trovi una guidache ti aiuti a percepire nuove sensazioni e a costruire un nuovo percorso partendo dalle tue risorse. Tutti ne abbiamo almeno una. Non sarà facile e non sarà veloce, ma sicuramente sarà più facile e possibile di quanto tu creda in questo momento. Concediti di provarci e di crederci, in fondo cosa hai da perdere?

Un abbraccio

Buongiorno Elena, la ringrazio per aver chiesto aiuto in questo sito dove troverà nei validi specialisti che la potranno aiutare. Quello che lei descrive è una caduta di autostima data da una serie di eventi avvenuti nel passato che hanno ripercussioni nell' attuale momento presente. L'amica del cuore che ha cambiato città sembra aver scatenato il malumore che era presente nel passato. Le consiglio di dar voce a tutto quello che ha dentro per poter conoscersi meglio e di intraprendere un percorso per conoscere le emozioni e saperle affrontare. 

Se desidera avere maggiori informazioni può contattarmi telefonicamente o via mail fede.buffoni@gmail.com e navigare nel mio sito. 

Cordiali saluti 

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