Depressione

Soffro di depressione, trovo che nulla abbia più senso

Stefano

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Buongiorno, sono un ragazzo di 24 anni e la mia vita è sempre stata più difficile e triste che facile. Da circa un anno soffro di depressione, trovo che nulla abbia più senso, faccio davvero tanta fatica a provare emozioni, nessuna cosa mi soddisfa o mi entusiasma. Vorrei cambiare alcune delle mie abitudini ma sono molto pigro e sempre stanco e alla fine rinuncio. Rinuncio anche perchè sono convinto in partenza che se anche dovesse cambiare qualcosa nella mia vita non sarò mai in grado di provare piacere nelle cose e comunque mi vedo destinato ad essere ormai depresso a vita. Sono in cura da uno psicoterapeuta cognitivo/comportamentale da circa 5 mesi o poco più ed apparte qualche miglioramento iniziale ora sono in una situazione di stallo. Cosa mi consigliate? Non so che pensare

16 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Monica Alviti Venezia (VE)

Una vita facile, caro Stefano, è prerogativa di molti ma una realtà di pochi e per fortuna, mi viene da aggiungere! Nonostante sia questo il messaggio che passa ai nostri giorni, dalla società in cui viviamo...lo slogan del “tutto subito e possibilmente senza troppo faticare”...la vita riserva invece, inevitabilmente, periodi di difficoltà e sacrificio. Ma nulla è per sempre, nel bene e nel male! Quindi, che la vita sia difficile non è “realmente un “problema”, che sia stata sempre triste invece....e la tristezza è pur sempre un'emozione, che non rende entusiasti della vita, che non dà soddisfazioni, ma è pur sempre un'emozione! Il fatto che tu voglia cambiare alcune tue abitudini è già un buon passo e del resto, se hai deciso (l'hai deciso tu?!) di intraprendere una terapia, il cambiamento è in atto! E' vero anche che la riuscita di questo tuo “percorso interiore” dipende dalla tua volontà di portarlo avanti, dalla motivazione che ti spinge a seguirlo e dalle aspettative che ci hai riposto. Cinque mesi non sono poi tanti se ti sembra di non vedere risultati soddisfacenti. Datti del tempo! Ma tu lo desideri davvero un cambiamento? Pigrizia e stanchezza non saranno forse scuse per restare comodamente intrappolato nell'etichetta di “depresso a vita”?
Caro Stefano, sarò diretto nel rispondere alla tua domanda...cosa mi consigliate? Continua la terapia psicologica, cerca in questi incontri di concederti alla relazione, certamente gli "esercizi" che il terapeuta consiglia sono importanti, ma anche darti la possibilità di fidarti di lui ed averlo come punto di riferimento ha un suo significato e un valore terapeutico. Prendi in considerazione di chiedere un sostegno farmacologico leggero. Lo puoi fare parlando col tuo terapeuta e il medico di base. A volte le medicine possono avere il ruolo di dare una spinta iniziale, con la quale poi si ritrovano le energie per proseguire nuovamente con le proprie forze. Molte persone attraversano periodi bui e vuoti, e molte persone ne escono. Ho fiducia nella tua riuscita, un caro saluto,

Dott.ssa Elena Daniel Treviso (TV)

Ciao Stefano, credo che la cos più sensata che tu possa fare è parlare con lei proprio di questa sensazione di stallo per vedere poi insieme cosa fare. E' possibile anche che non sia la professionista migliore per te ma prima vale la pena confrontarsi su questo. in bocca al lupo
Gentile Stefano, la depressione è veramente una "brutta bestia", il senso di inutilità è pesante, la mancanza di energia fa fare tutto con grande fatica. Vorrei chiederLe se si aiuta anche con farmaci antidepressivi prescritti da un bravo psichiatra; in alcuni casi, in alcune fasi della depressione possono essere di aiuto, anche per lavorare meglio col Suo psicoterapeuta. Farmaci specifici + psicoterapia pare proprio siano il mix più efficace per una ripresa duratura; pensi anche che questa depressione può rappresentare l'occasione per prendere in mano quella vita "sempre più difficile e triste che facile" a cui Lei accenna.
Buon giorno Stefano! io consiglierei di continuare la sua psicoterapia e magari, discutendone prima con il suo psicologo, farsi seguire da un medico per l'assunzione di antidepressivi. Buona fortuna!

Dott. Luigi Fiorin Treviso (TV)

Buonasera Stefano, non è facile rispondere alla sua lettera in poche righe, ci provo e se vorrà potrebbe essere l’inizio di un dialogo. Quando si vive un’esperienza come quella che lei descrive, si cerca in tutti i modi di scacciarla via, l’unica cosa che si desidera è sbarazzarsene e si fanno molti sforzi a questo scopo. Si crea spesso una specie di lotta con se stessi, tra la parte “che vuole star bene” e la parte “depressa, che non vede speranze e possibilità” e così ci si mette sempre più in una situazione di stallo, come dice lei. Non so come stia lavorando lei con il suo terapeuta, so però che spesso accade che anche i terapeuti entrino nella prova di forza-lotta che dicevo, avviando un lavoro contro i pensieri disfunzionali da correggere, modificare, sostituire. Quello che io mi sentirei di proporle è di dialogare con la sua “depressione”, che, per quanto sia dolorosa, è una parte di lei. Sarebbe importante conoscere le ragioni di tale parte e il senso che ha quest’esperienza nella sua vita che lei descrive come triste e sempre più difficile che facile. Solo dando senso a ciò che sta vivendo scopriremmo se lei potrà andare anche in altre direzioni e verso quali altre direzioni. Cordiali saluti,
Salve Stefano, la depressione che sta vivendo è senza dubbio il risultato della vita difficile e triste che ha vissuto sino ad ora e comprendo le difficoltà che incontra nel provare emozioni e sentimenti. Tuttavia tenga presente che lei è ancora giovanissimo e che, con un po’ di buona volontà anche da parte sua, può gradualmente trovare il piacere della vita. Nel percorso psicoterapeutico che sta affrontando possono succedere delle situazioni di “stallo” che danno la sensazione che nulla più accada di positivo. Le consiglio, allora, di parlarne apertamente con il suo psicoterapeuta per individuare insieme a lui gli aspetti che impediscono il prosieguo dei miglioramenti, azione necessaria per modificare o correggere eventualmente la strada dello stesso percorso. Cordiali saluti
Buongiorno Stefano, ti consiglio di proseguire il tuopercorso di terapia e di aver pazienza: pian piano i miglioramenti proseguiranno.E se senti questa situazione di stallo, parlane con lui: il tuo terapeuta saprà come aiutarti.

Dott.ssa Elena Lugato Padova (PD)

Buongiorno Stefano,che cosa la fa pensare che sarà un depresso a vita? Ha una palla di cristallo o l'ha letto nei tarocchi? Scusi la battuta ma penso che nessuno di noi possa sapere come sarà il proprio futuro, sicuramente se lo costruisce giorno per giorno e mi sembra di capire che per lei sia faticoso cambiare, non parlerei di pigrizia, spesso dietro l'essere pigro si nasconde un mondo che vale la pena esplorare.. Lo stallo è naturale quando si sta facendo un percorso di terapia, può essere un momento nel quale si raccolgono le energie per fare il grande salto, oppure una barriera insormontabile che al momento la protegge da un cambiamento troppo drastico.. ne parli col suo terapeuta, faccia il punto della situazione con lui, cerchi di stare nel presente senza proiettarsi troppo nel futuro e il resto verrà da sè. In bocca al lupo!
Caro Stefano, la psicoterapia per la depressione non è di breve durata e ci vuole un po’ di tempo prima che dia dei soddisfacenti risultati (almeno 1 anno o 1 anno e 1/2 , proseguire per altro anno e quindi diluire le sedute); molto dipende anche dal tipo di approccio del professionista e dal feeling che si crea tra lui ed il paziente. Ciò premesso, ritengo che devi applicarti molto nel collaborare con il tuo psicologo, parlargli apertamente di questo tuo ‘attuale sconforto’ verso la terapia; chiedigli se sia il caso di avere anche un sostegno di tipo farmacologico (in alcuni casi si può abbinare psicoterapia e farmaco nel periodo iniziale) oppure intensificare le sedute per qualche tempo. Stefano non ti scoraggiare e continua ad avere fiducia nella terapia, ricordati che “se insisti e persisti raggiungi e conquisti”!! Sono a tua disposizione per ulteriori chiarimenti, ti faccio i miei auguri e ti saluto cordialmente.
Caro Stefano, sicuramente la terapia che stai affrontando porterà i suoi frutti, ma per far sì che questo accada ci vuole tempo e impegno da parte tua. Capisco che la tua sofferenza ti limita molto nel riuscire a farti forza e cercare di smuovere la situazione, ma intravedo in te una piccola luce, una piccola voglia di provare ad andare avanti, ed è su questa che devi far leva adesso, e già lo stai facendo prendendoti cura di te con la terapia. Se questa non dovesse bastare puoi sempre pensare di farti prescrivere qualche blando antidepressivo dal medico di base, che, anche se leggero potrebbe aiutarti a lenire i sintomi. Quando la sofferenza viene meno, forse potresti iniziare a pensare di fare qualcosa di diverso per cambiare quelle abitudini che ti rendono così schiavo. La pigrizia va combattuta con lo sforzo, lo sforzo di stare in mezzo alla gente, fare quello che ci gratifica e prendersi cura di sè. Potresti scoprire un sacco di cose di te che non hai mai preso in considerazione! In bocca al lupo.

Dott.ssa Debora Magnani Cagliari (CA)

Gentile utente, poiché ha iniziato a trarre beneficio dalla psicoterapia cogn-comp.le, le consiglio di continuare il percorso. Funzionerà sicuramente a patto che lei collabori attivamente con il suo terapeuta. La psicoterapia non può prescindere dall'impegno individuale! Cordialmente
Salve, il primo consiglio che mi sento di darle è quello di parlare di questo senso di stallo con il suo terapeuta per capire insieme se è necessario rivedere qualcosa nella terapia o se rivolgersi ad altro collega. La psicoterapia non è un processo stereotipato e ripetitivo ma una relazione unica che si costruisce tra due persone. Come tutte le relazioni può incontrare dei momenti di stalla che è bene affrontare con un confronto tra le parti coinvolte. Le auguro il meglio. Cordiali Saluti

Dott. Matteo Peli Brescia (BS)

Buongiorno Stefano, la terapia cognitivo-comportamentale dovrebbe essere ideale per una deflessione dell'umore. Può capitare di trovarsi in una fase di stallo ma il mo consiglio è quello di restare in terapia. Prova a capire con il tuo picoterapeuta perchè siete in questa fase e come provare ad uscirne. Ripeto è assolutamente normale trovarsi bloccati dopo i primi mesi positivi ma questo non deve far dimenticare i progressi precedenti, che sono veri e frutto del tuo lavoro, ma anzi porre una base per raggiungerne altri. Non vivere lo stallo come una sconfitta personale ma come una normale fase di passaggio. Come ultimo, se lo stallo proprio non si smuove, è possibile anche concordare di cambiare terapeuta. Non mi addentro in temi specifici che ti potrebbero riguardare in quanto non conoscendoti non ho la possibilità di darti consigli veramente utili oltre a ciò che ti ho già detto.Spero di esserti stato utile.
Parli col suo psicoterapeuta della situazione di stallo nella quale si trova, e così potrete costruire insieme una strada alternativa. Cordialmente
Ciao gentile ragazzo di cui non so il nome. leggendo ciò che hai scritto ti avrei consigliato di rivolgerti ad un professionista che ti possa aiutare, ma ho poi letto che sono 5 mesi che sei già seguito da un collega. I miglioramenti, nella maggior parte dei casi, non si vedono molto velocemente: occorre tanta motivazione ed un pò di pazienza. Sono certa che sei sulla strada giusta per poter, con il tempo, sentirti meglio. in bocca al lupo.

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