Depressione

Sto per concludere una relazione con una persona a cui voglio molto bene

Alessandra

Condividi su:

credo che sia la categoria giusta, non so. sto per concludere una relazione con una persona a cui voglio molto bene, abbiamo affrontato insieme il linfoma che gli è stato diagnosticato un mese dopo che ci siamo conosciuti. storia a distanza a parte alcune parentesi. io ho una bambina di 5 anni e lui non vuole, ha paura. mi sento remissiva, debole forse perchè ho bisogno di una persona in generale, non di lui.. mi chiedo se avrebbe fatto le stesse cose con me, cioè se io fossi stata al suo posto come sarebbe andata ma in fondo ho fatto tutto con il cuore. mi sento un po' stupida stamani e non riesco a sfogarmi, non riesco a piangere ma non sto bene: sono disattenta, distaccata dalla mia famiglia, tremo.. vorrei che qualcuno mi dicesse cosa devo fare.. ho paura

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Alessandra nessuno può dirti cosa sia più giusto che tu faccia, me è opportuno che tu ti rivolga a qualcuno per poter avere più chiarezza su ciò che stai vivendo e come elaborare una corretta scelta, scelta che dovrai prendere tu e solamente tu. Il terapeuta non sceglie per i propri pazienti ricordalo bene ma aiuta a fare chiarezza in se stessi
Gentile signora Alessandra, separarsi da una persona amata è parecchio difficile ma il solo fatto che lui non accetta la sua figlia di 5 anni mi fa pensare che per una serie di motivi anche legittimi la vostra storia non può avere un futuro dato che la separazione dalla bambina penso sia improponibile. Forse lei conoscendolo può comprendere per quale motivo ha troncato la vostra storia: per l'egoismo, per la paura del futuro, perché non ha mai voluto e non vuole un legame stabile e neanche crearsi una famiglia sua, perché lei l'ha visto nella condizione peggiore e questo ferisce la sua sensibilità? I motivi possono essere davvero molti. Lei l'ha aiutato con tutto il cuore e di questo deve essere orgogliosa, si è dimostrata generosa e sensibile è questo le fa onore. Ha tutto il diritto al dolore e se le venisse la voglia di piangere lo faccia liberamente, il pianto l'aiuterà ad allontanarsi sempre di più da quanto ha vissuto e l'aiuterà a ritornare alla vita, alla figlia: la prenda per mano, andate a fare una lunga passeggiata e poi, un passo dopo l'altro torni alla sua realtà dove, lo spero, potrà incontrare una persona da amare ed essere amata. Mi permetto di aggiungere una domanda: Le sono già capitate le situazioni simili? Ha già aiutato una persona per lei importante ed è stata abbandonata? nel caso la risposta fosse affermativa direi che farebbe bene ad affrontare ed approfondire questa tematica con l'aiuto di uno psicologo per capire meglio le motivazioni che la portano in queste situazioni. La saluto cordialmente e rimango a sua disposzione
Alessandra purtroppo dal Suo scritto non mi sono chiare alcune cose: "ho una figlia di 5 aa. e lui non vuole" cioè non vuole vivere con voi? la "storia a distanza " cosa vuol dire che vivete in case separate? in città diverse? Non essendomi chiare le difficoltà di relazione che Lei ha con il Suo partner mi diventa un po' complicato darLe il mio parere. Comunque Le dico che Lei ora deve pensare soprattutto alla Sua figlioletta ed assolutamente non deve coinvolgerla nei conflitti tra Lei ed il Suo compagno. Pertanto per ora Le consiglio di chiarirsi bene con lui ed aspettare del tempo prima di prendere qualsiasi decisione!! Le faccio i miei migliori auguri e La saluto cordialmente
Cara Alessandra, chiudere una relazione è sempre molto difficile, nel suo caso credo anche più doloroso del solito. Lei si sente debole e fragile, si sente un po' sfruttata da un uomo a cui è stata accanto in un momento difficile e che la ricambia con il rifiuto verso sua figlia, si sente spaventata al punto di tremare di paura… Io credo che lei come tutti abbiamo bisogno di una persona accanto, un compagno di strada con cui condividere gioie e dolori. Non una persona purché ci sia, altrimenti si soffre di più. Lei chiede cosa deve fare e ovviamente non posso dirglielo io; le propongo qualche domanda per guidarla a trovare le risposte che le servono. La prima è relativa al titolo: è davvero sicura di avere deciso di chiudere questa relazione? per quali motivi chiudere? dice che gli vuole bene, ne riceve altrettanto? O almeno, abbastanza? La seconda: come vive con lui e come cambierà la sua vita senza di lui? La terza: come è cambiato il rapporto con sua figlia ? come cambierebbe senza di lui? E infine: come starà fra sei mesi, fra un anno, fra cinque? Cioè riesce a immaginarsi proiettata nel futuro? E come si vede? E poi un suggerimento su come capire cosa fare: prendersi del tempo - una settimana o un mese decida lei - per ascoltare le sue emozioni, per sentire che sta facendo tutto quello può per prendere una decisione onesta con se stessa. E' difficile, non chieda consigli, parli con qualcuno per avere idee diverse (amiche famigliari) ma non assuma le loro idee, ascolti se stessa… e se non resce a ritrovare la serenità chieda un aiuto a uno psic. per chiarire i diversi aspetti del problema (soggettivo, relazione con lui, con sua figlia, con la sua famiglia, affetti e progettualità da recuperare). Si ascolti e troverà la strada. con il mio augurio di ritrovare presto equilibrio e serenità.
Salve Alessandra, da quello che scrive mi sembra stia attraversando un periodo di confusione e di timore rispetto a ciò che un cambiamento può comportare nella sua vita. Sarebbe necessario un percorso, forse, per capire meglio le motivazioni più specifiche legate alla sua paura, così forte in questo momento. Difficilmente potrei darle un consiglio sul da farsi, ma quello che posso dirle è che distrarsi, far fatica a "sentire" emozioni verso i suoi cari e percepirsi distaccata, sono in genere tutte reazioni normali in situazioni di stress e di cambiamento, soprattutto quando a cambiare sono le relazioni affettive scelte, almeno fino a quel momento, come punto di riferimento. Provi a far scorrere questa paura senza giudicarla in modo negativo, come "stupida" o come segno di una qualche "incapacità"; il più delle volte le emozioni negative tendono a rientrare naturalmente SE non vengono considerate un elemento di debolezza, ma SOLO una normale reazione ad una situazione di sofferenza. Se i sintomi che riferisce si protraggono per molte settimane o mesi, potrà sempre rivolgersi ad uno specialista con cui condividere questa scelta, per lei così importante.
Ciao Alessandra, sono una psicologa, ma credo che tu abbia bisogno di un contatto vicino a te, ad esempio un terapeuta delle tue parti. I momenti di transizione portano dolore talvolta,è importante chiedere aiuto e trovare il coraggio di arrivare di fronte a chi questo aiuto può darlo.Se ti può interessare ho na carissima collega che lavora a Massa, si chiamo Giulia Mutti ti lascio il suo cell.347/1706585 è un terapeuta cognitivo comportamentale di cui ho grande fiducia!! in bocca al lupo!

Dott.ssa Serena Carnì Catanzaro (CZ)

Salve, è normale aver paura quando si prende una decisione importante come il decidere di troncare un rapporto. Inoltre l'aver affrontato tante difficoltà insieme ha creato tra di voi un tipo di legame particolare che va oltre alla normale relazione. Lei si è presa cura di lui e in qualche modo ha ancora attivo l'impulso di doverlo difendere. Si prenda il tempo necessario per chiarirsi le idee, per arrivare a una decisione sorretta dall'idea di dover difendere il suo benessere e quello di sua figlia e non più del suo compagno. Non permetta alla paura di decidere per lei, ma si ricordi anche che la paura è un'emozione normale, fa parte degli esseri umani. Perciò non la combatta ma la viva.. quando avrà smesso di avere paura della paura vedrà che si sentirà meglio. A presto
Salve Alessandra, separarsi da qualcuno a cui vogliamo bene non è mai facile, quindi mi chiedo come mai si senta stupida, oppure come mai crede che dovrebbe sentirsi diversamente da come si sente; inoltre è un genitore che sta crescendo una bambina piccola da sola, cosa di per se non impossibile, ma impegnativa. Cerchi di recuperare energie prendendosi cura di se stessa, se i sentimenti negativi che prova pervadono la sua esistenza e quella di sua figlia in modo insostenibile, potrebbe cominciare a cercare qualche collega che possa aiutarla, al fine di ritrovare il suo benessere e garantire alla piccola una mamma che sa mettersi in discussione per il bene della famiglia. Distinti saluti.
Non sono chiare le motivazioni per cui la sua storia sta per chiudersi, forse anche perchè ora è molto più presa dalla paura della solitudine, di non riuscire a trovare quella persona "forte" che ritiene sia più adatta al suo fianco. Che cosa fare? Non è così semplice risolvere quesiti che riguardano il cuore e le paure umane. Posso al momento, con i pochi elementi forniti nella sue richiesta, suggerirle di fare chiarezza sul perchè la storia non ha funzionato, che cosa sta cercando, quali sono i suoi "bisogni" attuali. Ogni storia importante che si chiude ha bisogno di un tempo di decantazione, per poi riprendersi da una ferita, da un abbandono o da una perdita per continuare a guardare avanti.

Dott.ssa Erica Volpi Milano (MI)

Ormai sei ad un passo dalla decisione ed è normale che tu ti senta "in caduta libera". Cosa significa che lui non vuole?Lui non vuole che tu abbia avuto prima del vostro incontro una bambina? Quali sono le sue paure?La responsabilità?La relazione di coppia presuppone sempre responsabilità. Esiste il libero arbitrio certo.. si può scegliere. La decisione di una persona di non "farsi carico" dei figli nati in una precdedente relazione è legittima e rispettabile. Ma tu non puoi stare con un uomo che non accetta una parte fondamentale di te (la tua bimba). Coraggio..La paura è un freno micidiale. Tu ci stai passando attraverso ma ce òa farai, ne sono certa.

Dott.ssa Alessia Sorsi Piacenza (PC)

Gentile Alessandra, nella sua lettera non è specificato chiaramente il motivo o i motivi che la porterebbero alla decisione di lasciare il suo compagno. Forse tra voi ci sono delle incomprensioni, dei litigi, si è accorta di provare affetto, ma non più amore? Riferisce di non aver bisogno di questa persona, ma perchè? Scusi le mie tante domande, ma sto cercando di farla riflettere sulle sue eventuali motivazioni in tale scelta, necessarie per ponderarla in modo accurato e capire realmente cosa cerca e cosa desidera da una relazione di coppia. Cordiali saluti.

Dott.ssa Eleonora Motta Grosseto (GR)

Gentile Alessandra, comprendo le emozioni che sta vivendo, sta attraversando un momento sicuramente non facile. Dirle che cosa deve fare probabilmente non è molto utile perchè sono sicura che la persona più adatta per sapere quale sia la strada migliore da intraprendere sia lei stessa. Provi ad ascoltarsi, partendo anche dalle sensazioni del suo corpo. Ricordi anche che chiudere una relazione non significa lasciare tutto ciò che si è vissuto insieme, rinnegare il pezzo di strada che si è compiuto insieme. Significa piuttosto che quel pezzo di strada si è concluso, che i percorsi si dividono, ma ciascuno porterà dentro di sé qualcosa dell'altro e lascerà all'altro qualcosa di sé. In questo senso è sempre importante trovare un modo per "salutarsi" senza lasciare questioni in sospeso. Un caro saluto
Gent.ssa Alessandra, leggendo la sua richiesta si trova tanta confusione in testa. Una relazione che non sta andando e lei che mette tutto in discussione.Si sente tradita dal suo compagno? Vi siete conosciuti in un momento un pò complicato anche per lui. Non è una giustificazione ma, la situazione è difficile per tutti e due. Non credo che abbia fatto "qualcosa" solo lei. Ripensi a ciò che il suo compagno può aver fatto per lei. Ad un tratto del suo scritto lei scrive che "in fondo ho fatto tutto con il cuore". non pensa che si è già risposta e ch non avrebbe potutto fare altro? Immagino che il suo compagno possa aver timore per la bambina. Penso che dopo una malattia invasiva come quella del suo compagno, tutto diventi molto fragile e insicuro. Ma anche le paure si possono superare. Quindi se la storia e il suo compagno sono sulla strada "giusta" allora lei lo capirà. Adesso credo che forse l'iniziare a pensare però a ciò che Alesssandra vuole veramente da una relazione sia importante. Lui le da ciò che cerca? Si ricordi che le paure si possono superare. E ripensi anche e soprattutto, che lei è anche madre. spro di esserle stata utile e se necessità di altre risposte sono a sua disposizione.
Gentile Alessandra, forse è come dice lei...ha bisogno di una persona in generale perché si sente sola e fragile, anche per il fatto di avere una bambina da crescere e non avere un compagno che la sostiene. Inoltre è inutile chiedersi cosa avrebbe fatto lui al suo posto, visto che quello che ha fatto, lo ha fatto perché si sentiva di farlo. quindi lasci perdere i dubbi, i pensieri e le preoccupazioni che non fanno altro che buttarla ancora più giù...lei ora ha solo bisogno di concentrarsi su se stessa e sulla sua vita in modo da riuscire a dare anche alla bimba tutto ciò di cui ha bisogno. ha fatto un'esperienza che le ha fatto capire qualcosa in più su se stessa. Prenda con sé quel che di buono ha imparato e lasci andare il passato. Si sfoghi pure, pianga, urli e sbatta qualche porta se ne sente il bisogno, ma dopo chiuda con il passato e propri a vivere il presente e solo il presente. Gioverà a lei e a sua figlia... il futuro e quello che le accadrà dipende dallo spirito e dall'atteggiamento con cui lei affronta il presente. ricordi sempre che ha in sé la forza di cui ha bisogno per andare avanti e che merita di ottenere il meglio per se stessa. Non vale la pena quindi tormentarsi ancora per una storia che alla fine non la faceva stare serena. Quindi è solo lei che crede di essere debole: se inizia a vivere il presente lasciandosi alle spalle il passato con i suoi tormenti, scoprirà di avere più forza di quel che crede. saluti e auguroni per la sua vita

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Depressione"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

Non riesco a convivere con me stessa e vivo in un perenne stato di angoscia.

Per cinque lunghi anni ho sofferto di disturbi alimentari, legati a comportamenti bulimici, sfociati ...

4 risposte
Non riuscire né a vivere né a morire

E’ un eterno ritorno. Lo sento e penso da anni, e di fatto la strada continua in questa direz ...

3 risposte
Depressione e insoddisfazione a soli 18 anni

Ho 18 anni e faccio una gran fatica a vivere. Sono sempre stata una persona, per natura, malinconica ...

3 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.