Elaborazione del lutto

Si può avere paura di tutto e pensare di avere in ogni momento un infarto?

Giorgio

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Salve a tutti sono un ragazzo di 23 anni che da circa 6 non riesco ad uscire da una situazione molto molto spiacevole 6 anni fa ho avuto una congestione dopo aver mangiato troppo e aver fatto subito sport da quel giorno e iniziato il mio incubo quasi tutti i giorni al pronto soccorso con palpitazioni dolori al torace e sintomi di svenimento ho lasciato lo sport sono ingrassato notevolmente e oggi come faccio un rampa di scale mi viene l affanno all'inizio ero tranquillo poi i medici hanno iniziato a dirmi che ho l'ansia che è la mia testa a provocare tutto ciò è io non ci credevo e stavo sempre più male fino ad arrivare ad oggi che ho sempre paura di tutto il cuore mi batte sempre a mille sto sempre in allerta aspetto 24 su 24 che mi colpisca un infarto non ce la faccioni...la mia paura estrema e che queste paure che io ho in continuazione tutti i giorni e che di conseguenza mi fanno battere il cuore forte me lo facciano fermare...un arresto cardiaco ho sempre dolori al torace giramenti di testa sensazione di confusione e annebbiamento della vista debolezza e tremore.lavoro cerco di condurre una vita quasi normale anche se potrei fare molto di più ma sono bloccato da tutto ciò....cosa devo fare?

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Giorgio,


dal suo racconto emerge come l'esperienza negativa abbia condizionato la sua mente e la sua quotidianità. Sono presenti pensieri irrazionali che fanno scattare la paura di perdere il controllo o di avere un problema di salute. I suoi sintomi ansiosi hanno costruito uno schema di condizionamento mentale che si autogenera e non vede la via d'uscita.


Sarebbe utile riprendere l'attività sportiva, avere un diario di monitoraggio (cosa pensa, cosa sente e come si comporta) dove trascrive tutto quello che le passa per la mente ed inizia a riconoscere questo meccanismo di condizionamento: Ansia, pensieri, paura, pensieri, evitamento, pensieri, paura......Se non dovesse riuscire da solo, contatti un psicoterapeuta lo aiuterà ad uscire da questo circolo vizioso.


Per ulteriori informazioni può contattarmi.


Un saluto

Gentile Giorgio,
se come ha detto ha già escluso ogni possibile origine medico-organica della sua condizione, allora è probabile che i suoi sintomi siano di natura psicologica. È infatti comune che l’ansia si presenti con manifestazioni psico-fisiche che altrettanto frequentemente, molte persone scambiano per la sintomatologia di un infarto.
Tali problematiche possono essere molto invalidanti per la persona, mi sembra che questo possa essere il suo caso dal momento che afferma di essere “sempre allerta 24 su 24” e di avere “paura estrema tutti i giorni”. Le consiglio, dunque, la consultazione da uno psicologo che con un breve periodo di lavoro potrebbe aiutarla moltissimo nella gestione dei suoi sintomi.
Spero di esserle stata d’aiuto

Caro Giorgio, deve intraprendere un percorso psicoterapeutico. L'ipervigilanza che ha sviluppato sugli aspetti di visceralità corporea comporta l'allarme ogni qualvolta questi escono dal range di familiarità; a sua volta questo provoca allerta e ansia e costituisce un circolo vizioso nel quale Lei è sempre in balia di sensazioni corporee impossibili da mettere a tema e da riconfigurare correttamente, perchè sganciate dal contesto in cui vengono esperite. Ne deriva l'associazione con una problematica organica incipiente (infarto) in assenza tuttavia di segni organici che la giustifichino (come testimoniato dalle visite mediche che sono il primissimo step da affrontare in casi come il Suo). 


E' normale che Lei si senta bloccato: come può esserci progettualità laddove il futuro è fonte costante di ansia al punto da impedirci ogni passo per il rischio percepito di morire? Contatti un terapeuta nella Sua zona. E' un problema dal quale si può liberare, ma non indugerei oltre. In bocca al lupo, cordialità. DMP

Buongiorno Giorgio


Ciò che sembra sia a accaduto é che sei andato incontro ad un evento traumatico per te, senza che questo trovasse poi un'accoglienza emotiva, psicologica e di rielaborazione. 


La tua esperienza di congestione non si é quindi fermata al disagio fisico di quel giorno, ma a cascata ha creato tutto questo malessere che purtroppo ti porti dietro tutt'ora.


É necessario agire sia sull'elaborazione dell'evento base, sia sugli attuali sintomi di tipo ansiogeno e psicosomatico. 


Chiedi con fiducia di iniziare un percorso con uno psicologo psicoterapeuta, restando se possibile anche sotto controllo medico, in modo da avere riscontro della tipologia di sintomi e l'esclusione di qualsivoglia patologia organica (cosa che mi pare tu abbia già fatto, ma é utile avere questo ulteriore accertamento durante la presa in carico psicologica che -sembra di capire- tu finora abbia sfuggito).


Buon proseguimento

Gentile utente,


I sintomi dell'ansia sono tantissimo e variabili negli individui per tipologia, intensità, frequenza e durata. È possibile che in lei vi sia un'ansia di tratto marcata che le generi queste sensazioni. Ma, ancora più probabile, è che la sua attenzione si focalizza verso ciò che sente a livello corporeo. Il suo livello di attenzione potrebbe essere molto alto e sensibile agli stimoli fisici, poiché, come dice lei, molti sintomi dell'ansia sono sovrapponibili a quelli di un infarto. Visto che l'infarto sarebbe una evenienza spiacevole, è come se lei si impegnasse ogni minuto della sua vita per "restare in ascolto" di un segnale che possa presagirlo, eventualmente per essere preparato ad una soluzione. Come penso abbia già intuito, focalizzarsi sui sintomi non fa altro che aumentarli. L'aumento dei sintomi la fa preoccupare ancora di più ed aumenta l'ansia, che aumenta i sintomi e così via..


È plausibile che lei nella sua vita abbia vissuto almeno un attacco di panico, ma in questo momento il disagio è causato più dalla paura che possa verificarsi un altro attacco, o peggio.


Potrebbe iniziare con il contattare uno psicoterapeuta della sua zona. Intanto, le lascio un articolo da leggere:


 


psicologobs.it/diagnosi/attacchi-di-panico-cosa-sono-e-come-di-manifestano/

Ciao


più che chiederti cosa devo fare, chiediti cosa vuoi fare? Se hai già appurato che fisicamente non ci sono problemi, accetta i fastidi e normali disturbi che senti, che rappresentano meccanismi difensivi contro la tua paura peggiore, e impara a convivere con quelli. Come? Pianifica le tue giornate e svolgi i tuoi compiti accettando i fastidi e cercando di non dare troppa importanza. Gradualmente, in coerenza con la tua voglia di superare la difficoltà, osa sempre qualcosa in più e vedi cosa succede. Sentiti tu al centro delle operazioni e non farti dominare dall'ansia. Quando hai proprio tanta paura chiediti cosa mi può succedere se faccio questo? Poi osa e valuta le conseguenze. Piano piano ti accorgerai che sarai tu a dominare le situazioni e non ti sentirai solo una vittima del tuo stato di tensione. 

Gentile Giorgio,


suppongo che nei sei anni trascorsi da quell’episodio che ha descritto, lei abbia fatto degli esami che escludano effettivi problemi cardiocircolatori. Se è così e se gli esami sono negativi, quelli che descrive corrispondono ai sintomi del DAP, disturbo da attacchi di panico anche se non descrive dei veri e propri attacchi circoscritti ma più una situazione persistente . Capisco che questi sintomi possano essere invalidanti, e nonostante lei dica di sforzarsi a condurre una vita normale la costante ansia anticipatoria che descrive l’ha già portata a modificare la propria vita (rinuncia allo sport, aumento di peso) e temo che se non deciderà di intervenire , questa situazione da sola non potrà migliorare. Le consiglio proprio di rivolgersi ad un professionista che la possa aiutare ad uscire da questa meccanismo ricorsivo che la porta a stare sempre peggio. Non sprechi la sua giovane età in questo modo: chieda aiuto!


Cordialità.

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