Problemi di coppia

Ho tradito mia moglie e ne sono soddisfatto

gigi

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Ho tradito mia moglie e ne sono soddisfatto...è triste a dirsi ma dentro di me non faccio altro che ripetermi che se l'è cercata e che se lo meritava e adesso riesco a sostenere meglio le sue stranezze sapendo di avergliele fatte pagare. Non sono un maniaco ma un marito pentito di essersi sposato... Solo 1 anno e 9 mesi fa ho sposato mia moglie senza un periodo di convivenza preliminare ma dopo 7 anni di fidanzamento in cui stare insieme e conoscersi nella quotidianità era impossibile per i genitori all'antica,x problemi di distanza e x lavoro. Dopo il primo mese di matrimonio è rimasta subito incinta e adesso abbiamo uno splendido bimbo di 1 anno,ma lei è insopportabile! Si arrabbia per qualsiasi cosa,anche la più stupida,è sempre costantemente incacchiata di ttutto. È IL “NO“fatto persona,soprattutto a letto,non si concede quasi mai (al massimo 1 volta a settimana)e quando lo fa non mi permette di toccarla ne di fare o farmi fare nulla...solo l'amore nelle 2 classiche posizioni (sopra o sotto)e nient'altro... Sono un maestro di salsa di 30 anni piuttosto avvenente e le occasioni x tradirla non mi mancano,l'ultima l'ho colta al volo perché mi serviva una valvola di sfogo...e ho fatto bene! Non la lascerò e non le dirò della scappatella solo per il bene di mio figlio ma in me si sta facendo avanti un meccanismo di prenderla in giro che mi fa paura..mentre dorme canticchio frasi che parlano del mio tradimento oppure le rido dietro o in faccia facendomi gioco di lei che non ne sa il motivo..comincio a farmi paura da solo..non mi dite di aprirmi con lei e dirle i problemi che ci sono sia a letto che nella vita quotidiana,mi sono aperto tante volte ma il risultato è stato il litigio o la minimizzazione del problema...insomma non mi ha mai dato ascolto,neanche quando la mettevo in guardia che prima o poi l'avrei tradita...ora che l'ho fatto so che a tutti i continui rifiuti potrò compensare con la mia valvola di sfogo,senza inutili e lunghe discussioni che non hanno mai portato da nessuna parte..mi sono incastrato in un tunnel senza via d'uscita e l'unico modo che ho di vivere una vita allegra è di avere una vita nascosta parallela...che tristezza. Vi prego se potete aiutatemi.

24 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

~~Salve Gigi! La prego di scusare il mio ritardo nel risponderle ma ho avuto problemi “telematici” Riguardo alla sua situazione, sono del parere che, avere una vita nascosta parallela nella sessualità possa essere triste ma per lei, Gigi, è l’unica possibilità per conservare ed esercitare la propria voglia di vivere e una vita allegra nel rapporto con una partner al di fuori della  scelta di separarsi dall’attuale partner . Comunque sia, cerchi di essere un marito pentito di “essersi sposato” senza portare dentro di sé troppa rabbia con il desiderio della “vendetta” nei confronti di una moglie che probabilmente non intende modificare il proprio comportamento. ma sia un padre accurato e dolce con suo figlio. Cordiali saluti

Gentile utente,

la questione che pone in questo consulto è molto articolata e necessiterebbe di ulteriori approfondimenti: ad esempio su come andasse il rapporto prima del matrimonio, quanto ci fosse in voi il desiderio di avere una vita insieme e a che bisogno o desiderio rispondesse avere un figlio dopo appena un mese dal vostro matrimonio. Penso che sia molto difficile per Lei vivere in quella casa e affrontare quotidianamente una persona che sente di non capirla; tuttavia ritengo che rimanere in una situazione in cui non vuole stare prendendosi delle soddisfazioni esterne, alla lunga potrebbe essere controproducente e più pericoloso che affrontare con sua moglie tutte le difficoltà. Provi a concentrarsi su che cosa le piaceva di lei, come vi siete conosciuti e che cosa l'ha portata a starle accanto per 7 anni e poi a sposarla. Se pensa che il sentimento per lei si sia esaurito l'unica decisione, per quanto difficile, che lei possa prendere è quella di lasciarla. Si prenda tutto il tempo necessario per riflettere sulla questione e consideri che anche per il bambino vivere in un ambiente fatto di relazioni finte e forzate non è certo un bene. Una volta che avrà soppesato i costi e i benefici delle due soluzioni è necessario che si prenda la responsabilità di una scelta, che la porti avanti confrontandosi con sua moglie. Fare chiarezza in Lei e nelle sue relazioni è importante innanzitutto per il suo benessere personale, rimanere in un limbo di non detti, sotterfugi e falsità è una "non scelta" che alla lunga può minare la sua salute.

Resto in ascolto.

Cordiali Saluti

buona sera 

mi rende difficile pensare che un uomo di trentanni come dice lei avvenente, con tante occassioni , pensi di vivere una vita rassegnata , che prende in giro sua moglie, ma che non lotta per capire perchè sua moglie si comporti cosi. ha cercato di capire se sua moglie non soffre di depressione post. parto , sua mogli da fidanzata e diventatao mogli e madre in un anno forse ha bisogno di tempo per capire il suo ruolo, lei in tutto questo dov'è, sua moglie ha un lavoro, ha del tempo per se, cechi di capire come si diverte sua moglie , poi se vede che le cose non cambiamo rivolgetevi ad un terapeuta di coppia , non giudico assolutamnte il suo tradimento, ma ha tre anni non si può rinunciare a vivere e fare il bambino facendo raccontando a sua moglie di notte il suo tradimento vuole farsi scoprire non crede che sua moglie gia lo sappia del suo tradimento, si prenda cura pure di suo figlio ....

un ballo in tre sopratutto in famiglia fa bene ...balli ogni tanto con sua moglie e suo figlio

Caro Gigi,

capisco la sua preoccupazione, e mi sembra molto profonda la sua considerazione " mi sono incastrato in un tunnel senza uscita", per il grande senso di risentimento che prova nel vivere con una persona sempre arrabbiata.

Se lo desidera  possiamo incontrarci una volta ,(il primo incontro è gratuito) e insieme comprendere meglio quello che sta succedendo .

buona giornata

 

In molti Le abbiamo risposto, come vede.

A Lei,  io vorrei dire che sicuramente con sua moglie ha un problema di comunicazione e lo ha avuto fin da subito, ancor prima di sposarla. Ecco, ha lo stesso problema con "noi" e Le spiego perchè. Ci racconta tutto il suo sfogo e la naturalezza con cui dice di aver tradito sua moglie e di non provare alcun sentimento di colpa. Ci chiede un aiuto, ma al contempo si rifiuta di accettare un qualsivoglia consiglio di parlare con sua moglie perchè non capirebbe, essendo il No fatta persona così come Lei stesso riferisce, pertanto non trova utile questo suggerimento.

Il sentimento che Lei prova è una profonda rabbia più con se stesso che con sua moglie. Un conflitto che Le nasce da dentro, e che si riversa su di lei per la Sua incapacità di affrontare le cose, che - francamente - non credo abbia voluto approfondire poi più di tanto. Perchè forse così le conviene di più?

Questo stesso conflitto che non Le permette di essere chiaro con se stesso a proposito di un aiuto. Lo vuole o non lo vuole? E se lo vuole, perchè si difende non accettando un probabile consiglio di affrontare sua moglie? Perchè si confida con noi e poi si ritira? Vuole forse agire questa rabbia anche con l'Altro? Non crede che invece questa rabbia la stia invadendo sempre più? Noto un certo sadismo nel fare le cose, un atteggiamento direi "passivo-aggressivo" che le permette solo di sfogare un briciolo di frustrazione da una situazione che, mi creda, deriva principalmente da Lei. Ha scelto di scriverci e la ritengo una buona opportunità di riscatto questa e di autoanalisi della situazione critica. Ma almeno si affidi e si lasci andare.

Caro Gigi,

la tua storia é molto comune,

Ma la cosa che mi viene da chiederti é: che aiuto vuoi? In fin dei conti la tua situazione sembra molto stabile e gestibile!

Sai, molti uomini che non riescono a risolvere i problemi con la moglie, specie quando uno dei due non vuole neanche risolverli i problemi, e finiscono in tunnel come il tuo!all'inizio é bello e liberatorio, ma poi diventa stancante vivere due vite! ovviamente io non ti dirò di dire tutto a tua moglie perché é ovvio che una confessione non porterebbe ad un cambiamento, ma solo ad una rottura.

rottura che mi chiedo come mai non cerchi visto e considerato che tanto il bambino con una donna terribile come quella che hai descritto é in una situazione negativa anche per lui, non solo, i bambini presto sgamato queste situazioni anche se decideste il tutto pacificamente, ma lo faresti vivere con una madre terribile e con un esempio di coppia genitoriale infelice che può solo nuocerlo!

perciò ti chiedo ancora: quale aiuto vorresti? Quale cambiamento vorresti apportare nella tua vita?

C’è insoddisfazione e amarezza in quel che racconta, c’ è bisogno che qualcuno “adatto” la accolga, contenga e aiuti a elaborare tanto malessere. Né penso che questa soluzione possa essere differita nel tempo. Oltre lei c’è un bimbo piccolo, una donna che al di là di tutto è sua moglie, c’è una relazione matrimoniale. Tutti elementi che quasi impongono la ricerca di una soluzione possibile. Talvolta nella vita questa esigenza ne supera qualunque altra, che nell’immediato sembra più appagante o più facile. Talvolta nella vita si deve chiedere aiuto: siamo esseri sociali e l’esperienza di aiuto, darlo e riceverlo, è nel nostro DNA. Le consiglio di chiedere aiuto a uno Psicoterapeuta.

Dott. Roberto De Pas Milano (MI)

Va bene. Non capisco perché scrive allo psicologo. Se si sente soddisfatto così, dov'è il problema? Io ne ho individuato uno, che non risiede in quello che ci scrive, ma in come lo scrive: ed è il rancore. Che la spinge a muovere attacchi contro Sua moglie. Il Suo rancore è il vero problema. Certamente stimolato da quanto ci dice a proposito del comportamento di Sua moglie. Ma il rancore, oggi, risiede in Lei, sig. Gigi. E su questo deve "lavorare". 

Molte cordialità,

Caro Sig. Gigi  capisco la Sua delusione relativa alla vita coniugale che secondo Lei non è stata all’altezza delle Sue aspettative a causa della difficoltosa relazione affettiva con Sua moglie che Lei definisce “insopportabile”. Tuttavia Le preciso che questo Suo ‘atteggiamento vendicativo’  non preserverà né Lei né Sua moglie né tanto meno il bambino da una vita coniugale inadeguata. In questo modo la vita familiare senza rispetto reciproco, senza lealtà e soprattutto senza una sincera relazione affettiva non potrà crescere in armonia e con serenità!! Il mio consiglio è quello che Lei si rivolga ad uno psicologo per approfondire il Suo attuale stato emotivo-affettivo nei confronti di Sua moglie e rispetto alla convivenza in famiglia. Ritengo pertanto utile un percorso di approfondimento di alcune tematiche personali e relazionali e se lo psicologo/a lo riterrà opportuno anche un approccio di coppia affinché Voi coniugi possiate elaborare e maturare i sentimenti che vi uniscono e quelli che vi dividono. Inoltre è necessario che Voi genitori sappiate tenere il comportamento più adeguato verso il bambino affinché egli non risenta delle vostre attuali problematiche.  Spero di esserLe stata utile e La saluto cordialmente

Gentile utente,

lei ci dice che tutti i suoi tentativi di parlare con sua moglie per farle capire il suo disagio non hanno portato a nulla. Ciò significa che la comuncazione tra voi è inefficace; però uno psicologo potrebbe migliorarla, con quasi certezza dovrebbe poter trovare altri modi di comunicare più efficaci. Le consiglio pertanto di consultare uno psicologo; in particolare gli psicoterapeuti della Gestalt dispongono di strumenti validissimi e velocissimi per modificare la comunicazione la cui applicazione però necessita di uno o più colloqui nello studio del professionista.

Cordiali saluti

Gentile Gigi,

come lei ha scritto, ha deciso di tradire sua moglie soprattutto per ferirla. Sembra essersi innescato tra voi un gioco al rialzo, in cui ci si ferisce sempre un po' di più. Credo che alla lunga, il vivere una vita parallela, come dice lei, non la soddisferà più. Sentirà il bisogno di ferirla e glielo confesserà. E' rimasto probabilmente molto deluso della convivenza e del matrimonio, ma come ogni aspetto che riguarda la relazione (vita di coppia, sessualità, intimità, intesa, ecc.) si costruisce in due. È troppo facile dire "è colpa di mia moglie se le cose non vanno....". Inoltre stare insieme per i figli, e' una logica dannosa per i figli stessi.

A pensato di rivolgersi ad un collega di persona?

Restiamo in ascolto

Sig Gigi comprendo bene la sua situazione e il modo in cui si sente. Ci chiede di non consigliarle di aprirsi a sua moglie, ed è rispettabile come richiesta, anche se potrebbe non essere del tutto costruttivo. Quello che al momento mi salta all'occhio e su cui le chiedo di riflettere è la sua scelta di non separarsi da sua moglie per il bene di vostro figlio. Per un bambino crescere in un ambiente in cui non c'è armonia, rispetto e amore è molto pericoloso per la propria crescita e per il proprio sviluppo psicologico. Io non so se il suo motivo nasce dalla paura di non avere l'affidamento e di vedere poco suo figlio, ma le leggi in merito all'affidamento stanno cambiando. Ci sono pochi elementi per poter comprendere appieno questa scelta, ma proprio per l'amore che prova per suo figlio le consiglio di rivolgersi ad un collega per capire meglio quali potrebbero essere i risvolti psicologici che andrebbero a ricadere sul bambino, che a quanto ci fa capire ama molto. Sulla base di questo amore pensi quale possa essere il meglio per lui e per il suo benessere, ma anche per sè stesso. Poi vorrei consigliarle anche ad una possibile terapia di coppia in cui possiate trovare una chiave comunicativa; magari sua moglie, a seguito della gravidanza, potrebbe essere entrata in uno stato di depressione post parto che la porta ad essere negativa e oppositiva verso tutto e tutti. Sono anche un pò preoccupata per ciò che prova, questo sentimento di rivalsa e ripicca non le fa bene, tutto può tendere a ingigantirsi fino a diventare incontrollabile e insostenibile. Le valvole di sfogo per il benessere psico-fisico dovrebbero essere costruttive e arricchire la persona, a lungo andare si potrebbe ritrovare con un pugno di mosche e un grande senso di vuoto.

Buonasera, le do una breve risposta, ma sono sicura che il suo stato d'animo meriterebbe un maggiore approfondimento, forse potrebbe esserle d'aiuto uno spazio di ascolto, per far venire fuori altre cose. Lei mi sembra molto arrabbiato; prova piacere nel rendere a sua moglie la frustrazione ed  il rifiuto che ha provato lei tantissime volte, può diventare un gioco che fa male ad entrambi. Nella vostra relazione c'è rabbia, incomprensione, lei trova soddisfazione nel ferirla, così come sente che sua moglie fa con lei. Le chiederei se lei fondamentalmente non si senta trascurato, e da cosa ritiene che dipenda il costante malumore di sua moglie. Le chiederei se pensa che il rifiuto ed i no di sua moglie derivino dal desiderio di umiliarla o farle del male, oppure celino qualcos'altro, qualche sua difficoltà, e non un'intenzione aggressiva.

Andare avanti, agendo rabbia e frustrazione senza capire cosa vi sta accadendo può portare infelicità ad entrambi, quindi le propongo di fermarsi, di accogliere i suoi sentimenti di rabbia e frustrazione, di comprendere quali sono i suoi desideri, quali fossero le sue aspettative, cosa le piaceva in sua moglie, cosa è cambiato. 

Ritengo che ha ragione: ha bisogno d'aiuto per ritrovare lucidità e molto probabilmente anche sua moglie, io mi permetto di aggiungere che prima lo trova prima ritrova la serenità perduta. Distinti saluti

Gentile utente,

prima di tutto grazie di averci contattato. Il primo passo per iniziare a risolvere un disagio è acquisire la consapevolezza dello stesso disagio.

Certo la situazione che presenta non è facile, soprattutto vedendo in prospettiva e a lungo raggio cosa la attende il futuro.

Leggendo la sua mail sembra quasi che abbia iniziato a conoscere sua moglie solo con il matrimonio e la convivenza e sia rimasto “incastrato” dopo la nascita del piccolo.

Forse è il caso che inizi a focalizzare la sua attenzione sul quel “comincio a farmi paura da solo”, in realtà non sono tanto le motivazioni (giustificate o meno, non è qui il posto dove valutarle) che rendono preoccupante e giustificano le sue scappatelle, quanto, cosa pensa di fare, come si immagina tra un tot anni, quando i problemi, ora non affrontati, potranno solo che crescere.

Per adesso sta mettendo delle toppe ad una situazione che si sta incancrenendo, ma un domani che cosa vorrà fare della sua vita?

Dalla sua email emerge molta rabbia e rancore, che storie occasionali riescono a far passare in seconda linea, portandola addirittura a farla sentire soddisfatto.. ma è questo che vuole da un rapporto, e soprattutto è questo il rapporto che vuole?

Per adesso tutto sembra funzionare: ha trovato all'esterno quello che non trova all'interno della coppia, ma fino a quando riuscirà a condurre una vita parallela e soprattutto che cosa sta costruendo?

Certo la situazione che state vivendo l'avete creata in due, ma prima di affrontarla con sua moglie che “minimizza” forse si deve chiarire lei... sul perché “ha permesso” di arrivare oggi a questa situazione. Lei dice che il fidanzamento non è stato vissuto appieno per svariati motivi, però è anche vero che in sette anni qualche segnale di allarme forse c'è stato...

Quel restare subito incinta forse non ha permesso alla coppia di strutturarsi appieno per affrontare la genitorialità. Provi a guardare sua moglie da altri occhi, interrogandosi magari sul perché “è insopportabile e costantemente incacchiata”... provi a chiedersi perché la donna che ha sposato non corrisponde più ai suoi parametri... sua moglie forse è cambiata, e lei?

A volte è più facile “buttarsi via” in facili avventure che gratificano ma che a lungo andare danno poco.

In bocca al lupo!

Gentile Gigi

le dirò una cosa molto semplice ma che credo sarà molto utile per aprire nella sua mente uno spazio di riflessione ed elaborazione di quello che le sta accadendo, visto che l'unico settore della sua vita in cui sta difendendo ad ogni costo la sua autenticità è l'amore per suo figlio, le chiedo: se un giorno venisse da lei suo figlio e le dicesse che si sentisse incastrato in un tunnel senza uscita, deprivato della sua libertà affettiva, succube di una moglie come quella che lei ha descritto, che cosa gli consiglierebbe???

In bocca al lupo

Cordiali saluti

Le fasi trasformative della vita personale e familiare possono essere conflittuali, ma il loro superamento consente un passaggio evolutivo. Il modo con cui le affrontiamo potrà determinarne lo sviluppo, a volte in direzione di una crescita, altre volte dare origine a litigi, a conflitti che possono minacciare la stabilità dei rapporti e l'integrità della relazione. Pertanto questi eventi costituiscono una possibilità di cambiamento nella vita individuale e familiare. Da tali situazioni si può avviare la costruzione di un momento di crescita, attraverso il confronto, verso la realizzazione di nuovi equilibri. Se lei pensa di aver bisogno di un aiuto nel campo relazionale e nel rapporto di coppia può iniziare a pensare di volere uno spazio e la possibilità di parlare con un professionista che potrà aiutarla a comprendere quale percorso possa fare al caso suo.

Restiamo in ascolto

Ciao Gigi, mi sembra che dietro l'indifferenza nei confronti di tua moglie, ci sia soprattutto molta rabbia. Rabbia perchè ti sei sentito tradito da lei, che senza mostrare sensi di colpa, si è allontanata a poco a poco da te, negandosi dal punto di vista intimo. Il terzo nella coppia, non è solo un amante che si inserisce nella relazione, può essere anche il lavoro, che ci assorbe completamente, la famiglia d'origine o un figlio. Probabilmente il tuo sentirti tradito e arrabbiato ti ha permesso di tradirla senza sensi di colpa, vendicandoti della sua indifferreza e allontanando l'immagine di famiglia e di coppia complice che tu credevi di raggiungere con il matrimonio. La nascita di vostro figlio, pochi mesi dopo essere andati a vivere insieme, non ha permesso di saldare quella complicità di coppia, che è necessaria per vivere un rapporto a due. Vi siete subito dovuti abituare all'idea di essere in tre. Vi consiglio di iniziare un percorso di terapia di coppia, per capire se, per il bene del bambino e di voi stessi, sia possibile cambiare la situazione o scegliere consapevolmente di separarsi dopo essersi almeno guardati negli occhi.

buona sera,

stare a sindacare sull'aver fatto una buona azione o meno non è certo di competenza di uno psicoterapeuta, 

trall'altro lei lo sta facendo abbastanza a noi potrebbero venire in mente tante altre aree da investigare.

io mi permetto di dirle che questa situazione di malessere che sta provando non giova a lei ma soprattutto non giova al bambino, pertanto credo che trovare una persona in grado di aiutarla a dare una risposta a tutte le sue domande potrebbe essere la migliore delle soluzioni.

non entro troppo nel dettaglio perchè non credo che sia questo il contesto giusto, ma le auguro di risolvere al meglio questa situazione prima possibile.

spero di esserle stata utile a presto

Il tradimento è generalmente  il risultato di una sofferenza di coppia che, con il tradimento, non migliora. La rivalsa che lei mette in atto, dà il senso della difficoltà che incontra a comunicare con sua moglie e di quanto ne attribuisca la responsabilità a lei. Sicuramente sua moglie non è una persona facile, ma le direi di riflettere  sui rapporti di responsabilità e valutare quanto c'entri magari una personale difficoltà ad affermare i propri bisogni in maniera costruttiva, magari la stessa cosa le capita anche in altri settori della vita. Si chiarisca su cosa vuole in questo momento e consideri la possibilità di farsi aiutare, se non riesce da solo, da un rapporto terapeutico.

Gentile Gigi,

Leggendo la sua storia il primo commento che mi è venuto in mente è stato: “E dov’è il problema?”

Si dice che Annibale, mentre marciava verso l’Italia per attaccare Roma, abbia pronunciato la frase “O troveremo una strada, oppure la costruiremo”.

A me sembra che lei abbia trovato, in una situazione apparentemente senza uscita, un modo efficace per costruirsi la sua strada. Una strada che, a voler fare i puritani, magari non è proprio il massimo per un matrimonio; però certamente è una strada che permette a lei di prendersi un suo spazio, e al tempo stesso di mantenere in piedi un rapporto che altrimenti sembrava destinato a crollare miseramente.

Potrei ipotizzare che, facendovi aiutare da un percorso terapeutico di coppia, le cose potrebbero migliorare fra lei e sua moglie, però questo presuppone che siate entrambi d’accordo a mettervi in discussione e in gioco, e che abbiate entrambi la pazienza di attendere che quel percorso dia dei risultati, cosa che non necessariamente succederebbe in poco tempo. Ma ammesso che questi due presupposti ci siano, cosa fare nel frattempo?

Io penso che lei abbia trovato già la risposta da solo, e francamente non me ne viene in mente una migliore.

Rileggendo poi la sua storia una seconda e una terza volta, forse ho capito dove potrebbe stare il problema: ad un certo punto lei parla di “vite parallele”, e questo sintetizza benissimo la sua situazione. A patto però che ciò che le cose parallele rispettino il requisito fondamentale del parallelismo: non toccarsi mai, neanche per sbaglio.

Lei, per esempio, parla di prese in giro e di frasi canticchiate. Sua moglie fin ora non si è accorta di niente, o almeno così sembra, ma se un giorno avesse l’illuminazione circa quelle cose strane che sente dire da suo marito?

Ecco, l’unico suggerimento che sento di poterle dare è di star attento che non ci siano mai punti di incontro, neanche minimi, tra le due vite, e non solo per evitare spiacevoli inconvenienti. Sarebbe difficile infatti da gestire anche per lei una situazione nella quale le cose si mischiassero, una delle due vite cercasse di assumere nella sua mente e nelle sue emozioni il ruolo che “istituzionalmente” appartiene all’altra, o se lei cominciasse a confondere i piani. Sarebbe come se un treno ad alta velocità trovasse all’improvviso  sotto di sé due binari non più paralleli, può immaginare come andrebbe a finire…

Sperando di esserle stato d’aiuto, rimango a disposizione se volesse approfondire l’argomento. Può trovare i miei contatti sul sito che è pubblicato su psicologitalia.

Con i più cordiali saluti.

La prima cosa che salta subito all'occhio è la mancanza di dialogo nella coppia.Le tue prese in giro ed i suoi No, sembrano tipici di un comportamento infantile e non un segno di maturità. Sembrerebbe che ognuno di voi stia maturando questa forma di comunicazione , questo vi tiene lontano e penalizza la crescita e la maturazione della coppia in quanto tale. La coppia non riesce ad esprimere bisogni, problemi e progettazione in forma matura.Sottolineo come ci sia differenza tra " aprirsi" e " comunicare".  Ogni coppia ha le sue debolezze, ma anche i suoi punti fi forza...punti che state perdendo di vista.

Leggendo la sua lettera la prima domanda che desidero farle e sulla quale penso che sia opportuno che lei rifletta, è come mai ha voluto sposare la signora. Sette anni di fidanzamento, con tutte le circostanze che lei indica , non impedisce di conoscere l’altro. La convivenza non sarebbe stata un buon “test” di verifica, perché matrimonio e convivenza sono diversi e non sovrapponibili. La domanda è quindi rivolta a lei: quale è il significato di questa signora nella sua vita affettiva, tanto da aver deciso di stare anni con lei che non la ascoltava, che non prendeva nella dovuta considerazione i suoi desideri? Generalmente in queste situazioni c’è la paura di una vera intimità con l’altro così che viene evitata. Penso che queste domande la possano aiutare a riflettere sulla sua vita e sul suo significato più profondo. Potrebbe approfondire il lavoro con un iter psicoterapeutico.

Caro Gigi,

non penso che in questo momento tu debba parlare con tua moglie, sia perchè hai dichiarato di non avere nessuna voglia di farlo, sia perchè credo prioritario esplorare prima il tuo disagio per comprenderlo meglio. Quello che ti ha spinto a tradirla è abbastanza chiaro, ma non del tutto.

La rabbia forte che senti –  che ti sta spingendo a comportamenti nei suoi confronti nei quali tu stesso vedi segnali di un profondo e preoccupante disagio psicologico -  va indagata più a fondo, perchè nonostante tu abbia trovato la tua “valvola di sfogo”, non è giusto innanzitutto per te stesso relegare la sessualità e l’affettività nella sfera dello sfogo occasionale, nè convivere con una persona che ti suscita sentimenti così negativi.

La sincerità, la chiarezza e il coraggio con cui hai esposto la tua situazione mi fanno credere che potresti affrontare qualche seduta di psicoterapia con grandi risultati, e spero che tu decida in tal senso. Rubare ciò che ti spetta di diritto ti pone nella triste condizione di sentirti sempre un clandestino anche e soprattutto in casa tua, e inotre  farlo per punire tua moglie è disfunzionale per il tuo benessere psichico e in secondo luogo per la tua famiglia.

E’ una situazione di criticità alquanto acuta, comprendo il tuo malessere ma confido nella tua forza, che traspare netta dalle tue parole. Buona fortuna!

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