Nuova compagna

Mauro

Buongiorno, vorrei un parere. Sono un uomo di 47 anni e ho una nuova compagna, mia coetanea, da circa un anno e mezzo. Frequento abitualmente casa sua e sto lì il fine settimana, e ho conosciuto suo figlio già l'anno scorso, con il quale ho un buon rapporto. Ultimamente però mi stanno venendo alcuni dubbi. Lei mi ha introdotto in casa sua e ha voluto farmi conoscere il figlio, ma a parte lui non mi ha mai fatto conoscere gli altri suoi parenti. Ho conosciuto solo suo fratello, soltanto perché ci siamo incontrati a un compleanno.
Premetto che con i genitori, ad esempio, ha un buon rapporto, perché lei e suo figlio vanno tutte le settimane o a cena o a pranzo da loro. Questa cosa mi fa pensare che io non sia poi così importante per lei, visto che mi sembra che mi tenga "nascosto" in ambito parentale.
Oltretutto, a breve dovrà andare a un matrimonio di un suo parente e non ha minimamente preso in considerazione di farsi accompagnare da me (visto che ha parlato di andare con suo figlio), e a me non ha chiesto nulla.
A parole però vorrebbe continuare la nostra relazione e costruire qualcosa. Questi episodi però mi danno da pensare. Potete darmi qualche parere?

19 risposte degli esperti per questa domanda

Ciao Mauro, il fatto che ti abbia fatto conoscere suo figlio e che condividiate i weekend è comunque un segnale di coinvolgimento. Però è possibile che lei gestisca in modo separato le diverse aree della sua vita (famiglia, figlio, relazione), magari per abitudine o per prudenza.

Nelle relazioni, un elemento importante è il riconoscimento reciproco, ovvero sentirsi parte della vita dell’altro anche nei contesti sociali e familiari. Quando questo non succede, è normale che nascano dubbi sul livello di investimento dell’altro nella relazione.

La cosa più utile, in questi casi, è parlarne apertamente con lei, usando una comunicazione chiara e non accusatoria. Ad esempio spiegandole che non è una questione di formalità, ma che ti farebbe sentire più parte della sua vita essere incluso anche in alcuni momenti familiari.

Solo dal suo modo di rispondere e dalla sua disponibilità a capire il tuo bisogno potrai davvero capire quanto spazio vede per voi due nel futuro. A volte questi dubbi non nascono per caso, ma sono segnali che la relazione ha bisogno di più chiarezza e allineamento tra ciò che uno desidera e ciò che l’altro è disposto a costruire.

Dott. Nicola Nacca

Dott. Nicola Nacca

Caserta

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 Salve,

L’amore vero cresce nella comunicazione autentica,  a condivida con la sua compagna ciò che sente: i suoi dubbi, le sue paure, il bisogno di sentirsi riconosciuto anche in alcuni aspetti della sua vita familiare. Quando una persona parla di sé con sincerità, spesso la relazione si rafforza; e se invece ci fosse qualcosa che non funziona davvero, questo spazio di autenticità permette anche all’altra persona di mostrarsi più chiaramente

Le auguro belle cose

Dott.ssa Anna Lamo

 

Dott.ssa Anna Lamo

Dott.ssa Anna Lamo

Venezia

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Buongiorno Mauro, capisco il tipo di dubbio che sta vivendo. Quando una relazione va avanti da un po’ di tempo, come nel suo caso, è normale iniziare a osservare certi segnali per capire che posto si occupa davvero nella vita dell’altro. Non tanto nelle parole, ma nei fatti quotidiani.
Da quello che racconta, lei ha fatto un passo importante facendole conoscere suo figlio e aprendole la porta di casa sua. Non è un gesto da poco, soprattutto quando ci sono figli di mezzo. Allo stesso tempo, però, sembra che la parte della sua vita legata alla famiglia resti piuttosto separata da voi due. E questo può creare facilmente una sensazione di distanza.
Il punto, probabilmente, non è tanto conoscere i parenti in sé. Molte persone non sentono un grande bisogno di entrare nella famiglia dell’altro. Quello che pesa di più è il significato che lei attribuisce a questa cosa: se lei va tutte le settimane dai suoi genitori e lei non è mai stato coinvolto, può nascere il pensiero di essere tenuto un po’ ai margini di quella parte della sua vita.
Anche l’episodio del matrimonio può aver accentuato questa sensazione. Quando si è in coppia da un po’, viene quasi spontaneo immaginare che certe occasioni sociali si condividano. Il fatto che lei abbia dato per scontato di andarci con il figlio senza nemmeno parlarne con lei può far nascere il dubbio di non essere visto come un compagno “da portare” nel suo mondo.
Detto questo, le relazioni non sempre crescono nello stesso modo per entrambe le persone. Ci sono persone che introducono molto presto il partner nella propria famiglia, altre che tengono per più tempo una separazione tra la vita di coppia e quella familiare. A volte non è una questione di importanza, ma di abitudini, di tempi personali o di prudenza, soprattutto se in passato ci sono state relazioni complicate.
Forse la cosa più utile, prima di trarre conclusioni, potrebbe essere parlarne con lei in modo semplice e diretto. Non come un’accusa, ma spiegandole il pensiero che le è venuto: che in alcune situazioni ha avuto la sensazione di restare un po’ fuori dalla sua vita familiare e che questo l’ha fatto interrogare su quanto lei la consideri parte del suo futuro.
A volte l’altra persona non immagina nemmeno che certi gesti possano essere letti in questo modo. Mettere in parole il proprio dubbio può aiutare molto a capire se si tratta solo di un diverso modo di gestire le relazioni con la famiglia, oppure se dietro c’è effettivamente una distanza che merita di essere chiarita.
In fondo la domanda che sta emergendo dalle sue riflessioni è molto semplice: capire se questa relazione sta trovando uno spazio sempre più integrato nella vita di entrambi, oppure se rimane confinata in un ambito più ristretto. Ed è una domanda legittima dopo un anno e mezzo di storia.

Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Buongiorno 

Ha mai accennato alla compagna che le farebbe piacere conoscere i suoi familiari?

E intanto potrebbe invitare la "fidanzata" a casa dei suoi genitori,  dimostrando per primo che considera serio il vostro rapporto.

Prendere qualche iniziativa in più potrebbe incoraggiare la sua ragazza a ufficializzare il vostro rapporto.  In ogni caso chiarire che tipo di relazione volete mantenere anche facendo conoscere non solo i genitori ma anche i suoi amici per primo.

Se son rose fioriranno e se no pazienza, almeno chiarite la situazione.

Auguroni.

Dott.ssa Paola Federici

Psicologa psicoterapeuta

Riceve a Binasco (MI)

Auguri per tutti e due! 

 

Gentile Mauro,

i suoi dubbi, assolutamente leciti, andrebbero indirizzati e affrontati con la persona diretta interessata.

Si è chiesto cosa la blocca al momento dal poter affrontare questa discussione direttamente con la sua compagna? 

Un caro saluto

Gentile Mauro, la ringrazio per la condivisione. Da ciò che racconta, possiamo ipotizzare che il bisogno di conoscere gli altri parenti della Sua compagna, possa essere legato alla necessità di sapere se anche la Sua compagna attribuisce la stessa importanza che attribuisce Lei alla vostra relazione.

Se non l’ha già fatto, potrebbe iniziare a manifestare serenamente i Suoi dubbi e le Sue necessità, così da aprire un confronto costruttivo con la Sua compagna sulla vostra relazione, sui vostri bisogni e sulle eventuali prospettive future.

Le auguro buona fortuna!

Dott.ssa Flavia Maietti

Dott.ssa Flavia Maietti

Dott.ssa Flavia Maietti

Roma

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Buongiorno,
capisco che la situazione che descrive possa far nascere dubbi e sentimenti di incertezza. Quando in una relazione percepiamo dei segnali che non riusciamo a interpretare con chiarezza, è naturale iniziare a chiederci quale sia il nostro posto nella vita dell’altra persona.

Da un punto di vista psicologico, però, è importante chiarire una cosa: lo psicologo non può stabilire con certezza cosa provi o cosa pensi la sua compagna, né “risolvere” la situazione al posto suo. Il ruolo dello psicologo è piuttosto quello di aiutare la persona a comprendere meglio il proprio stato interiore, le proprie emozioni e a trovare modalità più utili per gestire dubbi e pensieri. 

Spesso, nelle relazioni, i malintesi nascono proprio dal fatto che i pensieri rimangono dentro di noi e diventano interpretazioni, mentre il confronto diretto può chiarire molte cose. Esprimere i propri sentimenti in modo tranquillo e sincero può essere un passo importante.

Se questi dubbi continuano a creare disagio, un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio in questo: capire meglio i suoi bisogni affettivi, le aspettative nella relazione e come comunicare ciò che prova, in modo da sentirsi più sereno e consapevole nelle sue scelte.

Buongiorno Mauro,

la tua compagna ti ha fatto conoscere suo figlio, figura sicuramente più importante per lei, segno che crede nel vostro rapporto di coppia e nella  triade familiare che state costruendo. Questo gesto penso che possa essere considerato il più alto livello di fiducia nei tuoi confronti. Magari al momento non vuole andare oltre a presentarti il resto della famiglia per altre motivazioni sue che tu non conosci: magari un rapporto precedente che l'ha messa in una situazione di difficoltà con i suoi famigliari o altre motivazioni a te non note.

Domandati invece perche tu hai cosi bisogno di sentirti presentato agli altri familiari e perchè questo è un aspetto cosi importante per te. Penso che più che sulla tua compagna, tu debba interrogarti dentro per capire da dove nasce questo tuo bisogno, che probabilmente viene da lontano e da un tuo vissuto familiare.

Se hai bisogno di approfondire il tema, resto a tua disposizione

Dott. Alessandro Foti, Psicologo e psicodiagnosta

 

Dott. Alessandro Foti

Dott. Alessandro Foti

Milano

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L’incontro e la formazione di una futura coppia convivente richiedono che i membri della coppia durante la fase della iniziale conoscenza si aprano come un libro e comunichino al futuro partner le eventuali difficoltà attuali e passate di comunicazione con la famiglia d’origine. Questo per far comprendere al nuovo compagna/o chi sono i membri della propria famiglia d’origine e le gioie e le minace che l’intrusione della famiglia d’origine potrà generare alla futura coppia. L’evitare di parlare di loro introduce uno stato di rischio per la futura esistenza della coppia stessa. Il presentare solo alcuni membri della propria famiglia e non tutti può rappresentare una prudenza e la ricerca di una salvaguardia per evitare che il rapporto si rompa. Comunque non si deve dimenticare che entrambi i partner di una nuova coppia (se tale si considera) devono parlare e far conoscere i membri della propria famiglia d’origine. Dott. Riccardo Edurdo Perris

Buongiorno Mauro,

capisco che le siano venuti dei dubbi data la situazione che ha descritto. Da quello che racconta sembra emergere un desiderio che in questo momento non viene soddisfatto nella relazione con la sua compagna: conoscere la sua famiglia e far parte della sua vita. Immagino che questo generi in lei delle emozioni spiacevoli, visto che si sente tenuto "nascosto" e che ha il dubbio di non essere importante per lei. A mio parere non è posizione dello psicologo quella di esprimere dei pareri a riguardo, ma piuttosto credo che sia importante capire come si sente, ascoltare i suoi bisogni e capire quali sono i modi che lei ritiene utili per affrontare il tema con la sua compagna, se non lo avesse già fatto.

Un saluto,

Omar Gellera 

Buonasera, il passaggio necessario è il più semplice: parlarne con lei per capire il suo punto di vista e confrontarsi sul significato che date a questo aspetto della presentazione in famiglia. Il confronto dei diversi modi di intendere, atteggiamenti, reazioni ecc.. è la base per approfondire il rapporto e farlo maturare. Spero le sarà utile.

Dott.ssa Gemma Facchinetti

Dott.ssa Gemma Facchinetti

Bergamo

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Naturalmente il mio è solo un parere. Una relazione sentimentale ( come si usa dire ) è fatta di tante cose: sguardi, carezze, parole dette o non dette, che non si possono per iscritto in una mail. Penso che la sua nuova compagna ha già fatto la cosa più importante per lei,cioè farle conoscere il figlio. E' comprensibile a mio avviso che una donna, che è alla sua seconda relazione impegnativa, visto che ha già un figlio, abbia bisogno di tempo e pazienza prima di farla conoscere agli altri parenti. Penso che la cosa  importante sia vivere e approfondire questa relazione. I parenti e gli amici verranno dopo.

Dott. Fabio Ricardi

Dott. Fabio Ricardi

Milano

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Mauro, da ciò che racconti emerge una relazione che per molti aspetti funziona, che ha una sua stabilità e una quotidianità condivisa, ma che allo stesso tempo ti sta facendo sorgere dubbi legittimi. Il fatto che tu sia stato introdotto nella vita familiare di lei attraverso il figlio è un segnale importante, perché una madre non porta un uomo nella vita del proprio bambino se non sente fiducia, affetto e una prospettiva. Allo stesso tempo, però, la distanza che percepisci rispetto al resto della sua famiglia crea una dissonanza che ti fa sentire “a metà”, come se fossi dentro la relazione ma non completamente dentro la sua vita.

Il punto non è tanto il matrimonio del parente o il non averti invitato, ma ciò che questo rappresenta per te: il timore di non essere riconosciuto come parte significativa della sua storia, il dubbio che lei voglia costruire qualcosa con te solo a parole, la sensazione di essere tenuto in una zona protetta ma non pienamente integrata. Quando una persona ha un buon rapporto con la propria famiglia e condivide con loro momenti regolari, come pranzi e cene settimanali, è naturale che il partner si chieda perché non venga incluso. Non è un bisogno di “apparire”, ma un bisogno di appartenenza, di coerenza tra ciò che si vive nella coppia e ciò che si mostra all’esterno.

È possibile che la tua compagna abbia tempi diversi dai tuoi, che per lei presentarti ai genitori abbia un significato molto più impegnativo di quanto immagini, o che abbia vissuto in passato situazioni che la rendono più cauta. È possibile anche che voglia proteggere il figlio da cambiamenti troppo rapidi, o che abbia paura di creare aspettative nella famiglia prima di sentirsi completamente sicura. Ma è altrettanto possibile che ci sia una difficoltà sua nel far convivere la vita di coppia con quella familiare, e che questo crei una distanza che tu percepisci con chiarezza.

Il fatto che tu ti stia ponendo queste domande non indica insicurezza, ma desiderio di chiarezza. Dopo un anno e mezzo di relazione è naturale chiedersi quale posto si occupa nella vita dell’altro, e se le parole di progettualità corrispondono ai gesti. La tua compagna ti dice di voler costruire qualcosa, e probabilmente lo sente davvero, ma i comportamenti che descrivi non sono del tutto allineati a questa intenzione. È proprio in questi momenti che il dialogo diventa fondamentale, non per accusare o forzare, ma per capire come lei vive la relazione, cosa la trattiene, cosa teme, cosa la fa rallentare.

A volte basta una conversazione sincera per scoprire che l’altro non si rende conto dell’effetto che certi comportamenti hanno, o che interpreta la situazione in modo diverso. Altre volte, invece, emergono bisogni e paure che non erano stati nominati. In ogni caso, ciò che senti è importante e merita spazio. Non stai chiedendo qualcosa di eccessivo, stai cercando coerenza tra ciò che vivete e ciò che costruite.

Se vuoi, possiamo approfondire insieme cosa ti ha fatto scattare per primo questo dubbio, perché spesso è proprio da lì che si capisce cosa ti serve davvero per sentirti riconosciuto nella relazione.

un saluto caro

Dottoressa Arianna Bagnini

psicologa Clinica - del Lavoro

Organizzazioni - Risorse Umane

Ricevo online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Buonasera,

Mi sembra comprensibile che lei senta il bisogno di avere delle conferme dalla sua compagna. A volte non necessariamente il comportamento dell’altro è un rifiuto verso di noi ma un bisogno verso se stessi.  Di fronte ai genitori si rimane sempre figli a qualsiasi età. Forse non è ancora pronta ad affrontare l’argomento con i proprio genitori, le motivazioni potrebbero essere infinite. O forse non è questa la ragione. Ha provato ad affrontare l’argomento e a condividere le sue preoccupazioni o bisogni? Il dialogo, la condivisione e la comprensione delle emozioni reciproche possono fornire delle risposte. Parlarne è la cosa migliore. 

Dott.ssa Valeria Turrisi

Dott.ssa Valeria Turrisi

Milano

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Buongiorno,

il dubbio che lei porta è comprensibile. Dopo un anno e mezzo di relazione è naturale interrogarsi su quanto spazio si occupi realmente nella vita dell’altra persona e su quale direzione stia prendendo il rapporto. Prima di trarre conclusioni definitive, può essere utile considerare alcuni aspetti. Il significato delle presentazioni familiari non è uguale per tutti.
Per alcune persone presentare il partner alla famiglia è un passaggio quasi automatico; per altre è invece un momento molto delicato, che viene rimandato per prudenza, per abitudine o per dinamiche familiari particolari. Il fatto che lei l’abbia introdotta nella sua casa e le abbia fatto conoscere suo figlio, cosa che di solito rappresenta un passo importante, suggerisce che nella sua vita personale lei ha comunque uno spazio significativo. Allo stesso tempo, è comprensibile che l’assenza di un’integrazione nella sfera familiare possa far nascere la sensazione di essere tenuto ai margini. Quando alcune aree della vita restano separate (partner da una parte, famiglia dall’altra), è normale chiedersi quale sia il motivo.

L’episodio del matrimonio che cita probabilmente ha amplificato questi dubbi. Eventi familiari come matrimoni o feste importanti spesso vengono percepiti come occasioni “ufficiali” in cui la presenza del partner conferma pubblicamente la relazione. Non essere stato coinvolto può quindi far emergere interrogativi sul livello di riconoscimento della coppia. Detto questo, è importante ricordare che le interpretazioni possono essere diverse. Ad esempio, potrebbe trattarsi di: una modalità personale di gestire i rapporti familiari; una certa cautela nel coinvolgere il partner nella rete parentale; abitudini familiari consolidate (alcune famiglie tendono a mantenere gli eventi molto “interni”); oppure, in alcuni casi, una reale ambivalenza rispetto alla relazione. Per capire quale sia la situazione nel vostro caso, l’aspetto più utile è parlarne apertamente con lei, senza partire da accuse ma condividendo il suo vissuto. Potrebbe dirle qualcosa come: che negli ultimi tempi si è accorto di sentirsi un po’ esterno alla sua vita familiare e che questo le fa nascere alcune domande sul futuro della relazione. Spesso, in una coppia, i malintesi nascono più dalla mancanza di confronto che da reali intenzioni di tenere l’altro a distanza. Infine, una riflessione personale può aiutarla: al di là di questi episodi, nella quotidianità della relazione si sente riconosciuto, coinvolto e considerato? Oppure questa sensazione di “marginalità” emerge anche in altri aspetti del rapporto? La risposta a questa domanda può darle indicazioni importanti.

In sintesi, i segnali che descrive meritano attenzione, ma non sono necessariamente una prova che lei non sia importante per la sua compagna. Piuttosto, sembrano indicare la necessità di chiarire aspettative, bisogni e visione del futuro della relazione. Un dialogo sincero su questi temi spesso permette di capire molto più di qualsiasi interpretazione fatta da soli.

Dott.ssa Chiara Todaro

Dott.ssa Chiara Todaro

Lecco

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Il fatto che lei ti escluda può significare due cose: o vuole evitare di doverti dare spiegazioni su fatti o dinamiche che emergerebbero stando vicino alla sua famiglia, o semplicemente non vuole dover dare spiegazioni su di te a loro.

Francamente, però, il vero problema non è il 'perché' lei lo faccia, ma cosa intendi fare tu e che tipo di relazione hai in mente con questa donna. Che ruolo vuoi avere con suo figlio? E come sono le cose tra voi dal punto di vista economico e sotto le coperte? Sono questi i pilastri su cui si misura la serietà di un progetto comune.

Ti andrebbe di approfondire questi temi in una chiacchierata video? Sto lanciando un nuovo progetto sul mio canale YouTube: una serie di chiacchierate online con persone che, come te, postano sui forum per condividere dubbi e prospettive su problematiche relazionali. 

Dott. Mario Pugliese

Dott. Mario Pugliese

Roma

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Gentilissimo,
dice "mi stanno venendo alcuni dubbi": ne parli direttamente con la sua compagna, credo sia il modo più trasparente e utile per capirvi. Il dialogo è una base importante per una relazione che funziona: in modo sereno può esplicitare i suoi bisogni, darà così all'altra persona la possibilità di spiegare le sue scelte e insieme potrete trovare dei punti di incontro. 

I migliori auguri.


Dott.ssa Annalisa De Filippo
Psicologa Psicoterapeuta

www.centropianetapsicologia.com 

 

Dott.ssa Annalisa De Filippo

Dott.ssa Annalisa De Filippo

Milano

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Gentile Mauro, grazie per la sua domanda. Quello che descrive mi pare tocchi un tema importante: la differenza tra ciò che viene detto a parole e ciò che si percepisce nei fatti. Quando questa distanza diventa significativa, è naturale che nascano dubbi e che ci si chieda quanto spazio si ha davvero nella vita dell'altro. 

In queste situazioni, più che cercare una risposta nelle intenzioni dell'altra persona, può essere utile esplorare le proprie: cosa desidero davvero da questa relazione? Cosa sono disposto a chiedere? Cosa mi dice il fatto che non l'ho ancora chiesto?
Un percorso psicologico individuale potrebbe essere uno spazio prezioso per fare chiarezza su questi aspetti ed iniziare ad ascoltare come ci si posiziona all'interno della relazione. 

Un caro saluto,
Dott.ssa Adriana Dell'Arte

Dott.ssa Adriana Dell'Arte

Dott.ssa Adriana Dell'Arte

Milano

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Caro utente, le motivazioni per cui la tua compagna non ti abbia fatto conoscere i suoi parenti possono essere molteplici.

Spesso, nonostante all'apparenza sembra ci siano buoni rapporti, possono celarsi relazioni complicate con i genitori. E' possibile che la tua compagna tema un giudizio e cerchi di proteggere se stesse e te da un confronto spiacevole.

Non è detto che lo faccia perchè non ti da importanza.

Potrebbe essere il caso di valutare se affrontare o meno il discorso con lei in merito a questo aspetto che ti fa soffrire. Se per te questa situazione crea disagio sarebbe bene provare a parlarne. Cerca un momento in cui siate tranquilli e soli e possiate parlarne con calma. La comunicazione deve sempre essere il più assertiva possibile ovvero esprimere il tuo dubbio e disagio senza avere pregiudizi o lasciar intendere accuse. Puoi anche provare a "sondare il terreno" da lontano o provare a esprimere il desiderio di conoscere la sua famiglia e vedere come risponde.

Il rischio infatti nel non affrontare il discorso potrebbe essere quello di rimuginarci sopra creando poi ipotesi che si potrebbero allontanare  anche molto dalla verità.

Un caro saluto 

Dott.ssa Mazzilli Marilena

Dott.ssa Marilena Mazzilli

Dott.ssa Marilena Mazzilli

Asti

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