Aggressività e violenza

Andarmene o restare?

Alice

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Buongiorno, sono Alice e ho 26 anni. Vorrei parlarvi del problema che ho con i miei genitori e mio fratello. Diciamo che sono ad un bivio della mia vita perché da una parte amo davvero moltissimo i miei genitori, nonostante non mi abbiano mai supportata ne amata nel modo giusto, e dall’altra vorrei andarmene lontano, crearmi una nuova vita e non sentirli più per fare del bene a me stessa. Ora vi spiego meglio la mia storia.
Mio fratello è un drogato che dice di non fare più niente ma io so che non è così. Abbiamo cercato tante volte di aiutarlo o di farsi aiutare ma niente non gli e mai interessato. Ho sempre ricordi di lui violento e aggressivo. Scene che una ragazzina non dovrebbe nemmeno immaginare, eppure sono qui. È sempre stato violento con me, mio papà e le sue ragazze. Più volte mi ha messo le mani al collo, più volte mi ha distrutto camere e oggetti, e più volte ha messo le mani addosso anche al mio ragazzo e a mio papà. Se ne era andato di casa insieme ad una ragazza, per me è stato un sollievo dopo anni di sofferenze e paure. Be questa ragazza ora lo ha denunciato per violenza quindi ora è tornato a casa, ANCORA. E io mi ritrovo ancora qui a piangere e ad avere paura. I miei genitori me lo avevano promesso di non farlo più entrare in casa nostra e invece lo hanno fatto, ANCORA. Il problema è che quando c è lui a casa i miei genitori diventano persone diverse, mi trattano male, non dicono mai niente a mio fratello e gli fanno fare tutto quello che vuole, e magari iniziano a non parlarmi per giorni solo perché dico quello che pensò o se rispondo male a mio fratello. Sono situazioni che dopo anni e anni ho raggiunto il limite, mi stanno distruggendo dentro. Mio fratello con lui ha portato due cani che quando ha voglia li tratta benissimo ma quando non è dell umore o loro fanno un po’ di pipì in casa li picchia forte... E io non posso nemmeno intervenire perché se no i miei genitori mi fanno la colpa... E quei poveri cani vengono maltrattati e a sentire i loro pianti io sto peggio di loro.
Io sono sempre stata la figlia buona, quella che non dava mai preoccupazioni, quella di cui fidarsi... Mio fratello quello che faceva un sacco di casini, che metteva di mezzo me e i miei genitori nei casini... e nonostante questo i miei genitori non mi hanno mai sostenuta nella mia vita, mi disprezzano e mi guardano con quello sguardo da schifati solo perché non ho un lavoro fisso... ho provato più volte a parlare con loro, a fargli capire come mi sento e a trovare un compromesso ma a quanto pare non gli interessa niente. Mio fratello lo trattano come Dio e a me come una spazzatura... vorrei essere una persona migliore e realizzare tutti i miei progetti e soprattutto essere felice nella mia vita, quello è il mio obiettivo nella vita... Sento che se resto con loro o comunque mi costruisco una vita qui con loro nella mia vita starò male io però almeno starò vicino ai miei genitori e non avrò rimpianti... mentre se me ne vado sarò felice io ma ho paura che poi se un giorno non ci saranno più avrò rimpianti di non essergli stata accanto o di non avergli detto quanto bene gli voglio nonostante tutto...
sicuramente non sono stata chiara dato che sono qui nel letto a piangere e raccontare in poche righe tutta una vita è difficile ma spero che mi possiate dare un piccolo aiuto

Grazie

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Alice. Ho letto la sua lettera. Per rispondere alla sua domanda, mi sento di poterle dire, con un certo azzardo ma certezza: se ne vada! Sicuramente, però, ciò che lei ha visto e vissuto lascia traccia. Sono del parere che non basti allontanarsi per risolvere. La sua vita rischia di essere segnata dal passato se non interviene un percorso profondo di lavoro sui vissuti. Se vuole io ci sono. Mi trova facilmente su web.


Marcello Schmid

Gentile Alice, la soluzione per la sua vita,  per il rispetto di sé stessa e per il suo benessere interiore sarebbe quella di andare via di casa. Di riconoscere che i genitori hanno le loro debolezze, che non hanno la capacità di gestire il tumulto di suo fratello, che oltre ad avere una dipendenza da sostanze ha molto probabilmente un disturbo di personalità, forse di tipo borderline, tale da rendere molto tesa e difficile la vita a chi vive vicino a lui. Cosa sta aspettando, questo dovrebbe chiedersi. Con i suoi genitori troverà un rapporto migliore, una volta superato e vissuto questo distacco, per la sua crescita.


Un grande in bocca al lupo!


Dr. Cameriero Vittorio 

Buongiorno


E' stata molto chiara nel descrivere la situazione ed e' comprensibile la sua voglia di andarsene per non vivere più certe situazioni che le causano dolore, inoltre può imparare a proteggersi da sola. Nella vita troverà altre situazioni difficili e le servirà la forza per affrontarle. Non deve vederlo come un allontanamento definitivo ma temporaneo, altrimenti se lo vive come definitivo farà fatica a farlo. Che vuole bene ai suoi genitori lo dica e verbalizzi anche con loro ma verbalizzi anche le sue estreme difficoltà a rimanere in una situazione in cui si sente minacciata, la responsabilità maggiore la ha verso se stessa! Nessuno la protegge ed e' il caso lo faccia lei 

Gentile Alice,
comprendo la Sua sofferenza nello stare in una famiglia in cui non Si sente apprezzata, accolta ed invece ritrova i Suoi genitori a solidarizzare con un fratello violento, con loro, con Lei, con gli animali. Immagino anche quanto sia difficile in una condizione simile anche realizzare dei progetti.
Finora ha imparato a stare accanto ai Suoi genitori da "figlia buona, che non dà preoccupazioni, di cui fidarsi" ed ora pensa che, se si comporterà in modo diverso, perderebbe questa sorta di status, in cui peraltro non trova altro che sofferenza.
Sicuramente la vedo immersa in una spirale di violenza da cui fatica ad uscire, per l'affetto che prova per la sua famiglia, e da sola non può.
La invito pertanto ad affidarsi ad un centro antiviolenza della sua zona, le daranno sostegno da un punto di vista psicologico, sociale, economico e legale. E' un'opportunità perché, prima che i suoi familiari, sia Lei a dirsi "Ti amo", "Ti voglio bene".
Coraggio! E' una strada certo difficile, ma non è sola.
Rimango disponibile tramite il modulo contatti.
Ogni bene, cordialmente,
drssa Chiara Lecca

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