Capricci capricci come gestirli!

giulia

Buona sera, sono una mamma di due bambini, una di anni 5 ed uno di quasi quattro anni; sono un po' preoccupata per il bambino, perché oltre ad essere molto capriccioso, noto che alcune volte è come se fosse arrabbiato, come se avesse una rabbia dentro, mi spiego, ad esempio capitava spesso l'anno scorso, e capita ora un po' meno, che si svegli improvvisamente di notte o durante la pennichella pomeridiana, magari per un brutto sogno o forse anche soltanto per un rumore, e non soltanto inizia a piangere disperatamente, ma è infuriato con me o con chiunque gli stia vicino, tira calci mi respinge, e questo dura per un buon quarto d'ora, non so davvero come gestirlo, perché se vado via nell'altra stanza mi chiama, ma quando mi avvicino è arrabbiato con me o con chi gli sta vicino.

Io da quando sono nati i bambini cerco di essere presente con loro, ho scelto anche di lavorare part time per rimanere il pomeriggio con loro, visto che mio marito lavora fino a sera e non ho i nonni che mi aiutano, perché viviamo lontani da loro; la bambina non mi ha mai dato alcun problema, fa i capricci come tutti i bambini, ma capricci normali e soprattutto gestibili, mentre con lui non so davvero come comportarmi. Ho notato un'altra cosa, lui anche per dimostrare affetto usa molto la forza, per esempio viene, mi abbraccia e mi da dei pizzicotti sul viso, e così fa anche con gli altri bambini, che ovviamente si lamentano di lui. Potete darmi dei consigli?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Buongiorno Giulia,

da come le descrive qui, le reazioni di suo figlio più che capricci sembrano essere manifestazioni di un certo disagio (che va compreso) e che, però, il bambino esprime con comportamenti aggressivi. Lei non accenna al padre. Anche con lui è aggressivo, o solo con lei?

 

Due piccoli consigli: quando si arrabbia, è molto utile abbracciare in modo determinato e contenitivo il bambino, finché non si calma. Questo tipo di abbraccio richiede da parte dell’adulto forza e serenità per portare fino in fondo l’abbraccio, perché le reazioni del bambino possono essere violente (sia lei che suo marito potete utilizzare questa modalità). Questa tecnica, se usata bene, è ottima perché il contatto fisico unisce sia il corpo che le menti, consentendo di sperimentare un senso di calore e protezione. Una volta che ha smesso di calciare o comunque di agitarsi, è utile parlare con il bambino e chiedergli cosa lo faccia arrabbiare. Questo al fine di aiutare il bambino a entrare in contatto con le sue emozioni e imparare così ad esprimerle.

Se queste manifestazioni dovessero protrarsi, le suggerisco di chiedere una consulenza diretta.

Cordiali saluti